Formula 1

Lauda: “Renault e Honda vogliono lasciare? Cavoli loro”

Il presidente della scuderia Mercedes attacca i due colossi dell'automobilismo, che starebbero valutando la possibilità di lasciare la F1

Lauda Hamilton

Dario Pelizzari

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C'è che quando parla Niki Lauda può capitare di tutto. Perché il presidente della scuderia Mercedes, già fenomeno della Formula 1 al volante di Ferrari e McLaren, non è uomo da mezze misure, non lo è mai stato. Lo sanno bene gli addetti ai lavori, che infatti fanno a gara per raccogliere il suo pensiero prima, durante e dopo le gare. Questa volta a tentare l'azzardo è stato il sito internet automoto.it, che si è aggiudicato una chiacchierata in libertà con il tre volte campione del mondo. E le cose sono andate come da copione. Il primo affondo è un'esplosione di cortesia: “Se Honda e Renault decidono di lasciare la Formula 1, chi se ne frega. Cavoli loro, se hanno speso e non sono stati capaci di lottare per vincere non deve essere la Mercedes a farsene un problema”. Il secondo affondo vale da conferma e da rimprovero: “Quando io ho vinto i mondiali in pista c'erano due motori Ferrari e 20 motori Cosworth, ma non si è mai lamentato nessuno. Se mancano Renault e Honda vuol dire che daremo 20 motori Mercedes a tutti quanti gli altri, dove è il problema? Dico che in F1 è sempre stato così e le cose non cambieranno”. Honda e Renault, unite nello sconforto.

Lauda risponde alle polemiche dei giorni scorsi, nate sulla scorta dei mugugni più o meno evidenti dei due colossi dell'automobilismo mondiale, entrambi scontenti per un regolamento che non consente loro di sviluppare la monoposto come vorrebbero. La Honda è tornata in Formula 1 dopo sette anni di silenzio per dare nuovo smalto alla partnership di lusso con la McLaren, con la quale aveva fatto i fuochi d'artificio alla fine degli anni Ottanta. La Honda non gareggia per partecipare, gareggia per vincere. Da sempre. Peccato che i primi due gran premi del campionato abbiano messo in evidenza un ritardo di sviluppo poco meno di imbarazzante rispetto alle grandi del Circus, Ferrari compresa. E l'incidente di Fernando Alonso nei test del Montmelò non ha certo contribuito a dare fiducia all'ambiente, tutt'altro. Da qui, l'inizio di una sfida incrociata con la Mercedes e la Federazione che potrebbe portare a decisioni reboanti da qui alla fine della stagione.

La Renault è stata invece colta in contropiede dalle pesanti accuse della Red Bull, che ha scaricato sull'azienda francese le responsabilità di una monoposto che va meno veloce di quanto dovrebbe. “Quando vincono è merito loro, quando perdono è colpa nostra”, ha dichiarato da Parigi il vicepresidente esecutivo di Renault, Thierry Bolloré, che in merito alle parole di Lauda ha spiegato: “E' vero che c'è un regolamento e che l'avevamo approvato tutti, ma visto che si e' rivelato una sciocchezza, non capisco perché non si possa tornare indietro correndo ai ripari. E' una sciocchezza capire di aver commesso un errore e non poter rimediare durante la stagione e congelare tutto. Che senso ha la competizione? Vuole correre con 20 motori Mercedes, sai che soddisfazione vincere da soli”. 

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