F1: gli Oscar 2013

Quattro opinionisti del mondo dei motori dicono la loro sulla stagione appena conclusa. Gloria per Vettel e la Red Bull. Delusione per la Ferrari

Sebastian Vettel sul podio dell'ultima gara in Brasile. Il suo 2013, decisamente straordinario – Credits: Ker Robertson/Getty Images

Dario Pelizzari

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Con il Gran premio del Brasile, si è chiusa ufficialmente la stagione della Formula 1. Sebastian Vettel ha fatto suo il quarto titolo consecutivo, raccogliendo numeri e primati da primo della classe e la Red Bull si è dimostrata la macchina da battere, quasi irraggiungibile nella versione consegnata al campione tedesco. La Ferrari? Si è dovuta accontentare dell'ennesimo secondo posto incassato da Fernando Alonso nella classifica piloti (terza volta nei quattro anni al servizio del team di Maranello) e del terzo posto nella classifica costruttori, superata anche dalla Mercedes della coppia Hamilton-Rosberg. Ottime premesse (e promesse) e risultati così così.

Nell'attesa che vengano definiti i sedili per il 2014 (siamo ai dettagli per Maldonado alla Lotus, Hulkenberg alla Force India, Massa alla Williams e Magnussen alla McLaren) e che prenda forma e consistenza il nuovo corso imposto dalla Fia per il prossimo anno (nuove regole, nuovi motori, nuova F1), è tempo di bilanci per ciò che è stato e che avrebbe potuto essere: è tempo di Oscar. Per l'occasione, abbiamo coinvolto quattro delle voci più autorevoli e popolari della Formula 1 made in Italy: Umberto Zapelloni, Carlo Vanzini, Oscar Orefici e Leo Turrini. A loro, il compito di assegnare i premi (virtuali) per quanto si è visto nel corso delle 19 gare del 2013.

Miglior pilota

Zapelloni: “Sebastian Vettel (Red Bull). Perfetto in qualifica e gara, ora ha anche l'egoismo dei campioni, non lascia neppure le briciole e cerca pure di dare spettacolo con ciambelle che riescono sempre col buco”.

Vanzini: “Sebastian Vettel (Red Bull). È arrivato il momento di quantificare, non solo con i numeri, la grandezza di chi da avrebbe vinto il mondiale costruttori da solo. Non sbaglia un colpo e se lo fa ha anche la fortuna dalla sua, il che è ovviamente un pregio in più. Cannibale!”.

Orefici: “Sebastian Vettel (Red Bull). Sembrerà banale, ma non ci sono dubbi. Il tedesco ha battuto una serie di record che gli hanno permesso di raggiungere il livello di Schumacher. Di quest'ultimo ha preso quasi tutto. Anche lui è un cannibale”.

Turrini: “Sebastian Vettel (Red Bull). Come diceva Al Pacino in 'Donnie Brasco', che te lo dico a fare? Quando un pilota vince 13 gran premi nella stessa stagione, di cui 9 in fila, c'è poco da dire. Il migliore è lui, niente da dire”.

Miglior team

Zapelloni: “Red Bull senza bisogno di spiegazioni. Una superiorità quasi noiosa”.

Vanzini: “Lotus. Hanno costruito grazie a Raikkonen una squadra capace di vincere alla prima gara. Hanno perso pezzi (Allison e Raikkonen) ma non le prestazioni se non per un breve periodo dell'anno. Hanno rilanciato il già bocciato Grosjean. Un unico neo, enorme, non aver creduto in Davide Valsecchi”.

Orefici: “Red Bull. Grazie ad Adrian Newey, un tecnico formidabile che ha vinto titoli mondiali anche con McLaren e Williams. Ma anche il resto della squadra funziona molto bene. Merito del lavoro del team principal, Chris Horner”.

Turrini: “Red Bull. Quando si ha in squadra Leonardo da Vinci, cioè Adrian Newey, è molto facile che dalla matita escano dei capolavori. La Red Bull di quest'anno ha permesso a Vettel di fare quello che ha fatto”.

Miglior giovane

Zapelloni: “Jules Bianchi (Marussia). Ha massacrato il suo compagno di squadra il massimo che poteva fare con il macinino da caffè che guidava”.

Vanzini: “Jules Bianchi (Marussia). Con una macchina non classificabile ha vinto da solo mondiale piloti e costruttori degli altri. Il tredicesimo posto in Malesia lo ha messo al sicuro da attacchi per tutta a stagione e ha guidato sempre bene in crescita”.

Orefici: “Romain Grosjean (Lotus). Aveva approcciato la Formula 1 come un ragazzotto viziato e arrogante. Adesso invece sembra diventato un progetto di campione”.

