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Gattuso sotto processo: ora rischia l'esonero dal Milan

In un mese il tecnico si è giocato la panchina. In caso di sconfitta a Torino possibile anche il licenziamento prima della fine della stagione

E' una parabola decadente rapidissima quella di Gennaro Gattuso, passato in poco più di un mese dal sogno di agganciare il Napoli al secondo posto in classifica all'incubo dell'esonero. Un'ipotesi da non sottovalutare nel caso il Milan dovesse uscire sconfitto dalla sfida con il Torino, punto centrale della corsa a un posto in Champions League.

Alla vigilia del derby dello scorso 17 marzo Gattuso sembrava avere il futuro in pugno anche se lui per primo era consapevole dei rischi del momento. La squadra veniva da cinque vittorie consecutive, ma spesso aveva faticato tanto da indurlo a dire di essere spaventato da cosa sarebbe potuto accadere in caso di ko contro l'Inter.

Cosa è successo lo dicono i numeri: solo una vittoria (contro la Lazio) nelle ultime 7 giornate, la Champions a rischio, l'aggancio dell'Atalanta e il ritorno prepotente della Roma con in più l'eliminazione per mano della Lazio nella semifinale di Coppa Italia della vergogna dei cori razzisti contro Bakayoko.

Il processo per le scelte

A essersi dissolti non sono solo i risultati, ma l'idea stessa di una squadra con una certa consistenza. Gattuso è finito sotto processo per le scelte contro la Lazio, il cambio di modulo e il ritorno di Caldara titolare dopo mesi di infortunio e panchina. Non è riuscito a provocare lo choc atteso e il Milan si è arreso agli avversari in maniera docile, suscitando le ire dei tifosi che ora chiedono una svolta.

Leonardo non ha mai amato il tecnico, ereditato dalla gestione Mirabelli, ma fin qui le differenze di visione sono state gestite per il bene della società. Adesso, però, il Milan è arrivato al bivio e non può perdere quel quarto posto che significa una qualificazione alla prossima Champions vitale anche per i conti economici e per i rapporti con la Uefa.

Non potendo intervenire sulla rosa (si farà in estate) e non potendo andare oltre al richiamo alla massima professionalità, ecco che la voce che si sta facendo largo è quella di un possibile ribaltone in panchina se le cose dovessero precipitare. Già in inverno si è vociferato di un pressing societario su Leonardo perché prendesse il ruolo di traghettatore, con risposta negativa da parte del brasiliano.

Adesso il tema potrebbe tornare d'attualità con la prospettiva di un calendario che, dopo i granata, mette in fila Bologna (casa), Fiorentina (trasferta), Frosinone (casa) e Spal (fuori). Dodici punti possibili a patto che il Milan ritrovi la sua anima. La domanda è: quanto è funzionale picconare ulteriormente la figura di Gattuso, già messa a dura prova per mesi in uno spogliatoio consapevole della sua precarietà? Quanto ha inciso questo nei problemi del Milan? 

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