Turrini: “Vettel in stile Schumi e Alonso sbotta”

Il tedesco della Red Bull ha raccolto ieri a Suzuka la sesta vittoria negli ultimi sette gran premi e si prepara a festeggiare il quarto titolo mondiale. “Schumacher ci ha visto giusto”

Vettel e Schumacher a Bangkok nel dicembre scorso (Credits: PORNCHAI KITTIWONGSAKUL/AFP/Getty Images)

Dario Pelizzari

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Quinta vittoria consecutiva e vantaggio in classifica che raggiunge quota novanta punti. Sebastian Vettel firma il quarto trionfo nelle ultime cinque edizioni del Gran premio del Giappone e mette tra lui e Fernando Alonso una prateria di sorrisi che prestissimo lasceranno spazio alla gloria per il quarto titolo mondiale consecutivo. Vettel über alles, uno e trino, dominatore incontrastato e incontrastabile (vedi Red Bull) di una stagione in cui gli avversari si sono fatti da parte perché altro non si poteva fare. Alonso come gli altri. Ha fatto paura fino al Nürburgring, poi non ce l'ha più fatta a stare al passo del collega tedesco. Vettel vince e fa incetta di primati. Il prossimo potrebbe essere raggiungere quota sette vittorie di fila nella stessa stagione. Vettel come Michael Schumacher, tra mito e leggenda. La pensa così anche Leo Turrini, fuoriclasse dell'elzeviro declinato alle cose della Formula 1.

Più passa il tempo, più aumenta la sensazione che il fenomeno della Red Bull avrebbe potuto fare suo il Mondiale anche al volante di un'utilitaria.

“Credo che in Giappone, ammesso che qualcuno potesse avere dei dubbi in proposito, Vettel abbia fatto vedere tutto il suo talento perché ha vinto guidando alla Schumacher, riuscendo a fare giri velocissimi pur avendo in programma una sosta in meno per il cambio gomme rispetto al compagno di squadra Webber. Cosa dire, Vettel è un predestinato. Mi fa piacere ricordare a questo proposito un aneddoto. Come molti sapranno, Vettel è entrato nel giro della Formula 1 come collaudatore per la Bmw e c'è stato un periodo in cui nelle prove libere del venerdì era possibile far girare una terza macchina.

Ricordo che qualche anno fa, in occasione del Gran premio della Turchia, proprio Schumacher con la Ferrari si incollò agli scarichi della Bmw di Vettel e fece due o tre giri rimanendo alle sue spalle. Poco dopo, nel consueto incontro con la stampa, Schumacher rivelò che il probabile campione del mondo del 2013 frequentava da bambino il cartodromo di suo papà a Kerpen. 'E' da allora che lo tengo d'occhio – ha detto Schumi – e volevo vedere da vicino come si comportava con una monoposto di F1. Devo dire che è molto bravo'. Ecco, credo ci abbia visto giusto”.

In Giappone, Vettel ha dovuto guardarsi anche dall'irruenza di Webber, che a fine gara era un fiume in piena. Ce l'aveva con la sua scuderia, tanto per cambiare.

“In Red Bull sono più furbi di Bertoldo. Per evitare la remota ipotesi che Webber potesse vincere la corsa gli hanno detto prima di iniziare la gara che avrebbe corso con la strategia che prevedeva tre soste, mentre Seb ne avrebbe fatte soltanto due. Non credo ce ne fosse bisogno, ma loro non perdono l'occasione per fare capire a chi va la loro preferenza. Legittimo, per carità, ma Webber ha tutte le ragioni di dire la sua. E' da quattro anni che in Red Bull va così”.

Da un box all'altro. Cosa dire dell'ordine del Cavallino recapitato a Massa di lasciar passare Alonso. Era davvero necessario regalare al brasiliano una simile imposizione?

“Rovescerei il discorso. E' proprio necessario che Massa alla fine della sua esperienza in Ferrari, dove peraltro è stato trattato con i guanti per anni, debba fare queste alzate di ingegno? In Corea per poco non butta fuori Alonso in partenza. Ieri ha fatto finta di non aver ricevuto la comunicazione dei box di lasciare strada al suo compagno di squadra. Con tutto il rispetto per lui, che certo in questo momento ha tutto l'interesse di mettersi in mostra per cercare una macchina per il prossimo anno, mi pare un atteggiamento un po' patetico.

Dopodiché, è vero che agli occhi del tifoso e dell'opinione pubblica il secondo posto al Mondiale è un esito che conta fino a un certo punto, tuttavia io penso che sia un traguardo che Alonso voglia raggiungere. Intendiamoci, fosse per me, in un mondo ideale, tutti i piloti dovrebbero avere il diritto di sfidarsi e darsi battaglia senza ordini di scuderia. Ma va considerato che le scuderie di F1 sono aziende a tutti gli effetti e hanno degli obiettivi da perseguire in tutti i modi possibili. La classifica costruttori conta, perché più punti riesci a fare, più denaro incassi alla fine della stagione. Insomma, a mio parere non si può condannare la scelta della Ferrari, che io considero assolutamente comprensibile”.

