Vettel: per la Fia il sorpasso è regolare

Cosa prevede il regolamento in caso di sorpasso con bandiere gialle. La Fia: è tutto ok, ma la Ferrari chiede chiarimenti

Il presunto sorpasso con bandiere gialle di Vettel su Vergne in Brasile

Dario Pelizzari

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"Per un sorpasso in regime di bandiere gialle il pilota viene punito con un drive-through o, se il Gran Premio è già terminato, con 20" sommati al suo tempo finale". (Regolamento Fia)

La stampa spagnola ne è convinta: il vero e unico campione del mondo della Formula 1 2012 è Fernando Alonso. La ragione di quella che a prima vista sembrerebbe una zampata d'orgoglio nazionalista, fuori luogo oltre che maligna e poco sportiva, viaggia da qualche giorno su Youtube. In un video che riprende le immagini ufficiali dell'ultimo gran premio del Brasile, si vede chiaramente la Red Bull di Sebastian Vettel mentre sorpassa la Toro Rosso di Vergne in regime di bandiera gialla, convenzione che segnala un pericolo immediato e soprattutto vieta ai piloti di scalare posizioni. Apriti cielo. Se il fatto venisse confermato e posto all'attenzione del giudizio della Federazione internazionale, Vettel rischierebbe una penalità post gara di 20 secondi sul tempo stabilito al traguardo. E tanto basterebbe al tedesco per retrocedere dalla sesta in ottava posizione e dire bye bye al titolo iridato appena conquistato.

A dire il vero, l'impressionante rimonta del pilota della Red Bull, che poco dopo il via alla corsa si era ritrovato in fondo al gruppo a causa di uno scontro con la Williams di Bruno Senna, era già finita sotto la lente di ingrandimento dei commissari di gara, che però, poco prima della premiazione sul podio, avevano confermato la regolarità del comportamento tenuto dal tedesco, riconoscendogli, di fatto, il successo nel Mondiale. E così, Fernando Alonso, amareggiato dalla notizia che spegneva le ultime speranze di strappare il titolo all'avversario di una stagione, non ha potuto fare altro prendere atto della sconfitta sul filo di lana e tributare al collega i meriti per un cammino a dir poco straordinario.

Capitolo chiuso, quindi, fino a qualche ora fa, quando il ferrarista ha deciso di postare su Twitter una frase che è stata interpretata dagli addetti ai lavori come un vero e proprio grido di battaglia: "Non faccio miracoli, faccio delle giuste leggi il mio miracolo", l'ennesima citazione ripresa dal Codice del samurai. Come dire, "io gareggio rispettando il regolamento. Lui, Vettel, invece, no". Illazioni? Possibile, ma in Ferrari pare stiano valutando l'opportunità di presentare ricorso contro la presunta irregolarità commessa dal pilota tedesco. Il termine ultimo per girare la protesta in forma scritta alla Fia scade domani. Ma a Maranello non sono così convinti di procedere con una vertenza che provocherebbe inevitabilmente una serie di conseguenze non tutte di segno positivo.

Vero, se i giudici della Fia accogliessero l'istanza della Ferrari, è molto probabile che il 25enne tedesco della Red Bull perderebbe il titolo iridato a favore di Alonso, che diventerebbe il primo pilota a fare suo un Mondiale a tavolino. Ma quanto costerebbe un successo raccolto in questo modo? Certo non favorirebbe l'avvicinamento di Vettel, che secondo alcuni avrebbe già detto sì a Maranello per la stagione 2014. E poi, previsione probabilmente ancora più funesta, come giustificare un'operazione di questa portata ai tifosi della Rossa in tutto il mondo? Dalla notte dei tempi, nello sport vale la regola non scritta dell'onore e del rispetto e quando un atleta o chi per lui si rivolge ai giudici perché gli venga riconosciuta una vittoria che il campo o la pista gli hanno negato non fa mai una bellissima figura. Per carità, chi sbaglia è giusto che paghi. Tuttavia, come si dice, oltre il diritto c'è di più. E a Maranello lo sanno bene.

Novità dell'ultima ora. Secondo quanto avrebbe rivelato un portavoce della Fia al settimanale Autosport, il sorpasso di Vettel su Vergne sarebbe assolutamente "legittimo". Nel frattempo, arriva anche la conferma di una richiesta di chiarimento via lettera della Ferrari ai vertici della F1.

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