Turrini: "Alonso strepitoso, ma la Red Bull fa paura"

Per il noto esperto della Formula 1, se la scuderia della lattina ha trovato la soluzione definitiva al problema gomme sono dolori per tutti. Anche per la Ferrari, che ancora non è riuscita a risolvere i guai in qualifica

Scambio di cortesie sul podio tra Alonso e Vettel (Credits: Paul Gilham/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Leo Turrini, asso del giornalismo declinato alla Formula 1, l'aveva detto. Prima o poi, la Red Bull tornerà a ruggire. "Sostengo dal primo gran premio che Adrian Newey avrebbe presto o tardi trovato il modo di risolvere il problema dell'usura gomme della Red Bull - spiega Turrini a panorama.it -. Nell'ambiente della Formula 1, Newey è considerato un genio e non a caso. Quanto abbiamo visto in gara ieri è stato impressionante. Non solo per le capacità di Vettel, che è un fenomeno e non vale meno di Alonso. Per intenderci, il pilota tedesco non è un fortunello che ha la fortuna di sedere su un missile. Tutt'altro. Vettel è fortissimo. Sabato in qualifica ha fatto sul bagnato cose all'altezza di Senna e Schumacher. Insomma, se la Red Bull ha risolto davvero il problema del degrado delle gomme, be', allora si mette male". 

Insomma, per chi tifa Ferrari è già allarme rosso?

Diciamo che dobbiamo iniziare a preoccuparci davvero. Perché Vettel ha fatto la pole, è partito in gara davanti a tutti e dopo dieci giri aveva già un vantaggio da brividi su Hamilton. Vettel è uno che non sbaglia mai. Come Senna e Schumacher, se parte davanti è difficile che si lasci soffiare la vittoria. E ieri l'ha dimostrato. Difficile che commetta errori grossolani. Se a tutto questo, aggiungiamo anche che la Red Bull potrebbe aver trovato la soluzione per le gomme, sono guai seri. Da "che Dio ci aiuti"...

Anche perché Alonso non può continuare a fare miracoli in gara. In qualifica, le cose continuano ad andare male...

Iniziamo col dire che Alonso ha fatto in gara tutto quello che poteva fare. Ha fatto benissimo. Partiva dalla sesta posizione ed è riuscito ad arrivare secondo grazie a una serie di sorpassi senza sbavature. La Ferrari in assetto da gara è competitiva e anche questo si è visto e non è una novità. Come non è una novità, il problema ce lo portiamo dietro da anni, che il sabato la F138 non riesca a scaldare le gomme sul giro secco. E questo ovviamente non aiuta. Perché partire dietro produce guai a catena. 

In più, va aggiunto in tutta onestà che la dote migliore di Alonso non è il giro secco in qualifica. Io sono un suo grande estimatore, lo sanno tutti. Tuttavia, basta dare un'occhiata ai numeri che ha messo da parte in carriera. Alonso non è il killer del giro secco, non lo è mai stato. Quindi, due problemi insieme. Ferrari non adatta alla qualifica e Alonso che non è mai stato un fenomeno nel giro secco. Ma per vincere un Mondiale è chiaro che bisogna fare di più. Già da Silverstone. L'obiettivo non deve essere necessariamente centrare la pole, ma almeno raggiungere la seconda fila. 

Perché ieri, dopo aver visto l'ennesima rimonta di Alonso, la domanda che si sono fatti in tanti è stata: chissà come sarebbe andata a finire se lo spagnolo fosse partito più vicino a Vettel? Il pilota della Red Bull avrebbe vinto con la stessa facilità, oppure avrebbe commesso degli errori a causa della pressione di Alonso? Questo è il rimpianto. Poteva succedere e non è successo. Ecco perché la Ferrari deve mettere in condizione Fernando di giocarsi la qualifica con Vettel.  

Eppure, Alonso non sembra particolarmente preoccupato. Al termine del gran premio di ieri ha detto: "La situazione si farà critica quando sarò 80-85 punti dietro...". D'accordo con lui?

Il suo è un ragionamento corretto e condivisibile. Se pensiamo che l'anno scorso, dopo Monza, a sette gran premi dalla fine della stagione, Alonso aveva un vantaggio simile su Vettel e il Mondiale è stato poi vinto dal pilota Red Bull, be', tutto può succedere. Perché 36 punti di distacco con 12 gare ancora da disputare non sono da mettersi le mani nei capelli. Ripeto. L'impresa è possibile se la Ferrari trova il modo di fare meglio in qualifica e, certo, pure se la Red Bull non ha ancora risolto completamente i problemi con le gomme. 

