F1: Vettel campione del mondo in dieci mosse

In India, il pilota tedesco della Red Bull centra con un'altra vittoria il quarto mondiale consecutivo. Il ritratto di un fuoriclasse firmato da Leo Turrini - Il 2013 di Vettel - Chi è il migliore di sempre?

Vettel, quarta Mark Thompson/Getty Images)

Dario Pelizzari

-

Le ragioni di un trionfo che viene da lontano, costruito su basi solidissime e straordinariamente efficaci. L'ennesimo traguardo di un pilota che sta scrivendo la storia della Formula 1 come pochissimi altri erano riusciti a fare prima di lui. Sebastian Vettel ha centrato il quarto titolo mondiale consecutivo con tre gare di anticipo. In India, il tedesco che è si è fatto grande con il poster di Michael Schumacher in cameretta ha conquistato la decima vittoria stagionale. La sesta di fila. Ed è festa Red Bull. Si celebra un fuoriclasse che ha saputo condurre a destinazione nel modo migliore una monoposto da favola. A Leo Turrini, pluricampione del mondo del giornalismo sportivo, il compito di spiegare i perché di un successo che farà scuola.

1 - Vettel nella storia della F1. Ottimi numeri, ottima macchina, ma soprattutto tanto, tantissimo talento.

“Quando Schumacher decise di farsi parte dopo aver messo da parte sette titoli mondiali, abbiamo detto e scritto tutti che aveva lasciato numeri probabilmente insuperabili per chissà quante generazioni. E invece siamo qui, sette anni dopo, con un altro tedesco che a parità di anagrafe è già a più di metà dell'opera. Vettel è chiaramente un predestinato. Da Lauda in poi, e con Senna e Schumi, Vettel appartiene a mio parere alla ristretta casta dei fenomeni”.

2 - Vettel il campione sorridente. Anche nei momenti difficili.

“Sono convinto che sia un tedesco molto italiano, per carattere e attitudine verso il prossimo. E sotto questo aspetto, gli ha senz'altro giovato l'esperienza alla Toro Rosso. Vettel è un personaggio molto solare, a differenza di Schumacher, che era molto controllato anche nelle forme di entusiasmo. E' vero, Vettel trasmette spesso una grande allegria, non sembra mai teso. Si dirà, gli viene anche facile considerando che vince quasi sempre. E infatti sarei curioso di vedera come reagisce a situazioni più complicate”.

3 - Vettel mangia Webber e fa dama.

“Nel corso dell'esperienza comune in Red Bull, si è vista certamente la differenza di talento e di consistenza tra i due piloti. Tuttavia, è una tradizione consolidata dei grandi campioni. I veri fuoriclasse hanno sempre fatto polpette dei loro partner. E' successo a Schumacher e pure a Senna. I grandi campioni hanno sempre la capacità di mettere in difficoltà o di ridimensionare i loro colleghi di scuderia. Proprio perché sono numeri uno e sarebbe strano il contrario. Ma va anche detto che nella storia della F1, Webber è stato probabilmente uno dei migliori numeri due in assoluto. Sepang 2013? Il punto terminale di una coabitazione difficile. Nel 2010, lo ricordano in pochi, Vettel ha vinto il mondiale all'ultima gara battendo i due favoriti alla conquista del titolo, Alonso e Webber. Da allora, per il pilota australiano, è stata in negativo tutta una discesa. Perché Vettel ha imposto una leadership che non è più stata messa in discussione”.

4 - Vettel batte ancora Alonso. Tutta colpa della Ferrari?

“Un dato su tutti: negli ultimi 49 gran premi, Vettel ha battuto il ferrarista in qualifica 45-4. Un rapporto assolutamente sproporzionato. Alonso ha le sue ragioni quando dice e sostiene che non ha avuto quasi mai una macchina per giocarsela alla pari e il dato delle qualifiche lo dimostra. Detto questo, la storia viene spesso cambiata da dettagli. Nel 2010, Alonso ha perso il mondiale per un errore di strategia ai box. L'anno scorso, l'ha perso di tre punti. Sono i dettagli che fanno la differenza. Perché se dei quattro titoli che ha conquistato Vettel, due ne avesse vinti Alonso oggi faremmo discorsi molto diversi. E' anche vero però che Vettel ha fatto meglio di tutti, anche di Hamilton, che in McLaren non ha fatto certo soltanto presenza. Quindi, io credo che sia più giusto dire che Vettel batte 4-0 la coppia Alonso-Hamilton”.

5 - Vettel e il lungo weekend da ragioniere. Sempre concentrato e pronto a dare il meglio, sin dal giro di pista a piedi del giovedì.

