Formula 1

F1, Gp Messico: Vettel, un 3° posto che vale come una vittoria

Nella terzultima gara del campionato, il pilota tedesco della Ferrari torna sul podio dopo una qualifica da dimenticare

vettel

Dario Pelizzari

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Un terzo posto che vale come una vittoria. In Messico, quota 2.300 metri d'altitudine, tra una folla meravigliosa carica di colori e di sorrisi, Sebastian Vettel torna sul podio dopo quattro gare di sbuffi e sospiri. Il pilota tedesco della Ferrari partiva settimo a causa di una qualifica in cui la monoposto di Maranello ha sofferto tantissimo - storia ancora tutta da interpretare di gomme che sulla SF16-H si trasformano in gommette quando si alza la temperatura dell'asfalto - e raggiunge il terzo posto dietro i due soliti noti della Mercedes (Hamilton primo, Rosberg secondo, titolo piloti ancora in ballo) al termine di un gran premio condotto in modo straripante. Vettel incontenibile dal primo all'ultimo giro, aggressivo eppure saggio come soltanto lui e pochissimi altri sanno e possono fare sulle piste della Formula 1. 

 

La gara si decide per Vettel negli ultimi quindici giri, quando mette nel mirino Max Verstappen (Red Bull) - terzo in quel momento - che perde metri e baldanza a ogni curva. Ma c'è di più, perché alle spalle di Vettel c'è un Daniel Ricciardo che con le gomme sostituite da poco corre come un missile e pare destinato a dare battaglia a Vettel a uno sbuffo dal traguardo. Il trenino che dà spettacolo, quando davanti c'è poco da aggiungere, con la Mercedes che non fa toccare palla a nessuno. Poi, la scena che cambia le logiche del gp. Vettel tenta l'assalto su Verstappen, che va lungo in frenata ed è costretto ad andare per margherite perché altro non potrebbe fare. Il giovane pilota olandese torna in pista ancora davanti a Vettel, che da quel momento aspetta che il giovane Max gli ceda la posizione, come gli dicono i suoi ingegneri dal box. Come dice il regolamento. E invece, no.

Verstappen fa il bimbo offeso e continua a premere sull'acceleratore. Fino all'arrivo, consapevole che sarebbe stato comunque sanzionato a fine gara. Verstappen non cede e favorisce così il recupero di Ricciardo, che infatti poco dopo prova a passare Vettel: altro confronto a cannonate. Ricciardo va dentro in curva e il campione della Ferrari lo chiude verso l'esterno, al limite delle sue possibilità, al confine del regolamento. Vettel difende la posizione. E incassa il podio. Perché come previsto Verstappen viene sanzionato di 5 secondi perdendo due posizioni e Vettel fa mezzo giro di pista in mezzo al pubblico in festa per raggiungere l'ingresso alla scala che porta al trionfo. Sulla strada, incrocia Maurizio Arrivabene, che lo abbraccia e gli grida: "Vai su, che il podio è tuo!". E' soltanto il terzo posto, ma vale come una vittoria. Kimi Raikkonen? Sesto e privo di sussulti da prima pagina. 

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