Si dice che con Vettel in Ferrari le cose andrebbero diversamente. Ma forse il vero grande acquisto sarebbe proprio Adrian Newey...

Newey non lo scopriamo oggi. Ha vinto tantissimo negli anni Novanta con Williams e McLaren. Poi, per dieci anni, dal 2000 al 2010, è rimasto nell'ombra. Vinceva la Ferrari, che firmava progetti migliori di quelli che faceva lui per le squadre in cui lavorava. Newey è senz'altro uno dei più grandi progettisti della storia della Formula 1. Insieme con Rory Byrne del periodo Ferrari, John Barnard dei tempi di Lauda e Prost in McLaren, e di Gordon Murray alle prese con Brabham e McLaren, è uno dei migliori di sempre. 

Ciò detto, io non credo che il problema della Ferrari sia riconducibile al fatto che gli manchi una figura professionale del calibro di Newey. Credo invece che la Ferrari abbia pagato un prezzo altissimo quando la Federazione internazionale ha deciso di abolire i test durante la stagione. Test che, come è noto, nel 2014 saranno molto probabilmente reintrodotti. Perché a Maranello hanno lavorato per decenni seguendo un metodo di lavoro che garantiva risultati importanti e che prevedeva continue prove durante la stagione. Negli anni di Schumacher, forse lo ricordano in pochi, la Ferrari provava in continuazione. 

C'erano settimane in cui il tedesco provava a Fiorano, Barrichello e Irvine al Mugello e Badoer a Vallelunga. Negli stessi giorni, quasi in contemporanea. Insomma, la macchina era in continuo sviluppo perché veniva sottoposta a test continui. Quando la Ferrari ha deciso, per quieto vivere, in una logica di contenimento dei costi richiesta a gran voce dalla Federazione e non solo, di dire sì all'abolizione dei test durante la stagione, si è fatta del male da sola. E non poco. Perché ha dovuto rivedere la sua storia. Con i guai che sono oggi sotto gli occhi di tutti. Dalle prove su strada al simulatore, il passo non è stato breve. E ha favorito ingegneri, come Adrian Newey, che in questo ambito sono dei fenomeni. 

Capitolo Mercedes, Da quando la casa tedesca ha fatto la prova in gran segreto con la Pirelli, le gomme non sono più un problema...

Se ricordiamo come andava la Mercedes fino al Gran premio della Spagna, certo, qualcosa è cambiato. Anche se in Canada bisogna dire che Rosberg ha fatto ancora fatica ad amministrare l'usura delle gomme. Al contrario di Hamilton, che è riuscito a fare meglio, molto meglio. In ogni caso, mi sembra difficile che le due frecce d'argento possano ancora dire la loro nella lotta per il Mondiale. Vettel e Alonso sono un passo avanti, forse due. Sì, il campionato sarà ancora una lotta a due tra il "bibitaro" e Fernando. Anche perché il mio beniamino Raikkonen mi pare che abbia già finito la benzina...

La Lotus avrebbe già esaurito i fondi a disposizione per lo sviluppo della monoposto?

Potrebbe essere e non sarebbe certo una novità. Per giustificare la prestazione inguardabile di ieri, la Lotus ha detto che la colpa è stata di una partita di freni non brillantissima. Ma le cose potrebbero andare diversamente. 

Se così fosse, e considerando le prove tutt'altro che positive di Grosjean, è lecito attendersi prima o poi il debutto in F1 del terzo pilota italianissimo Davide Valsecchi?

E' una possibilità. Non credo sia un caso che lo abbiano portato in squadra dopo il trionfo dello scorso anno in Gp2. Però il suo debutto potrebbe essere un'arma a doppio taglio. Perché potrebbero mettergli a disposizione una macchina poco competitiva e lui correrebbe il rischio di bruciarsi. Chiaro che vorrei tornasse un pilota italiano nella Formula 1 e considero un mezzo scandalo che non ci sia da un paio d'anni, ma la situazione potrebbe poi non essere così favorevole.

Massa: promosso o bocciato? Si comincia già a parlare del suo possibile successore...

Dirò una cosa in controtendenza. Se Massa farà nelle prossime gare quello che ha fatto ieri in Canada per me dovrebbe rimanere in Ferrari. E' stato bravissimo. Vero, in qualifica è andato di nuovo fuori pista, ma nel corso del gran premio ha fatto vedere di saperci fare. E poi, chi potrebbe arrivare al suo posto? Bottas, Di Resta? Sì, due bravi piloti, ma non ancora in grado di garantire di fare meglio del brasiliano. 

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