Formula 1

Gp Canada: l'errore di Raikkonen spinge la Ferrari a rivedere i suoi piani

Il testacoda del pilota finlandese non è andato giù ai vertici di Maranello, che potrebbero aver già deciso di sostituirlo a fine stagione

gp canada raikkonen

Dario Pelizzari

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A sentire Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari, le chiacchiere stanno a zero. "Mi aspettavo non solo di tenere la posizione sul podio ma anche di andare avanti - spiega tra i fulmini il capo di Maranello - Così non va bene, non ci sono scuse: podio buttato". Il riferimento diretto è a Kimi Raikkonen, che partito terzo alle spalle di due Mercedes oggettivamente ancora lontanissime dal Cavallino per prestazioni e prospettive, perde il controllo della sua monoposto al giro 27 e firma un testacoda in solitaria che mette le ali a Vallteri Bottas. "Non sono riuscito a controllare l'acceleratore", la giustificazione a gara finita. Che soddisfa poco Arrivabene, arrabbiatissimo come non si era mai visto da quando dirige la Rossa, e non convince Sergio Marchionne, alla "prima" in pista da presidente della Ferrari a due passi da casa. "Abbiamo fatto il meglio, Seb (ndr, Vettel) è stato eccezionale, recuperando 13 posti, mentre Kimi non ha vissuto la sua miglior giornata". Marchionne dixit. Due bocciature pesanti come un macigno per il pilota finlandese che sul tracciato di Montreal potrebbe aver lasciato mezza conferma per la prossima stagione. 

 

Già, Vettel straordinario. Bravo, meglio, bravissimo a raccogliere il massimo possibile da una corsa compromessa da un sabato maledetto (vedi la penalizzazione per il sorpasso in regime di bandiera rossa nelle terze libere e il problema alla centralina elettronica nella prima sessione di qualifiche) e Raikkonen ancora deludente, pure se il giorno precedente era riuscito a centrare il primo sorpasso dell'anno ai danni del compagno di squadra. Kimi davanti a Seb sulla griglia di partenza, a volte succede. L'obiettivo di Arrivabene? Chiarissimo. Salire sul podio per la settima gara di fila. Perché le Mercedes sono ancora di un altro pianeta e le grandi novità portate in Canada da Maranello (il nuovo motore su tutte) non hanno colmato il gap con le Frecce d'argento. Lo dicono i numeri. Il podio, si diceva, traguardo sì difficile ma tutt'altro che impraticabile a giudicare dallo stato dell'arte degli avversari: la Lotus veloce sul giro secco non spaventa di domenica, la Red Bull è ancora alla disperata ricerca di ispirazione, mentre la McLaren è un cantiere colmo di punti interrogativi. Sì, c'era e c'è la Williams di Massa e Bottas, ma a Montecarlo avevano preso un'imbarcata che nemmeno la McLaren. E allora, terzo posto a portata di mano. Basta non sbagliare. Appunto.

Un avvio travolgente, poi il passo indietro. Nelle prime quattro gare del campionato, Raikkonen aveva fatto decisamente bene. Sfortunato in Australia (vedi i guai alla posteriore sinistra) aveva dimostrato il piglio dei giorni migliori in Malesia, quindi in Cina e soprattutto in Bahrain, dove ha fatto lo sgambetto a Rosberg e si è piazzato alle spalle di sua maestà Hamilton. Secondo posto e tanta, tantissima gioia, per lui (sì, gli scappa un sorriso) e soprattutto per i tifosi della Ferrari, che ricominciavano a credere nel finlandese dopo le infinite delusioni dell'anno scorso. La felicità però dura poco: la Formula 1 sbarca in Europa e Kimi si fa prendere dallo sconforto. In Spagna perde il duello con Bottas per il quarto posto, a Monaco si fa infilzare da Ricciardo e non dà mai la sensazione di avere il passo di Vettel. Il resto è storia recente, con il testacoda di Montreal che gli costa il podio. Se fino al Bahrain le possibilità che Maranello decidesse di rinnovargli il contratto erano altissime, in Canada sono scese al livello di guardia. Per la serie, un altro paio di gare così e Bottas comincia a fare le valigie. Un finlandese tira l'altro. Per il bene della Ferrari. 

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