Schumacher: i dubbi dei tifosi, le risposte della medicina

Con la dottoressa Rita Formisano, esperta in riabilitazione del comatoso, analizziamo il percorso che dovrà affrontare il campione. E le reali possibilità di recupero

Michael Schumacher in una foto del novembre 2012 – Credits: EPA/FREDRIK VON ERICHSEN

Dario Pelizzari

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Schumacher tornerà mai come prima? La domanda che si fanno i suoi familiari, gli amici della F1 e tanti tifosi, è quella che si pone chiunque abbia un parente o un conoscente colpito da un dramma comne quello vissuto dal campione tedesco. "E la mia risposta ai famigliari di un paziente che è stato in coma per mesi, inizia con un'altra domanda: lei, tornerà come prima?", risponde la dottoressa Rita Formisano, primario dell'Unità post-coma alla Fondazione Santa Lucia di Roma e responsabile scientifico di Arco 92 , associazione per la riabilitazione del comatoso. "Perché il trauma in genere non è solo del paziente, ma dell'intero nucleo famigliare. No, nessuno torna la persona di prima, né il paziente né le persone che gli sono vicino. E' un'esperienza unica e traumatica e le incertezze che porta con sé sono legate a tantissime variabili che cambiano da caso a caso. Perché nulla è certo quando si inizia un percorso di riabilitazione che deve riscrivere le logiche del quotidiano".

Nello specificico di Schumacher, uscito dal coma indotto e appena trasferito dall'Ospedale francese di Grenoble a quello svizzero di Losanna, c'è la notizia riportata dalla “Bild” secondo cui l'ex ferrarista riuscirebbe già a comunicare con la moglie Corinna e i figli e le sue condizioni sarebbero in netto miglioramento. Quando si temeva ormai il peggio, ecco quindi prendere forma l'annuncio che vorrebbe Schumacher tornato alla vita. Ma non certo da un giorno all'altro come siamo abituati nei film: “In genere il risveglio non avviene bruscamente", spiega la dottoressa Formisano. "Il passaggio da uno stato vegetativo a quello che viene definito di minima coscienza avviene per gradi e nel tempo. Comincia con reazioni emozionali in risposta alle persone più care, che sono le prime a riconoscere che qualcosa sta cambiando, poi arriva la parola, che solitamente viene preceduta da altre attività di interazione con l'ambiente esterno. Sono certa, pur non conoscendo il caso specifico, che questi segnali in Schumacher fossero presenti da settimane, forse mesi”.

Il risveglio dell'ex fuoriclasse della Ferrari parte da lontano ed era atteso anche dagli specialisti che l'avevano in cura, lo dicono i numeri raccolti dall'esperienza clinica:“Il recupero della coscienza dipende dalla causa del coma e in genere i pazienti che hanno subìto un trauma cranico hanno probabilità maggiori rispetto a coloro che sono entrati in stato vegetativo per altre cause, come arresti cardiocircolatori o ischemie cerebrali”.

La domanda al momento senza risposta, ma che tutti si pongono è invece un'altra: tornerà come prima o almeno a una vita normale? “Le statistiche dicono che un terzo dei pazienti che escono dal coma dopo essere stati colpiti da un trauma cranico grave possono avere un recupero completo", risponde ancora la specialista della Fondazione Santa Lucia, "ma sono così tanti i fattori che possono determinare e vincolare questa tesi che è impossibile parlare del caso specifico di Schumacher”. La medicina suggerisce, non determina: spesso le cose vanno per il verso giusto, ma ogni paziente fa storia a sé.

In ogni caso, oggi è iniziata ufficialmente la fase 2 del ritorno alla vita del campione tedesco. E la strada che dovrà percorrere Schumacher sarà simile a quella di tutte le persone incorse in un dramma come il suo. Precisa la dottoressa Formisano: “Il percorso di riabilitazione è molto lungo e deve essere multidisciplinare. Deve cioè badare al recupero fisico del paziente ma anche al suo recupero neuro-psicologico, parte fondamentale per sfruttare al meglio tutto il potenziale di ripresa. La famiglia va guidata passo dopo passo, perché deve conoscere quali sono i comportamenti più idonei per accompagnare e sostenere il loro caro in questa difficile fase. Per chi volesse saperne di più, ho scritto una guida che è scaricabile gratuitamente dal sito dell'associazione Arco 92 . Sia chiaro, però: non risolve, aiuta. Perché come detto all'inizio nessuno torna mai come prima". Ma può comunque ricominciare a correre nella pista della vita.

Twitter: @dario_pelizzari

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