"Ho vissuto due giorni con Messi"

Diario di un tifoso speciale del Barcellona in viaggio a Valencia con la squadra. Contro il Milan il club italiano preparerà uno striscione da 50 metri

Giovanni Capuano

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A San Siro ci saranno anche dei tifosi del Barcellona molto speciali. Vengono da tutta Italia e non sono appassionati qualsiasi. C'è chi ha in tasca anche la preziosa tessera di socio culè e gira l'Europa tutti i fine settimana per non lasciare soli Messi e compagni. Per loro ricevere il Barca a San Siro per la gara d'andata degli ottavi di finale di Champions League è innanzitutto una questione d'orgoglio. Lo faranno con un lungo striscione: 50 metri per salutare la Pulce e augurare pronta guarigione a Tito Vilanova.

"Abbiamo già le autorizzazioni del Milan e di tutti. Sarà qualcosa di fantastico" spiega Antimo de Salve, anima della Penya Lombarda che, a dispetto del nome, è il punto di riferimento dei tifosi del Barcellona in tutta Italia. I blaugrana saranno supportato da almeno 3.000 persone a San Siro. Molti dei tifosi 'italiani' faranno poi il viaggio verso Barcellona in occasione del ritorno.

Il rapporto con la casa 'madre' è molto stretto e regala occasioni speciali come il lungo fine settimana vissuto insieme ai campioni del Barca. Un'occasione unica che de Salve e un amico hanno vissuto accompagnando la squadra a Valencia per la sfida di Liga terminata 1-1. Sempre insieme ai maestri. Ecco il diario di 48 ore da sogno.

"IO E MESSI, VICINI" - "E' stato un week end molto lungo. Sono partito perché l'obiettivo era seguire il Clasico di Copa del Rey da vicino e sono riuscito a farlo in compagnia di sei allenatori della Cantera. Un'esperienza bellissima. Poi ci siamo fermati per il basket visto che a Barcellona arrivava Siena ed è stato stupendo, seduto in tribuna a fianco di Fabregas. Quindi un giorno insieme alla squadra femminile e, infine, il viaggio a Valencia con loro. Andata e ritorno...

... Sono ragazzi tranquillissimi, a volte anche riservati. Messi? Timido. Molto amico di Pinto che è il secondo portiere. Ci passa delle ore in pullman e aereo. Chiacchierano, ridono, scherzano. Pinto ha una casa discografica e fa sentire a Leo in anteprime le canzoni. Scaramanzie? No, però ognuno ha le sue particolarità. Ad esempio Puyol ama parlare italiano. Mi era già capitato un anno fa fuori dagli spogliatoi del Camp Nou. Sento una voce: 'Lo sai che l'Inter è stata eliminata?'. Mi giro ed era Puyol...

Iniesta? Discreto, anche lui timido. Si defila un po' anche se è sempre molto gentile. In aereo ascoltano musica. Ci sono alcuni come Song e Dani Alves che si isolano da tutti, immersi nelle loro cuffie. Altri giocano in amicizia. Messi e Pinto sono i più legati, ma non solo loro. La cosa che lega tutti è la dipendenza dal telefonino e da Twitter. Il più appassionato è Piqué. Sempre al computer.

L'impressione che danno è di vivere tranquillamente la loro grandezza. Sono un gruppo e si vede anche fuori dal campo, nelle piccole cose. Al ritorno mezzo aereo era vuoto per le convocazioni delle nazionali. Però è stato divertente lo stesso. Eravamo solo con pochi ragazzi: Adriano, Song, Pinto, Mascherano. C'era Messi... Ecco sì. Abbiamo viaggiato in aereo solo con Messi". E scusate se è poco...

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