Turrini: “Ferrari, hai sbagliato con Domenicali”

Il giornalista e opinionista televisivo non condivide la scelta di Maranello. "Mattiacci? Speriamo sia come Briatore" - Chi è Marco Mattiacci  - I numeri di Domenicali

Domenicali tra Alonso e Massa – Credits: EPA/AHMAD YUSNI

Dario Pelizzari

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“Ho parlato con Stefano stamattina, andava a salutare tutti i dipendenti del reparto corse. Non ci sono più dubbi, le strade della Ferrari e di Domenicali si separano. Nelle prossime ore la Ferrari diffonderà un comunicato stampa in merito per chiarire i contorni della faccenda. Lo ammetto, per me è una giornata molto triste: lui per me è come un fratello”. Il giornalista Leo Turrini, titolare delle righe che questa mattina hanno anticipato la fine ufficiale del rapporto tra l'ormai ex direttore tecnico del Cavallino e la casa di Maranello, non nasconde l'amarezza per una decisione che fa fatica a comprendere.

Domenicali, cuor di Maranello.

“L'ho visto entrare in Ferrari che era un ragazzo. Era il 1991, si era appena laureato. So che è una persona che ha fatto tutta la gavetta all'interno dell'azienda senza scorciatoie e raccomandazioni. Cominciò in Formula 1 seguendo la logistica e Todt lo valorizzò al massimo, facendolo direttore sportivo già negli anni Novanta. E' stato il suo braccio destro fino al 2007. Fino al mondiale di Raikkonen compreso. Poi, Domenicali ha assunto la direzione tecnica del team, ma molti osservatori si sono dimenticati che non è stato assolutamente estraneo al periodo d'oro della Ferrari. Al contrario, ha avuto un ruolo molto importante nei trionfi della scuderia. Tanto è vero che quando è stata ufficializzata la sua nomina, fu considerata da tutti la soluzione naturale, una scelta ampiamente condivisa. Credo che sia stato molto ingiusto il tam tam mediatico degli ultimi tempi”.

La Ferrari va male, paga il direttore tecnico.

“Si è detto e scritto che Domenicali fosse troppo buono, che non avesse la personalità forte come Todt, che non agitasse a dovere la frusta. Si è detto e scritto di tutto per giustificare i guai della Ferrari. Io credo invece che Domenicali non sia soltanto un'ottima persona, ma pure un bravissimo manager. Se si vanno a vedere i risultati della Ferrari dal 2008 a oggi, non si può proprio dire sia andata malissimo, anzi. Nel 2008, Maranello ha vinto il titolo costruttori e ha perso il mondiale piloti all'ultima gara con Massa. Tralascio il 2009, che fu un anno falso per le note vicende legate alla Brawn, che gareggiò con un dispositivo che le permetteva di fare cose che alle altre monoposto non erano possibili. Nel 2010 e nel 2012 ci risiamo, la Ferrari ha perso il mondiale nell'ultimo gran premio. Insomma, i disastri sono un'altra cosa”.

Tuttavia, nelle prime tre gare del 2014 più ombre che luci.

“Adesso la situazione si era fatta onestamente insostenibile. Iniziava una stagione nuova, all'insegna di una rivoluzione tecnologica voluta anche dalla Ferrari e l'esito non è stato dei più felici, tutt'altro. E poi, siamo in Italia, la gente è abituata a ragionare con la logica calcistica. Crede che il capo del reparto corse sia come l'allenatore di una squadra di calcio. Ma è una stupidaggine colossale. Se cambi il Domenicali di turno, la situazione non cambia in modo radicale. Dico di più, chi si aspetta che con questa soluzione la Ferrari comincerà ad andare forte subirà un'amarissima delusione, perché non funziona così. Ripeto: non comprendo l'utilità di una mossa fatta dopo tre gran premi, perché nell'immediato non cambierà niente. Se alla power unit della Ferrari mancano 60-80 cavalli e la macchina non ha trazione, no si risolve nulla dalla sera alla mattina. Ciò detto, è chiara una cosa: è Domenicali che ha scelto le persone che dirigono i vari reparti. La sua responsabilità in questo senso è innegabile”.

In giornata, la conferma: fuori Stefano Domenicali dentro Marco Mattiacci.

“So chi è, lo conosciuto in Cina. Parlo di una decina di anni fa. E' certamente una persona dell'universo Ferrari, perché è da tanti anni che lavora in azienda. E ha dimostrato sicuramente grandi qualità nel suo incarico come responsabile Ferrari in America. Da questo punto di vista, è fuori discussione che sia un professionista di valore. Tuttavia, a me non risulta che abbia competenza specifica sulla Formula 1. Se vogliamo essere ottimisti, possiamo leggerla così: quando la famiglia Benetton scelse Flavio Briatore come suo uomo per la F1, quest'ultimo arrivava dalla finanza e non aveva conoscenze dirette in materia. Eppure, sappiamo come sono andate le cose”.

Da qualche giorno si vociferava del possibile ritorno a Maranello di Ross Brawn.

“Non saprei che dire. Per certo, avevo capito che stava maturando una situazione non sostenibile in casa Ferrari. La riprova l'abbiamo avuta in Bahrain, quando il presidente Luca di Montezemolo e il vicepresidente Piero Ferrari hanno lasciato i box a gara in corso. Non so se nei giorni scorsi Montezemolo abbia vagliato altre ipotesi. Il comunicato stampa che Maranello diffonderà nelle prossime ore farà luce sulla vicenda. E non escludo che ci siano altri cambiamenti nel reparto corse. Per dirla tutta, Mattiacci potrebbe condividere la guida della scuderia con un altro uomo di fiducia dell'universo Ferrari, più vicino alle logiche di pista”.

Twitter: @dario_pelizzari

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