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Genoa-Milan: espulsione e rigore negato rivisti con gli occhi della Var

Le decisioni più discusse della giornata riviste con gli occhi della moviola in fase di sperimentazione. Quali fischi arbitrali sarebbero cambiati?

Ancora un anno e la moviola entrerà nel calcio a pieno titolo. Lo ha già fatto con la Goal line technology, che ha azzerato le discussioni sui gol-non gol e accadrà anche con la Var (Video Assistant Referees) in fase di sperimentazione sui campi della serie A e in altri campionati. Un supporto per i direttori di gara, applicabile solo determinate tipologie e casistiche di gioco.

Questo il protocollo che viene sperimentato - in questa stagione rigorosamente offline, ovvero senza alcun contatto con l'arbitro in campo - per arrivare nel 2018 al via libera definitivo.

Luca Marelli, ex arbitro di serie A, ci aiuta a rivivere alcuni episodi della giornata per comprendere meglio il funzionamento della Var. Sarebbe cambiato qualcosa? I giudici avrebbero potuto esercitare le loro funzioni? Oppure no?

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Genoa-Milan: contatto tra Veloso e Locatelli in area di rigore

Genoa-Milan - Contatto tra Locatelli e Veloso che pare appena dentro l'area di rigore. Banti vede e lascia proseguire malgrado la caduta del giocatore del Milan.

Situazione simile al contatto Miranda-Lopez in Inter-Torino che analizzeremo più avanti. Banti, perfettamente posizionato, decide di non fischiare nulla. La mancata concessione del rigore è un errore.

A mio parere sarà molto complesso disciplinare i casi di utilizzo della VAR, tutelando sia la correttezza delle decisioni assunte sia l'ambito interpretativo dell'arbitro centrale. Per fare un esempio piuttosto semplice: l'esperienza insegna che il contatto Miranda-Lopez (di durata prolungata) sia stato valutato da Massa con assoluta contezza di quanto accaduto. Al contrario la spinta subita da Locatelli in area genoana sembra più uno di quegli episodi che viene definito “inatteso” e che, di conseguenza, lasciano più di un dubbio all'arbitro sulla propria decisione.

Che fare dunque? Il timore è che, in presenza di episodi anche marginali, l'arbitro potrà preferire l'utilizzo della tecnologia per togliersi ogni dubbio (e per limitare le proprie responsabilità). Ma è anche vero che ciò comporterebbe l'utilizzo della VAR in almeno 3–4 occasioni in media a partita, con ciò creando una frattura con il concetto fondante della sperimentazione, ben sintetizzata da Busacca col concetto di “episodi particolari”.

Il rischio che si corre, ragionando giornata dopo giornata sull'eventuale adozione dello strumento, è che venga stravolto (come sostenuto da alcuni) lo svolgimento delle gare, sia a livello tecnico che a livello temporale.

Genoa-Milan: espulsione di Paletta

Genoa-Milan - Entrata in scivolata, scomposta e fuori tempo, di Paletta su Rigoni che cade a terra. Banti opta per il cartellino rosso, qualche protesta da parte dei giocatori del Milan che rivendicano l'involontarietà della durezza dell'intervento

Partiamo da una veloce premessa: visto l'episodio in diretta, non avrei avuto dubbi sull'espulsione per i seguenti motivi:

- entrata scomposta e visivamente pericolosa;

- velocità tale da avere potenzialmente conseguenze gravi per l'avversario.

Rivisto l'episodio si potrebbe anche prestare a diversa interpretazione. L'ultima affermazione rappresenta anche la risposta all'eventuale utilizzo della VAR: no, non sarebbe stato possibile, proprio perché l'episodio è stato visto e valutato da Banti. Un'eventuale “interferenza” esterna avrebbe solo limitato la capacità valutativa dell'arbitro centrale, ciò che vuole (e deve!) essere evitato dall'uso della tecnologia.

Inter-Torino: proteste da rigore per un abbraccio di Miranda a Maxi Lopez

Inter-Torino - Corpo a corpo tra Miranda e Maxi Lopez dentro l'area di rigore e sotto gli occhi di Massa che lascia proseguire anche se i giocatori del Torino protestano chiedendo insistentemente il penalty.

Sulla base delle attuali linee guida (che, lo ribadiamo, appaiono ancora molto sfumate e non chiaramente delineate, proprio per la funzione sperimentale dello strumento), tale episodio non avrebbe potuto essere rivisto dato che Massa ha osservato l'episodio ed ha semplicemente valutato lo stesso come non meritevole di calcio di rigore. Valutazione che viene quasi unanimemente riconosciuta come errata ma la la ratio della VAR non è quella di occupare lo spazio interpretativo degli arbitri, che dovrà essere tutelata soprattutto per evitare conflitti di giudizio tra giudici che potremmo definire primari (campo) e secondari (cabina).

Inter-Torino: salvataggio sulla linea di Moretti su colpo di testa di Brozovic

Inter-Torino - Brozovic di testa a colpo sicuro, sulla linea respinge Moretti e il pallone sbatte tra spalla e costato. L'azione prosegue. La Var avrebbe provato a chiarire l'esistenza o meno di un fallo di mano? Ed eventualmente avrebbe espulso Moretti?

In questo caso, al contrario del precedente, la VAR avrebbe potuto essere utilizzata dato che l'arbitro difficilmente può aver visto e giudicato un tocco del braccio da parte del difendente per due motivi:

1 – distanza molto ravvicinata tra attaccante e difendente

2 – immediatezza tra il colpo di testa e la “respinta” sulla linea.

In mancanza di certezze sull'eventuale tocco di braccio (che avrebbe comportato l'assegnazione del calcio di rigore e l'espulsione di Moretti), la decisione sul campo non sarebbe stata modificata.

La circostanza pare una fattispecie molto importante sul piano sperimentale: anche oggi, ad oltre dodici ore dall'episodio, non siamo in grado di valutare la volontarietà o meno del tocco. Ciò significa, ed è fondamentale ricordarlo, che la VAR potrà limitare gli errori ma non eliminerà in alcun modo le distanze interpretative soggettive.

La Var sarà supporto per i direttori di gara, applicabile solo determinate tipologie e casistiche di gioco: infrazioni in occasione di una rete da annullare o convalidare, concessione o mancata concessione di un rigore, correttezza della decisione che porta a un'espulsione e individuazione di un eventuale scambio di persona in caso di sanzione disciplinare.

Questo il protocollo che viene sperimentato - in questa stagione rigorosamente offline, ovvero senza alcun contatto con l'arbitro in campo - per arrivare nel 2018 al via libera che per il nostro Paese significa utilizzo pieno nella seconda fase della Coppa Italia. Il progetto della Fifa è avere la Var al Mondiale del 2018 in Russia e da lì estenderla ovunque.

Trattandosi di una sperimentazione (ad oggi vengono “osservate” 2/3 gare di serie A ogni settimana) il protocollo dell'IFAB appare molto generico, non indicando in modo specifico l'ambito di applicazione dello strumento. Ciò è dovuto, con ogni probabilità, alla volontà di lasciar ampio spazio di studio per l'individuazione delle casistiche da affrontare.

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