Turrini: “Romain Grosjean (Lotus). Per me è lui l'emergente dell'anno. Nel 2012 era considerato un pilota scassa-macchine. E ha iniziato il 2013 sotto la spada di Damocle, perché se avesse fatto ancora incidenti avrebbe perso il posto. Invece, ha retto il confronto con un grande come Raikkonen e ha lottato anche per la vittoria in alcune corse”.

Rivelazione dell'anno

Zapelloni: “Romain Grosjean (Lotus). Da distruttore a una stagione senza macchia e senza paura”.

Vanzini: “Romain Grosjean (Lotus). Partito da bocciato e con un contratto a tempo ha saputo ricostruirsi e ritrovarsi ottimo pilota. Sei podi sono l'immagine della sua velocità e della sua capacità di gestire la macchina e le gomme”.

Orefici: “Sergio Perez (McLaren). Mi è parso un pilota “consistente”, come dicono gli anglosassoni. Ha parecchi numeri. Certo, ci vuole del tempo perché possa esplodere con la macchina giusta”.

Turrini: “Nico Hulkbenberg (Sauber). Soprattutto nella seconda parte del campionato, quando la Sauber è migliorata molto, ho visto un bel pilota, tosto, che se la giocava ruota a ruota con i migliori”.

Miglior sorpasso

Zapelloni: “Il primo giro di Alonso a Spa”.

Vanzini: “Alonso all'esterno a Barcellona. Quella partenza se l'è studiata più volte. Raikkonen e Hamilton beffati, non proprio due qualunque”.

Orefici: “Nessuno. Non ci sono più i sorpassi veri. Grazie all'alettone mobile e al Kers, quello che vediamo sono dei 'fantasmi di sorpassi'.

Turrini: “Non considero sorpassi quelli fatti con il Drs. E' troppo facile farli così. Se però devo sceglierne uno, dico quello di Webber ai danni di Hamilton al Gran premio degli Stati Uniti. Webber non è stato certo un fuoriclasse, ma un buon pilota questo sì”.

Premio alla carriera

Zapelloni: “Mark Webber (Red Bull). Ha chiuso al momento giusto quando ha capito che contro Vettel rischiava solo figuracce scegliendo una pensione da re in casa Porsche”.

Vanzini: “Mark Webber (Red Bull). Subito a punti con la Minardi nel 2002, ha costruito la sua carriera anche con scelte azzardate quali Jaguar e poi Red Bull. Non è colpa sua se come Irvine e Barrichello si è trovato davanti un cannibale. A differenza loro però, Webber non e mai arrivato secondo nel mondiale”.

Orefici: Felipe Massa (Ferrari). Dall'incidente in Ungheria nel 2009 non è stato più lo stesso. Ha perso velocità e sicurezza. Prima era un ottimo pilota, ora è un pilota come tanti. Però ha dato tanto alla Ferrari ed è un bravissimo ragazzo. Gli auguro le migliori fortune alla Williams”.

Turrini: “Fernando Alonso (Ferrari). E' vero, è un grandissimo rosicone, vedi le ultime dichiarazioni che ha rilasciato alla Bbc, ma gli va riconosciuto che in questa era Red Bull per tre volte su quattro è riuscito a chiudere il mondiale al secondo posto e non sempre con la seconda macchina migliore del lotto”.

Fine dei premi di segno positivo. La delusione più grande?

Zapelloni: “Il flop del 2013 e' stata la Ferrari. La speranzosa e' diventata disastrosa, solo gli uomini dei box non hanno sbagliato un pit stop”.

Vanzini: “McLaren. Avevano la macchina più forte nel 2012, condizionati però da problemi di affidabilità, poi risolti nel finale della stagione con due vittorie consecutive. Hanno deciso di cambiare macchina mentre tutti li davano per favoriti e il risultato è stato la peggior stagione dal 1966 a oggi. Nessun podio ma con il record assoluto di essere la prima scuderia nella storia della F1 a portare al traguardo a tutte le gare entrambe le macchine. Contenti loro...”.

Orefici: “Ferrari. L'inizio della stagione era stato promettente. Si pensava che con gli sviluppi che sarebbero avvenuti durante l'anno avrebbe potuto lottare per il titolo mondiale. Invece gli sviluppi tanto attesi non ci sono stati e la Ferrari dal Gran premio di Spagna è franata letteralmente. Per me, una delle peggiori stagioni di Maranello dall'addio di Schumacher”.

Turrini: “McLaren. L'anno scorso ha vinto le ultime due gare ed era da tutti considerata la logica favorita per questa stagione. Nel 2013, credo per la prima volta nella sua storia, non è salita sul podio nemmeno una volta. Come se il Real Madrid non si qualificasse nemmeno per l'Europa League. Decisamente imbarazzante”.

Twitter: @dario_pelizzari

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