Turrini: “A Silverstone la F1 ha toccato il fondo”

Le gomme hanno condizionato una delle gare più attese della stagione. Sicurezza dei piloti a rischio e regole da rivedere. La Pirelli ancora sul banco degli imputati

Hamilton torna ai box con la posteriore sinistra in pezzi (Credits: NIGEL RODDIS/AFP/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Il primo è Hamilton. Può succedere, capita. Una gomma può esplodere. Non è un fatto solito in Formula 1, ma fa parte del gioco. Sfortunato lui, fortunati tutti gli altri. Il secondo è Massa. Peccato, che jella. Un guaio proprio nella gara della riscossa. Non ci voleva, ma lo spettacolo continua. Buona la prossima. Finché si cambia registro. L’eccezione diventa regola e il gioco rischia di rompersi. Vanno in frantumi le gomme di Vergne, Perez e Gutierrez. La Pirelli punta il dito sui cordoli, taglienti come rasoi. Le scuderie e i piloti ci credono poco e rilanciano al mittente chiari segnali di insofferenza. Doveva essere una gara di automobilismo, è stata la sagra del fungo di Alba. Altro che tecnologia d’avanguardia.

“Se Pirelli fosse un produttore di profilattici – spiega Leo Turrini a panorama.it - ci sarebbe un boom delle nascite tale da risolvere il calo demografico degli ultimi anni”. Insomma, qualcosa non torna. E’ necessario correre ai ripari per evitare che il guaio si trasformi in tragedia. “A Silverstone abbiamo assistito a uno scempio – prosegue il popolare esperto di motori - uno spettacolo offensivo per chiunque ami lo sport. In tanti anni di Formula 1, ne ho viste di cotte e di crude, ma non mi era mai capitato di assistere a una scena come quella di ieri.

Cinque macchine cinque con lo stesso problema. Macchine diverse, a dimostrazione che non è un problema di assetto scelto da un ingegnere. Ti imbatti in una cosa del genere e ti rendi conto di come è ridotta la Formula 1. E la cosa gravissima è che qui si sta giocando con l’incolumità dei piloti. Ieri è stato un miracolo che non sia accaduto nulla di grave. Non solo ai cinque piloti che hanno visto esplodere la propria gomma, ma anche a tutti gli altri che erano in pista. Alonso si è visto passare i pezzi della gomma distrutta di Perez a pochi centimetri dal casco. Una cosa devastante, gravissima e senza precedenti”.

Per colpa di chi?

In tutto questo, c’è una responsabilità enorme della Pirelli, inutile che ci giriamo intorno. Possono dire quello che vogliono, ma loro sono i fornitori unici della F1 e io queste cose non le ho mai viste con Bridgestone e Goodyear. Numero due. Siamo al disastro di chi governa il Mondiale. Perché se una giustificazione la Pirelli può averla, è che in ragione di norme che sono state introdotte anni fa, non è più possibile fare test e collaudi. Ieri abbiamo avuto la conferma della follia di questa regola che ci siamo dati.

Se Pirelli, nell’arco della stagione, insieme con tutte le scuderie, oppure a rotazione, potesse provare il prodotto tra una gara e l’altra, noi potremo essere ragionevolmente sicuri che questo tipo di disagio non ci sarebbe. So che Todt ha convocato d’urgenza una riunione con tutti i rappresentanti delle scuderie per fare il punto della situazione. Penso che l’abbiano capito. Pure se con colpevole ritardo. I test sono necessari. Non si può giocare con la pelle dei piloti, che si stanno stufando della situazione e l’hanno fatto capire piuttosto bene…

In attesa delle opportune verifiche, la Pirelli ha già fatto sapere che molto probabilmente la colpa delle tante forature è dei cordoli taglienti di Silverstone…

Per carità, potrebbe anche essere. Ma un cordolo tagliente non può e non deve sfasciare le gomme. Può tagliarle, non distruggerle. E sulla stessa pista aveva corso la Gp2 e non era successo niente del genere. Certo, erano altre gomme. Tendo a escludere che qualcuno sia andato a limare i cordoli tra una gara e l’altra…

La gara andava interrotta?