“Vettel è un grande professionista, ma bisogna anche dire che non c'è nulla di nuovo. Lo facevano già in moltissimi prima di lui. Ciò detto, quando dico che ricorda moltissimo Schumacher, parlo anche di questo approccio al suo lavoro. E' un perfezionista, sempre e comunque, come il suo grande mito. E come in fondo tutti i grandi campioni. Nel 1990, a Jerez, vidi a ora di cena Senna che misurava in passi la distanza tra la sua macchina e quella di Prost sulla griglia di partenza. Stiamo parlando di fenomeni. Sotto questo aspetto, Vettel è un degnissimo campione del mondo”.

6 - Vettel e i fischi. Tanti e inopportuni.

“Comincio col dire che se la stagione 2013 fosse stata tutta come abbiamo visto dal Belgio in poi, be', questo campionato avrebbe probabilmente interessato noi e i parenti dei meccanici. Sono due mesi che vediamo prove libere, qualifiche e gare assolutamente senza storia. Con una macchina che ha una supremazia schiacciante. In presenza di una realtà del genere, è difficile pretendere che il pubblico che va all'autodromo si diverta tantissimo. Fatta questa premessa, è indubbio che non sia giusto contestare platealmente un pilota che ha il merito di fare bene il suo lavoro. Non la vedo comunque come un'avversione al personaggio. Chi fischia, esprime il suo disappunto nei confronti di una F1 senza storia”.

7 - Vettel e il caos gomme firmato Pirelli.

“Non voglio sminuire il lavoro e la professionalità di nessuno, ma non avevamo mai visto un campionato del mondo che comincia con un tipo di fornitura e finisce con un altro per inderogabili ragioni di sicurezza. E' come se a metà della prossima stagione, si decidesse di mettere da parte i motori turbo per tornare alla condizione del 2013. Cosa dire, qualcosa non torna. Questo però non toglie niente ai meriti della Red Bull e di Vettel, perché la 'seconda gomma' che la Pirelli ha messo a disposizione delle scuderie era uguale per tutti. Ecco, diciamo che se non fosse successo, sarebbe senza dubbio stato più corretto. Per tutti”.

8 - Vettel e la fortuna. Un dialogo senza interruzioni.

“In molti paragonano Vettel a Gastone, il personaggio della Disney a cui va sempre tutto bene. Io credo che questo sia spesso un elemento di consolazione per coloro che perdono. I latini dicevano 'audentes fortuna iuvat”, la fortuna aiuta gli audaci. Certo, se si prendono gli episodi degli ultimi quattro anni, viene da dire che Vettel sia stato guardato con affetto dalla dea bendata. L'anno scorso, Alonso è incappato suo malgrado in due incidenti che l'hanno messo fuori gioco e gli sono costati il titolo. Vettel, invece no. Ma è difficile che le cose ti vadano così male in partenza se parti dalla pole. Ci siamo capiti?”.

9 - Vettel e Adrian Newey, l'asso del volante e il genio della lampada.

“La grande questione del futuro. Mi spiego. Non c'è dubbio che Vettel e Newey formino una coppia unica. Uno è un fenomeno in pista e l'altro è un genio della progettazione. Insieme sono assolutamente irresistibili. Nel giudizio complessivo che daremo al pilota tedesco della Red Bull a fine carriera, sarebbe in ogni caso interessante valutare i risultati di Vettel su una macchina con la quale Newey non c'entra niente. Ammesso che sia necessario, si intende. Sì, perché Schumacher, sempre lui, ha vinto sette mondiali, due con la Benetton e cinque con la Ferrari, con una macchina disegnata dallo stesso progettista, Rory Byrne. Quindi, non è che sia così strano. Succede e non è detto che non succeda ancora”.

10 - Vettel e il rosso Ferrari. Presto o tardi, il matrimonio si farà.

“E' una possibilità che danno per scontata un po' tutti. E non a caso a sentire lo stesso Vettel. Il pilota tedesco ha detto più volte e anche recentemente che come tutti i grandi piloti sogna anche lui un giorno di guidare una Ferrari. Perché sarebbe felice e pure di più di fare lo stesso percorso del suo mito di sempre, Schumacher. Un mese fa ho incontrato a Maranello l'ambasciatore tedesco in Italia. Bene, lui mi ha detto che Montezemolo gli ha garantito che tra due anni guiderà la Ferrari. Insomma, credo che sia un matrimonio destinato ad accadere. Tutti i grandi hanno vestito il rosso del Cavallino. L'avrebbe fatto anche Senna, è cosa nota”.

@dario_pelizzari

© Riproduzione Riservata

Commenti