La Gran Risa mi aspetta
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La Gran Risa mi aspetta

Max Blardone racconta la sue emozioni e la sua storia "d'amore" con la pista dell'Alta Badia: da 15 anni, casa sua

Sto preparando la gara di domenica. Finalmente gareggiamo in Italia, nella patria dello sci alpino, in Alta Badia, più precisamente sulla “Gran Risa”; la conoscete? 

Comunque vada, qui mi sento a casa. Sarò al cancelletto di partenza per la quindicesima volta, e con tre vittorie alle spalle su questo tracciato (e permettetemi l’orgoglio, solo Alberto Tomba ha centrato il poker!), mi sto preparando a partire con un misto di adrenalina e tensione, non so esprimere che cosa sia, ma è una sensazione diversa rispetto a tutti gli altri tracciati, qui provo sensazioni differenti.


La Gran Risa è uno degli slalom fra i più impegnativi (e spettacolari, a mio parere) al mondo, la pista è lunga 1.255 metri ed ha un dislivello di 448 metri, con una pendenza massima del 53%. Ovviamente la preparazione tecnica è moltissima e richiede la massima concentrazione; bisogna avere una cadenza particolare, capire dove il tracciato stringe, dove bisogna “tirare il fiato”, anche preparare mentalmente una sequenza di curve in apnea, e in questo, l’esperienza può aiutare. E’ una pista che mi piace molto, dove provo la sensazione di essere sempre “a casa”, colgo sempre un clima particolare, una carica di adrenalina in più; e questa è sicuramente un fattore molto positivo, soprattutto in questo momento.

Aggiungo questa volta la gratificazione di una comunità particolare, quella di Expo Milano 2015, che ringrazio per il sostegno che mi sta offrendo nel mio ruolo di Ambassador Expo Milano 2015. A proposito di questo, ecco il link al mio contributo: www.expo2015.org/it/massimiliano-blardone


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