Be’, ci sono andati molto molto vicini, per stessa ammissione del direttore di gara Charlie Whiting. Certo, la situazione era tale che poteva anche essere presa una decisione che avrebbe fatto epoca. In ogni caso, il problema è a monte. Non dovevano mettere chi guida nelle condizioni di correre con i rischi che abbiamo visto. Ecco tutto. Dopo è sempre troppo tardi..

Gomme a parte, la fortuna sembra aver sorriso alla Ferrari…

Direi proprio di sì. E’ andata benissimo per la Ferrari, per come la gara si stava determinando fin dalla partenza. In più, la rottura del cambio sulla macchina di Vettel ha dimostrato una volta di più che in F1 non ci sono samurai invincibili. Qualche problema lo può avere anche la Red Bull. Un guasto tecnico, come era successo alla Ferrari di Alonso nel deserto. E poi, come diceva Enzo Ferrari, se si rompe il pezzo di una macchina non è mai sfortuna. Significa che la macchina non è stata preparata bene.

Tutto vero, però dopo otto gare Mercedes e Red Bull sembrano avere qualcosa in più rispetto alla rossa di Maranello, che arranca nelle retrovie in attesa di fare meglio in qualifica. Domenicali ha detto che il gap va recuperato in tutta fretta, altrimenti saranno guai…

Il gran premio di Silverstone arrivava dopo una pausa di tre settimane. In questo lasso di tempo, tutte le scuderie hanno portato degli sviluppi per le prossime tre gare prima della pausa estiva. Ora, per quello che abbiamo visto, gli sviluppi presentati dalla Ferrari non funzionano o funzionano meno rispetto a quanto avevano previsto a Maranello. La macchina, invece di andare avanti, è andata indietro. Si tratta di capire se è un fatto episodico, oppure no. Può succedere. Si fanno delle scelte per ogni gara sulla base di un’evoluzione complessiva. Scelte che, come nel caso di Silverstone, possono andare male. Lo vedremo già nel prossimo fine settimana. Se così fosse, ci sarebbe seriamente da preoccuparsi.

Mercato piloti. Webber ha fatto sapere che lascerà la F1 a fine stagione. Chi potrebbe prendere il suo posto in Red Bull al fianco di Vettel? Raikkonen ha detto che vorrebbe provare a vincere con la Lotus…

La Red Bull ha due opzioni. La prima consiste nell’affiancare a Vettel un ‘prodotto della casa’. Un piccolo bibitaro che stanno allevando nella scuderia satellite Toro Rosso. Parlo di Ricciardo e di Vergne. Tra l’altro, può essere soltanto una semplice coincidenza, ma da quando Webber ha ufficializzato che se ne andrà, Ricciardo è andato come un missile. Come dire, occhio che ci sono io, prendete me. La seconda opzione porta per l’appunto a Raikkonen. E qui gatta ci cova. Perché quando il finlandese lasciò la Ferrari per correre nei rally fu sostenuto dalla Red Bull che gli fece da sponsor. Io la vedo così.

Se in Red Bull sanno già che alla fine del 2014 Vettel approderà alla Ferrari per quella famosa clausola che gli permetterebbe di chiudere anzitempo il suo contratto, allora prendono Raikkonen per non rimanere scoperti nel 2015. Se invece lo sbarco in Italia di Vettel continua a rimanere un’ipotesi molto remota, perché il contratto sarà rispettato fino alla fine senza problemi, be’, potrebbero decidere di prendere un giovane da svezzare al suo fianco. Personalmente, sarei molto felice di vedere Raikkonen in coppia con Vettel. Vorrei vedere il tedesco con un compagno di squadra che va forte spesso e volentieri. Nessuno mette in discussione il valore di Vettel. Ma è pur vero che sta vincendo con la migliore macchina della F1 e ha un compagno di squadra che volente o nolente è stato ridotto al rango di valletta.

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