Zapelloni: "La Ferrari deve sbrigarsi, altrimenti addio Mondiale"

Per il vicedirettore della Gazzetta dello Sport, a Maranello devono trovare subito le soluzioni per fare meglio in qualifica se vogliono correre per il titolo

Un altro weekend difficile per Fernando Alonso (Credits: Mark Thompson/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Vettel primo, Raikkonen secondo, Grosjean terzo, Alonso quarto. Gli altri, Hamilton, Webber e Rosberg compresi, distantissimi per via di scelte poco felici ai box o di gomme sull'orlo di una crisi di nervi. Massa? Fuori dai giochi dopo quattro giri. Colpa di un testacoda che non gli ha lasciato scampo. La Red Bull di Vettel mostra le ali e aumenta il vantaggio in classifica generale. La Ferrari di Alonso le prova tutte per non perdere il passo con il tedesco, ma non può fare altro che limitare i danni. I guai del Cavallino continuano e fanno sempre più paura. Perché il tempo passa e le soluzioni, quelle giuste e decisive, non arrivano. "Per cambiare le cose, servirebbe una bacchetta magica - spiega a panorama.it il vicedirettore della Gazzetta dello Sport, Umberto Zapelloni, da sempre vicino al mondo dei motori. 

La strategia Ferrari non ha funzionato. Le gomme medie di Alonso sono crollate molto prima del previsto. Si doveva fare diversamente?

Non credo che avrebbe cambiato il risultato finale. L'azzardo bisognava provare a farlo, perché purtroppo la Ferrari è oggi molto più lenta della Red Bull. E soltanto con un colpo di magia poteva cercare di invertire la situazione. Non è andata bene per una serie di fattori. Primo tra tutti, il caldo, che era nettamente superiore a quello del venerdì. Da qui, la necessità di Alonso di tornare ai box per sostituire le gomme dopo appena una decina di giri. E' rientrato molto in anticipo rispetto a quelli che erano i piani della vigilia. Ma ripeto, non credo si potesse fare diversamente...

Fino a qualche settimana fa, a Maranello si faceva appello alla buona sorte per non perdere anzitempo il contatto con Vettel. Bene, il destino ha detto la sua. A Silverstone, come a Nurburgring, non ci fosse stata la fortuna a dare una mano ad Alonso...

Sì, la Ferrari è rimasta aggrappata al Mondiale perché è stata fortunata negli ultimi due gran premi. Anche se qualche sfortuna aveva colpito Alonso all'inizio dell'anno. Insomma, alla fine credo che fortuna e sfortuna abbiano riportato le cose in equilibrio. Non dimentichiamo che l'anno scorso Alonso ha perso il Mondiale anche perché è stato coinvolto in due incidenti al via nelle ultime gare della stagione. Mentre Vettel, in Brasile, è uscito indenne da un incidente che avrebbe potuto costargli il titolo. Comunque, fortuna e sfortuna a parte, il vero problema della Ferrari quest'anno è che non è mai riuscita a essere competitiva in qualifica e che comincia a non esserlo nemmeno in gara. Ieri Red Bull e Lotus sono andate meglio. 

Il pilota spagnolo della Ferrari non ha perso il sorriso. "Per recuperare il distacco da Vettel bisogna vincere due o tre gare di fila - ha detto Alonso -. Se avremo una macchina capace di farlo, conterà poco il vantaggio attuale di Vettel". Ipotesi possibile?

L'anno scorso, a questo punto del campionato, Alonso aveva 44 punti di vantaggio su Vettel, quindi dieci in più di quelli che vanta oggi il tedesco sullo spagnolo. E poi sappiamo come è andata a finire. Se la Ferrari riuscirà a mettersi a posto con una macchina competitiva, tutto è possibile. Ma a Maranello devono sbrigarsi, non possono perdere altro tempo. La F138 è nata molto bene, ma ha perso qualcosa per strada a causa di sviluppi non sempre azzeccati...

Vettel sempre più fuoriclasse. Ora decide le gare anche quando la Red Bull non gli propone una macchina stellare...

Ieri ha fatto una delle sue migliori gare di sempre. E' stato bravissimo in partenza, bravissimo quando si è trattato di gestire il vantaggio. E bravissimo quando ha dovuto liberarsi dai doppiati con strategie diverse. E' sempre più forte. 

Lotus da copertina. Raikkonen secondo, Grosjean terzo. Dove potrebbe arrivare il pilota finlandese se soltanto avesse i mezzi per competere alla pari con la Red Bull di Vettel? Il titolo iridato è ancora alla sua portata?

No, io credo che per il titolo sia soltanto una lotta a due tra Vettel e Alonso. Cosa manca a Raikkonen? La costanza di rendimento. Ci sono gare in cui è straordinario e gare in cui si addormenta. Vero, va a punti da 26 gare consecutive, ma per pensare in grande dovrebbe prendersi qualche rischio in più. Ieri, ad esempio, avrebbe potuto arrivare fino al traguardo senza fermarsi ai box a dieci giri dalla conclusione. A mio parere, avrebbe dovuto provare a vincere senza cercare un altro piazzamento. Ma evidentemente alla Lotus credono che possa ancora lottare per il Mondiale. Meglio poco, ma sicuro. Che tanto, tantissimo, con il rischio di non arrivare. 

Dalle gomme esplosive di Silverstone ai due drammi sfiorati in Germania, la gomma persa dalla Red Bull di Webber, che è finita sulla schiena di un operatore tv, e la Marussia di Bianchi, che in folle attraversa la pista prima di fermarsi sul prato. Non sarebbe il caso che la Fia cominciasse a rivedere le sue logiche in materia di sicurezza?

La Formula 1 ha fatto tantissimo per la sicurezza. Ricordiamoci i grandi passi in avanti che sono stati fatti negli ultimi anni. Lo sport dei motori, purtroppo, non è uno sport sicuro. C'è scritto anche sui pass d'ingresso: "motorsport is dangerous". Credo sia impossibile azzerare completamente il rischio. Certo, si può fare sempre meglio. In particolare, a proposito dell'incidente di ieri al box Red Bull, si potrebbe dare accesso alla pit lane soltanto a chi lavora a stretto contatto con le macchine. I cameraman potrebbero essere sostituiti da telecamere posizionate in punti strategici, manovrate in remoto. Insomma, un passo avanti deve essere considerato, sempre. Ma da qui a pensare che la F1 possa diventare uno sport sicuro al 100%, ce ne passa. 

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