Fuori dalla Ferrari e forse dalla F1. La Lotus ha scelto Hulkenberg, che farà squadra con Grosjean. Per Massa, tranne possibili colpi di scena delle prossime settimane, l'unica soluzione a portata di mano potrebbe essere in Force India al posto di Sutil.

“Penso che Massa puntasse tanto sulla soluzione Lotus, che nelle ultime due stagioni ha dimostrato di essere una delle squadre che è cresciuta di più rispetto alle aspettative di inizio stagione. Ciò detto, credo che il nuovo obiettivo del pilota brasiliano sia la McLaren, dove potrebbe prendere il posto di Perez. Non so se ci riuscirà, ma è una chiacchiera molto insistente. La McLaren continua a dire che aspetta Alonso, è evidente che non sono entusiasti dei piloti che hanno adesso. Per Massa, sarebbe una sistemazione più che dignitosa, soprattutto considerando i progetti di rilancio di cui si parla ormai da tempo. E poi, dal 2015 la McLaren tornerà a fare coppia fissa con la Honda, il partner con cui ha fatto benissimo in F1. Giusto qualche giorno fa il team di Woking ha ingaggiato Peter Predromou, il numero due dell'aerodinamica in Red Bull. Sta facendo sul serio per cambiare pagina”.

Massa in McLaren nel 2014 nell'attesa dell'arrivo di Alonso nel 2015. Ipotesi credibile?

“La McLaren lo dice da un mese. Il loro sogno è portare a casa il pilota spagnolo. Vorrebbero prenderlo subito, ma sono disposti ad aspettare il 2015. Io credo che la cosa sia in questi termini: i migliori piloti sono già accasati, è normale che un team come la McLaren, soprattutto in vista di cambiamenti così importanti e così radicali, pensi seriamente a rinforzarsi con un fuoriclasse come Alonso. Da qui a dire però che lo spagnolo sia convinto dell'operazione, ce ne passa. E' vero che continua a fare dichiarazioni francamente fuori luogo e inutili che non fanno certo bene alla Ferrari, ma lui è fatto così, prendere o lasciare. Non è un caso che Todt abbia preferito puntare su Raikkonen”.

A Suzuka, Alonso ha detto che non crede che il finlandese sia più veloce di Massa. A Maranello, non l'avranno presa benissimo.

“Alonso è tutto fuorché sciocco. Sa benissimo che Raikkonen va fortissimo e quindi ha capito perfettamente che con lui in squadra non sarà più il padrone di casa a Maranello. Secondo me, spara alcune dichiarazioni per mettere le mani avanti nel caso anche nel prossimo anno le cose non dovessero andare bene in Ferrari. Diciamo che potrebbe prendere la palla al balzo per cambiare aria e, perché no, decidere di prendere in considerazione altre ipotesi, vedi McLaren”.

Montezemolo lascia fare, ma prima o poi potrebbe perdere la pazienza.

“Diciamolo chiaro, Alonso è un grandissimo pilota. Il suo vero grande limite sono le qualifiche, non è mai stato un fulmine di guerra nei giri che decidono la griglia di partenza. Sabato si è qualificato dietro a Massa. Ed è già capitato molte volte. Se Massa fa quinto, Alonso non può fare ottavo. Se lo fa, significa che non ha raggiunto l'obiettivo, punto. Tornando al carattere dello spagnolo, in Ferrari sapevano com'è il suo carattere. Non credo che sia maligno questo suo esternare così improvvido. Credo invece che sia uno di quelli che dice quello che pensa ma non sempre pensa a quello che dice”.

A proposito di qualifiche in rosso. Detto dei limiti di Alonso, non si può certo dire che Raikkonen sia mai stato un fulmine nel giro secco. La Ferrari dovrà tenere conto anche di questo il prossimo anno.

“Comincio col dire che se davvero la Lotus riuscisse a comporre la copia Grosjean-Hulkenberg, be', farebbe una grande cosa. Perché sono entrambi piloti molto veloci e hanno in comune una grande voglia di dimostrare di essere bravi. Per dire di Raikkonen e Alonso, è vero, quest'anno non hanno raccolto grandi risultati in qualifica. Ma guardiamo i numeri che contano, quelli che vengono consegnati alla fine della gara. Alonso lo ripete da tempo, al sabato non si prende un punto. E allora, quanti punti hanno in classifica Alonso e Raikkonen e quanti invece ne hanno Hulkenberg e Grosjean? Ciò detto, senz'altro la Ferrari dovrà lavorarci sopra. Perché è chiaro che è meglio partire davanti che dietro”.

@dario_pelizzari

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