Turrini: "Alonso male in Bahrain? La sfortuna non c'entra"

Per il noto giornalista sportivo, il problema all'ala posteriore della F138 del pilota spagnolo è dovuto a un difetto di affidabilità. "Ma la Ferrari ha i numeri per dare battaglia a Vettel fino in fondo"

Vettel festeggia la vittoria numero 28 in carriera (Credits: Clive Mason/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Come giocare al calcio in punta di piedi, perché altro non si può fare. Giro numero sei del Gran premio del Bahrain, quarta prova del Mondiale della Formula 1. Per la F138 di Fernando Alonso, pronta per dare battaglia a sua maestà Sebastian Vettel, già leader della corsa, cominciano i guai. L'ala posteriore non si chiude, il Drs è fuori uso. E non saranno sufficienti due soste ai box per risolvere il problema. Nel deserto dell'isola del Golfo Persico cala la notte sui sogni di gloria della Ferrari. Il pilota spagnolo inizia una rincorsa matta e disperatissima per tornare nel gruppo di testa. Ecco, ci siamo, Alonso mette le ali. Un sorpasso, poi un altro e un altro ancora. Ma quanta fatica senza il Drs. Chiuderà la gara in ottava posizione, tra gli applausi dei colleghi e degli addetti ai lavori. Il suo, un muso lungo che sa di sconfitta vera.

E non è finita. Sì, perché al compagno di squadra Felipe Massa va ancora peggio. Il pilota brasiliano riesce nell'impresa impossibile di forare due volte due la posteriore destra. Prima al giro 18, poi al 35. Mai successo in Ferrari una cosa simile. E per giunta sulla pista del Bahrain, sulla quale le possibilità di contatto con oggetti taglienti sono prossime allo zero. Insomma, una sfortuna che nemmeno Alberto Moravia sarebbe riuscito a descrivere meglio nel suo "Un uomo sfortunato". Ferrari nella disperazione per una giornata da dimenticare. Vince Vettel in solitaria. Secondo Raikkonen, terzo Grosjean. E' il podio del 2012.

"Enzo Ferrari diceva che la sfortuna non esiste. Non su una pista di Formula 1, almeno - spiega Leo Turrini, giornalista e scrittore tra i più autorevoli opinionisti in materia di bolidi da 350 km/h -. Se tu rompi l'ala mobile, non è sfortuna, è un difetto di affidabilità. La macchina non era stata preparata bene, ecco tutto. Alonso ha fatto sicuramente un grandissima gara, da fuoriclasse. E' riuscito anche se solo parzialmente a limitare i danni, ma non c'è dubbio che questo gran premio del deserto sia stato un po' come per Bersani le elezioni per il Quirinale. Non poteva andare peggio. Rimane un grandissimo dispiacere, perché come abbiamo visto nelle prime fasi della corsa, Alonso sarebbe stato probabilmente l'unico in grado di lottare ad armi pari con Vettel".

Possibile che l'ala posteriore di Alonso non potesse essere sostituita? Perché la Ferrari ha deciso di non intervenire?

Da fuori valutiamo cosa accade in pista da un prospettiva diversa da chi lavora ai box. Gli uomini Ferrari hanno dovuto decidere cosa fare in pochissimi secondi. Forse hanno pensato che il problema potesse essere risolto in altro modo. Cosa dire, a mente fredda possiamo dire che il Mondiale è una faccenda che riguarda soltanto la Red Bull e la Ferrari. Poi, se siamo realisti guardiamo i numeri e prendiamo atto che qualcosa non torna. Su quattro gare, Vettel ne ha vinte due e ora ha un vantaggio in classifica di 30 punti. Detto questo, a mio parere, si può fare. La Ferrari può ancora farcela.

Eppure, classifica alla mano, le cose andavano meglio dodici mesi fa, quando Alonso e Massa potevano contare su una macchina che era indubbiamente meno veloce della F138...

Ogni cosa al posto giusto. In Malesia, c'è stato l'incidente tra Alonso e Vettel. Quindi, un evento che nulla ha a che fare con la competitività della monoposto. Oggi sì, c'è stato un problema di affidabilità. Però l'anno scorso la macchina non andava assolutamente. E il pilota spagnolo è riuscito a fare i miracoli con una Ferrari che soffriva tantissimo. Certo, la gara in Bahrain è stata deprimente per la scuderia di Maranello, ma non possiamo che riconoscere che la Ferrari è l'unica macchina che può lottare con la Red Bull per il titolo.

Capitolo Lotus, sempre più in alto. Due piloti sul podio e Raikkonen che non ne sbaglia una...

Voglio essere ferrarista fino al midollo. Il fatto che Raikkonen continui a fare risultati molto buoni e impedisca quindi a Vettel di andare in fuga nella classifica generale è una cosa positiva per Alonso. Perché Vettel sa che deve fare attenzione anche al pilota finlandese. Anche se va detto che oggi, con Alonso fuori dai giochi per un problema tecnico, non è che la Lotus sia stata capace di lottare per la vittoria. Ripeto, oggi abbiamo capito che per il Mondiale è lotta a due Alonso-Vettel. Gli altri, Raikkonen compreso, sono di fatti dei co-protagonisti.

Vogliamo spendere due parole per dare conto della sfortuna di Massa?

Massa è più sfigato di Paperino. Nel deserto non ci sono detriti. E se fori due volte su una pista del genere, capisci tante cose. Ecco, oggi abbiamo capito una volta di più perché Massa è Massa. Una cosa incredibile. Nella vita è così, si nasce bene o male, c'è poco da fare.

Categoria rivelazione dell'anno. In attesa delle prossime prove, è necessario riconoscere i meriti di Paul di Resta, che sulla Force India ha fatto vedere anche in Bahrain di non essere uno dei tanti...

Non è un caso che Di Resta fosse la scorsa estate la prima scelta di Montezemolo per sostituire Massa. E' un pilota molto consistente e combattivo. E' uno in gamba veramente. Poi, non se ne fece niente, ma l'interesse c'era, eccome. Devo aggiungere che quando parlo di Force India mi vengono sempre in mente i nostri due marò in India. Sarebbe molto bello se la Force India vincesse un gran premio e se questi due ragazzi potessero tornare a casa.

E cosa dire della lotta intestina in casa McLaren? Perez e Button si sono spintonati dall'inizio alla fine della gara...

Quando ero ragazzo, mi sono sempre identificato in un verso della canzone "Siamo solo noi" di Vasco Rossi. Il passaggio in questione diceva 'che non abbiamo più niente da dire, dobbiamo solo vomitare'. Oggi guardavo la corsa e pensavo a Ron Dennis, uomo di riferimento della McLaren da trent'anni a questa parte. Si è dovuto sciroppare ai tempi il dualismo tra due fenomeni come Senna e Prost e in Bahrain si è dovuto accontentare della battaglia tra Perez e Button per l'ottava posizione. Insomma, roba dell'altro mondo. Ciò detto, la McLaren aveva vinto gli ultimi gran premi dello scorso anno con Button e Hamilton. Evidentemente, hanno completamente sbagliato il progetto della nuova macchina, non ci sono altre spiegazioni.

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