Gallinari, Kobe e la lunga striscia nera dell'Nba

Ginocchia e tendini sempre più a rischio per le star del basket. Si gioca troppo? - il video dell'infortunio

Kobe Bryant si tocca la gamba sinistra infortunata – Credits: Getty Images Sport

Giovanni Capuano

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L'ultimo ad alzare bandiera bianca urlando di dolore prima di Kobe Briant era stato il nostro Gallinari. Una settimana fa: entrata nel cuore dell'aera pitturata di Dallas, appoggio di ruotine sulla gamba sinistra e il ginocchio che cede facendo crac. Rottura del legamento crociato anteriore, addio playoff e campionati Europei in estate e ci si rivede, se tutto va bene, fra sei mesi.

Ora la stella dei Los Angeles Lakers crollata a terra nel corso della partita contro Golden State Warriors. Per lui rottura del tendine d'Achille che significa uno stop di 8-12 mesi che priverà i gialloviola anche per buona parte della prossima stagione. Bryant si è infortunato in un'azione offensiva: "Sapevo che era il tendine, ma speravo che il dottore mi dicesse altro. E' terribile, davvero terribile" ha raccontato. La sua carriera intera è a rischio perché a 34 anni compiuti un infortunio di questo tipo rischia di essere condizionante anche per il prosieguo. E' un peccato perché Kobe con i suoi 27,3 punti di media nei 38,6 minuti giocati era stato protagonista di un 2012-2013 di altissimo livello.

La domanda è, però, se non esista un problema nella Nba? Perché sempre più frequentemente il fisico dai campioni cede? A febbraio era successo a Leandro Barbosa dei Boston Celtics. Anche per lui lesione ai legamenti del ginocchio e stagione finita dopo che già Rondo (crociato anteriore) e Sullinger (schiena) si erano accomodati in infermeria da lungodegenti.

Sempre a Los Angeles è capitato ad Artest (ginocchio) e Hill (schiena). Rientreranno solo in caso di post season avanzata per i Lakers, altrimenti niente fino alla prossima stagione. Il ginocchio ha tradito Rush di Golden State, fuori da inizio anno. I New York Nicks hanno perso a tempo indeterminato Stoudemire (ginocchio), Thomas (piede) e Wallace (piede). Problemi anche per Ginobili, un mese out a primavera per i guai al tendine del ginocchio.

Abbastanza per lanciare un allarme. Cosa succede? Forse per la prima volta si può cominciare a ragionare anche sul dogma delle 82 partite in sei mesi. Una cosa unica nel panorama dello sport mondiale (anche se comune con i campionati professionistici statunitensi) che prevede pochi allenamenti e molte partite e spostamenti. Sicuri che alla fine il basket Nba non nuocia ai suoi campioni?

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