Da Galliani a BB: ecco come cambierà il Milan
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Da Galliani a BB: ecco come cambierà il Milan
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Da Galliani a BB: ecco come cambierà il Milan

Nuovi manager, attenzione ai giovani e nessun legame con i procuratori: così Barbara disegnerà una società moderna e proiettata al futuro - il vertice di Arcore - l'addio sui giornali

La rivoluzione avverrà in tempi brevi. Non subito, perché sino al termine della stagione Adriano Galliani rimane al suo posto con pieni poteri, ma abbastanza in fretta perché la scelta di Silvio Berlusconi è stata quella di cominciare a lavorare da subito sul Milan del futuro, chiedendo al vecchio amico e socio una tregua e indicando poi nella figlia la nuova figura di riferimento all'interno del club. Il Milan cambierà pelle nell'arco di pochi mesi. Diciamo che alla fine della stagione avverrà il passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo, ma che già nel corso dell'inverno e della primavera Barbara avrà progressivamente sempre più spazio in società e sempre maggiori deleghe operative.

Quello che i giornali definiscono un 'lungo addio' in realtà si è consumato molto in fretta. Da qualche mese Silvio Berlusconi tentava una mediazione quasi impossibile tra la figlia e Galliani. La convivenza non era semplice e l'uscita di Barbara all'Ansa dopo la sconfitta contro la Fiorentina (con successiva precisazione che non ne cambiava però il senso) non ha fatto altro che accelerare il processo. Troppo diverse le due idee di Milan per farle convivere sotto lo stesso tetto ed è significativo che lo strappo avvenga nel momento in cui il club cambia sede. Quasi un simbolo del nuovo che avanza.

Berlusconi ha chiesto a Galliani di rimanere al suo posto e di garantire continuità oggi. Le sue qualità di manager sono apprezzate e non potrebbe essere diversamente. Adriano ha accettato e le frasi pronunciate all'uscita del vertice di Arcore, e che per qualche ora avevano lasciato intendere un 'happy ending' della vicenda, non sono altro se non l'accettazione del dato di fatto oltre che la pietra su cui fondare nuove forme di collaborazione per il futuro. Galliani non andrà al Psg, che ha smentito anche di averlo cercato, né altrove. Magari in Lega Calcio, anche se è molto connotato di rossonero e non tutti lo gradiscono nel ruolo di presidente. Oppure farà un passo indietro definitivo dal mondo del calcio.

Il nuovo Milan si avvarrà di un management completamente diverso da quello attuale. Intanto ci sarà il ritorno in società di alcune figure storiche che ne erano state escluse. Il nome più gettonato per la guida dell'area tecnica è quello di Paolo Maldini (che ha un'offerta anche da Parigi e che vuole un posto non solo di rappresentanza), ma piace anche Demetrio Albertini che dal 2006 si è fatto anche una grande esperienza ai vertici della Figc ed è ritenuto un profilo ideale. Poi c'è la parte operativa dal punto di vista dei conti e dell'amministrazione. Piace Fenucci, uomo che ha tenuto a galla la Roma dopo aver guidato il Lecce e che sta contribuendo a renderla competitiva con un mercato in positivo, conoscitore del mondo delle banche e con alle spalle già una discreta esperienza.

Nella sua nota di settimana scorsa, Barbara Berlusconi aveva parlato senza giri di parole di delusione per le ultime sessioni di mercato e per la mancanza di una politica di scouting rivolta ai giovani. Quasi sicuramente il Milan si doterà di una struttura autonoma sul modello dei grandi club europei allo scopo di scovare i potenziali fuoriclasse prima che abbiano prezzi di mercato inaccessibili per le casse rossonere. I modelli? Barbara aveva citato Roma e Fiorentina. I nomi sul taccuino sono quelli di Pradé e Paratici (legato però alla Juventus da un progetto a lunga scadenza). Si fa anche il nome di Michele Uva, uomo che ha percorso il calcio italiano in diverse posizioni e che ha sempre avuto idee e progetti all'avanguardia, conosciuto sia all'Uefa che alla Fifa.

La deadline sarà fine aprile quando scatterà il momento del rinnovo delle cariche. Chi è in scadenza come Ariedo Braida difficilmente verrà rinnovato. Lì Barbara otterrà i pieni poteri anche dal punto di vista formale e il futuro avrà inizio. Quello che è accaduto nell'ultima settimana però non deve stupire. BB era in società dall'inverno 2010 e da subito aveva lasciato intendere di voler dare segnali forti. La crisi di questo inizio stagione non ha fatto altro che accelerare il processo.

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