“Arrivederci piloti, guidate con prudenza!”
Clive Mason/Getty Images
“Arrivederci piloti, guidate con prudenza!”
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“Arrivederci piloti, guidate con prudenza!”

Ecco come la nostra Michela Cerruti commenta il primo Gp di Formula 1 ed anticipa la seconda prova di domenica prossima

Due settimane fa si è svolto a Melbourne il primo Gran Premio di questa rivoluzionaria Formula Uno 2014. Sicuramente è stato tra i weekend più attesi degli ultimi anni, la curiosità di vedere queste nuove creature in azione era tanta, perché già i test di Jerez e Bahrein avevano acceso numerosi punti di domanda, soprattutto riguardo l’affidabilità e la velocità di vetture e piloti.

Buona la prima?

A giudicare dai commenti degli spettatori e degli addetti ai lavori, sembra proprio di no. Tra le principali fonti di scontento, il protagonista è stato senza dubbio il rumore. Il sound di queste monoposto non piace, non è abbastanza forte, o per lo meno non urla come ci si aspetta dal motore di una Formula Uno. Si è detto anche che la gara è stata particolarmente noiosa e monotona, fatta eccezione per la carambola alla partenza scatenata da Kobayashi, che ha coinvolto l’incolpevole Massa, il cui desiderio di rivalsa potrà scatenarsi nuovamente questo weekend in Malesia. Sembra che i piloti siano più concentrati a risparmiare carburante invece di combattere a suon di giri veloci contro gli avversari. Ad esser sinceri, effettivamente il problema consumo sembra essere la preoccupazione principale per tutti i team che, via radio durante la gara, in modo quasi paradossale invitano i propri piloti alla prudenza e all’attenzione. Insomma, sembra che questo primo appuntamento abbia annoiato non poco la maggior parte dell’audience.

Ora cerchiamo di focalizzarci su ciò che invece potrebbe aver reso il weekend australiano interessante e degno di essere seguito.

Già le qualifiche del sabato, agevolate dall’arrivo della pioggia, hanno mostrato qualcosa di entusiasmante, ovvero due giovanissimi debuttanti nelle prime quattro file, Magnussen quarto e Kvyat ottavo, che testimoniano l’ottimo lavoro su questi due talenti dei rispettivi “junior program” di McLaren e RedBull. Una Formula Uno etichettata da molti come un po’ vecchia e datata ringiovanisce improvvisamente grazie a Kevin e Daniil, per la gioia dei giovani sognatori, che stanno correndo in categorie minori. Il giorno dopo in gara dimostrano poi di non aver semplicemente avuto un “lucky lap” (giro fortunato), ma concretizzano il loro straordinario lavoro  con un terzo e un decimo posto. Abbiamo sulla griglia due nuovi piloti da record.

“In gara troppi trenini, niente soprassi” è stato il commento più comune a fine gara. Eppure io ho visto un Bottas in ottima forma, che partito sulla sua Williams dalla quindicesima posizione in griglia è risalito fino alla quinta, per poi commettere un errore, scivolare decimo e recuperare nuovamente fino a transitare sesto sotto la bandiera a scacchi. Ricordiamoci che il circuito di Melbourne, proprio per la sua configurazione, non ha mai consentito grandi sorpassi, e che quindi non necessariamente ciò è dipeso dal nuovo regolamento tecnico.

Forse quello che davvero non ci è piaciuto e ci ha lasciato l’amaro in bocca, è stato vedere una Ferrari non competitiva come speravamo, esclusa dal podio e arrancante rispetto ad altre squadre. Saremmo stati felici, almeno questa volta, se fosse stata Lei la vettura di riferimento del mondiale, e non che si trovasse a rincorrere i migliori. Nulla da rimproverare ad Alonso per ora, qualche errore invece da parte di un Raikkonen in difficoltà, che sembra aver perso un po’ della sua freddezza finlandese. Attenderemo fiduciosi un cambiamento di tendenza.

Una piccola nota sulla Red Bull che, se non si ferma, rimane tra le vetture da battere, prova ne è stata l’eccellente weekend di Ricciardo (il sorriso più smagliante del paddock!), concluso con il secondo posto e rovinato solo dalla discutibile squalifica a fine gara, che comunque non leva merito al suo lavoro, contando che i pochissimi chilometri percorsi durante i test precampionato non gli hanno sicuramente reso facile l’impresa.

La Formula Uno sta attraversando una tra le più grandi rivoluzioni degli ultimi anni, e come tale necessita di tempo per il proprio assestamento. Al rumore ci abitueremo, i team continueranno ad evolversi e i piloti con loro, perché non c’è limite alla crescita e al miglioramento, specie se si parla di livelli così alti di tecnologia, budget e risorse umane. Sono certa che qualcosa vedremo già in Malesia sabato e domenica, durante il secondo appuntamento del mondiale.

Spesso si guarda un film e il primo tempo non entusiasma, ma il secondo sorprende. Mi piace pensare che anche questa Formula Uno sia un po’ così. Cerchiamo di seguire il primo tempo con pazienza, perché il secondo potrebbe essere il migliore di sempre. Ma mi raccomando, aguzzate la vista, perché sarà un film muto!

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