Luciano Lombardi

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Si chiama Sf70H la nuova vettura con cui la Ferrari parteciperà al prossimo Mondiale di Formula 1. La vettura appare più rossa rispetto a quella delle stagioni precedenti: solo gli alettoni anteriori e la parte alta del retrotreno presentano un po' di bianco attraversato, sul retro, da un tricolore bianco, rosso e verde. Tra i marchi presenti sulla vettura anche quello dell'Alfa Romeo.

Un omaggio alla storia
La sigla, oltre a indicare la motorizzazione ibrida, celebra i 70 anni della Casa di Maranello, nata nel 1947, quando uscì dallo storico portone di via Abetone Inferiore a Maranello la prima automobile con il marchio del Cavallino, la 125S.

La 63esima monoposto concepita e realizzata dalla Scuderia Ferrari è "figlia" di un cambiamento regolamentare che ha pochi precedenti nella storia della categoria. In passato, infatti, si è andati quasi sempre verso norme che limitavano le prestazioni delle monoposto. Quest'anno, invece, è stata presa la direzione opposta: ovvero, aumento di carico aerodinamico e aderenza meccanica.

Grande attenzione all'aerodinamica
In quest'ottica, tutto il gruppo della Gestione sportiva ha lavorato sulla ricerca del giusto compromesso tra deportanza (cioè il carico) e resistenza aerodinamica. Le nuove gomme Pirelli, infatti, sono ben più larghe che in passato: 6 cm (ciascuna) all'anteriore, 8 al posteriore.

La maggiore sezione frontale costituisce un "freno" all'avanzamento, così come lo stesso maggior carico derivante dall'ala anteriore, dal fondo scocca e dal diffusore a norma 2017.

Per contro, questo carico, unito alla maggiore impronta a terra delle gomme, si traduce in maggiore aderenza e quindi velocità in curva.

Numerose le differenze tra il nuovo progetto e le Ferrari del recente passato: il muso allungato e l'ala a freccia sono frutto dei regolamenti, così come la vistosa "pinna" sul cofano motore e le appendici aerodinamiche più complesse davanti alla presa d'aria delle fiancate, la cui forma particolare è stata studiata in armonia con il posizionamento della struttura anti-intrusione.

All'anteriore è visibile un condotto con funzioni aerodinamiche, mentre alle spalle del pilota l'archetto di protezione (roll-hoop) che ingloba la presa dinamica del motore è stato totalmente ridisegnato.

Rivisto anche l'alloggiamento delle sospensioni, che mantengono lo schema a puntone (push-rod) davanti e a tirante (pull-rod) sul retrotreno.

Mozzi e dadi ruota sono stati ridisegnati per agevolare il lavoro dei meccanici durante i cambi gomme. Infine, sempre in funzione delle prestazioni previste quest'anno, si è provveduto a ridimensionare la servoguida e l'impianto frenante.

Prestazioni più elevate
A differenza dell'aerodinamica, nel campo della propulsione il regolamento ha subito poche variazioni. La principale riguarda la quantità di benzina utilizzabile da ciascuna vettura in gara: è stata prevista, dato l'incremento prestazionale, una maggior percentuale di tempo sul giro a pieno regime, passata da 100 a 105 kg totali, mantenendo però la stessa portata massima di carburante (100 kg/ora).

Il motore rappresenta un deciso passo avanti rispetto alla versione precedente nella ricerca di prestazioni. La disposizione di alcune componenti meccaniche dell'ibrido è stata rivista, mentre altre soluzioni conservano uno schema simile a quello del 2016.

Dal punto di vista sportivo, l'abolizione dei sistema dei tokens, i gettoni, darà alla squadra una maggiore libertà per gli sviluppi in corso di stagione.

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