F1, Gp Canada: il pagellone

Vettel e Alonso stellari. Il Mondiale in corso è una questione tra loro due, ancora una volta. Sempre meglio le Mercedes (Pirelli fai da te), da applausi le Force India. Lotus inguardabili. Come Massa

Il podio del Gp del Canada. Il secondo da sinistra è Guillaume Rocquelin, ingegnere di pista di Vettel (Credits: Paul Gilham/Getty Images)

Dario Pelizzari

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9 - Sebastian Vettel. Ci risiamo. Adrian Newey ci ha messo lo zampino e ora la Red Bull ha ripreso a volare. Come l'anno scorso e due anni fa. Con l'aggravante (per i tifosi della Ferrari, si intende) che i guai sono stati risolti decisamente prima del previsto e la macchina del "tedesco volante" ora sembra quasi irraggiungibile. In Canada è stato un solo di chitarra lungo 70 giri. Vettel ha salutato i colleghi alla partenza e li ha rivisti nel dopo gara. Lui primo senza alcun problema. Gli altri, dietro, staccatissimi. Come se manovrassero monoposto da Gp2. Altra categoria, altre possibilità. 

Si dice che la fortuna aiuta gli audaci. Nulla di più vero, almeno per Vettel. Sulla pista che è stata intitolata alla memoria di Gilles Villeneuve, il tedesco ha rischiato due volte due di finire pancia all'aria. Prima accarezzando il muro al decimo giro in uscita dalla curva quattro. Poi andando per margherite a venti giri dalla conclusione della gara. Gli è andata benissimo. E con il vantaggio che aveva raccolto nei giri precedenti, roba da spulciare gli almanacchi in cerca di precedenti, poteva permettersi anche di prendere un caffè ai box. Sul podio, il sorriso di chi ha capito che anche quest'anno il Mondiale potrebbe essere suo. 

9 - Fernando Alonso. Dalla minestrina nemmeno troppo saporita di Montecarlo alla cena di gala di Montreal. Lo spagnolo è tornato a fare il fenomeno. Come sua abitudine. In gara, ha fatto il diavolo a quattro. Pronti e via e ha preso le misure agli avversari che lo precedevano, come il lupo che studia le prede prima di tentare l'attacco. Poi, lo show. Alonso fa fuori nell'ordine Bottas, Rosberg, Webber ed Hamilton. Uno dopo l'altro. E con una determinazione da superstar. 

D'accordo, che la F138 avesse un ottimo passo di gara sull'asciutto era cosa nota, epperò da qui a dare per certa l'ennesima rimonta di Alonso, be', ce ne passa. Perché in pista può succedere di tutto e anche il sorpasso più facile può nascondere insidie da fibrillazione. E chissà come sarebbe finita se lo spagnolo in rosso non fosse partito così distante da Vettel. Sì, perché il problema numero 1 per la Ferrari si chiama qualifica. Nel giro secco, Alonso e Massa fanno una fatica impressionante a collezionare tempi da prima fila e in gara sono costretti agli straordinari per recuperare una situazione compromessa alla vigilia. Ora la classifica dice Vettel punti 132, Alonso punti 96. L'impresa non è impossibile. Ma a patto che il sabato cambi qualcosa. 

8 - Lewis Hamilton. Il leone britannico è tornato a ruggire. Dopo aver respirato i fumi di scarico del compagno di squadra Rosberg negli ultimi due gran premi, si è ripreso lo scettro di prima della classe in Mercedes. La macchina tedesca ora va che è una meraviglia. Le gomme? Problema risolto e pure di più. Perché ieri le Frecce d'argento sono state tra le vetture che meglio hanno sopportato l'usura dei pneumatici. Ferrari e Red Bull prendono nota e attendono le decisioni del tribunale che presto dirà la sua su quello che è stato battezzato non senza ironia "Test-gate". Bellissima la lotta per il secondo posto ingaggiata con Alonso nel finale di gara. 

7 - Jean Eric Vergne. Si chiama Toro Rosso, si dovrebbe pronunciare Ferrari ma si legge invece Red Bull. Il miglior pilota francese della gara grazie all'autogol di Grosjean. E quanta grazia per una macchina che fino a oggi non aveva fatto vedere grandissime cose nei momenti caldi. Vergne taglia il traguardo di Montreal da doppiato. Ma cosa importa. Per chi guida una Toro Rosso, il sesto posto vale come una vittoria. 

7 - Force India. Di Resta e Sutil non sono due piloti da prendere sottogamba. Lo provano le prestazioni che hanno firmato dall'inizio del Mondiale. Loro bravi, anzi, bravissimi. In qualifica e pure in gara. E anche la macchina che hanno tra le mani è roba seria. All'altezza delle migliori se si escludono le solite note. La classifica costruttori parla chiaro. Force India punti 51, McLaren 37, Toro Rosso 20, Sauber 5, Williams 0. Se l'anno scorso, il treno delle "altre" era guidato dalla Sauber, quest'anno è il turno della Force India. Applausi. 

6,5 - Mark Webber. E' il destino dei Sancho Panza di tutto il mondo. Obbligati ad apparecchiare la tavola per il Don Chisciotte di turno perché altro non si deve e può fare. Il pilota australiano partiva quinto ed è arrivato quarto con una macchina che Vettel ha portato in Paradiso. Sono 25 i secondi che al traguardo l'hanno separato dal compagno di squadra. Un'infinità, forse di più. E cosa dire del sorpasso subito dall'amico Alonso al giro numero 42? Quasi una resa. Che poteva assumere contorni decisamente più imbarazzanti se lo scontro con Van der Garde avesse prodotto danni maggiori. 

6 - Nico Rosberg. Il ritorno sulla Terra del supereroe di Montecarlo. Il tedesco della Mercedes è stato protagonista di una gara sul filo dell'anonimato. La doppia infilzata di Webber e Alonso al trentesimo giro rappresenta di fatto il segno evidente di una giornata di mezzi sorrisi che è stata portata a casa per il rotto della cuffia. E proprio perché dietro gli avversari erano poca cosa. Si può fare di più.

5 - Lotus. Va bene. Grosjean è una variabile impazzita. A volte, può sorprendere con gare da urlo, mentre in altre fa la barba al ridicolo. Tanto che verrebbe voglia di forzare la scuderia a dare il volante all'italianissimo Valsecchi, terzo pilota e oggi in panchina. Raikkonen, invece no, non si discute. E' un fuoriclasse, tra i best of della Formula 1 degli ultimi anni. Tuttavia, se la macchina non gira, c'è poco da fare. Il doppiaggio del finlandese da parte di Vettel, Alonso, Hamilton, Webber e Rosberg fa capire che in Canada si è consumato per la Lotus un flop memorabile. Da dimenticare al più presto per non perdere fiducia e speranza. Raikkonen al Mondiale ci crede ancora. C'è da giurarci. 

4 - Felipe Massa. Terzo schianto nelle ultime due gare per il brasiliano della Ferrari. Che prima della gara si produce in avvitamenti da saltimbanco che fanno la gioia degli avversari. A Monaco è partito in coda al gruppo. In Canada, sedicesimo. L'adagio che sa di regola dice che nella Formula 1 il vero valore del pilota è dato dalle sue prestazioni sulla pista bagnata. A Montreal pioveva e Massa ha fatto crack. Due indizi, anzi, venti, faranno una prova?

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