Formula 1

F1: comunicazioni in pista, passo e chiudo

La Fia cambia ancora il regolamento in corsa e dal Gp di Singapore vieta ai box di girare ai piloti informazioni utili in gara. L'obiettivo? Migliorare lo spettacolo

F1, passo e chiudo

Dario Pelizzari

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Si cambia in corsa, come d'abitudine per la Formula 1 che una ne fa e cento ne pensa. L'ultima modifica al regolamento, operativa e in vigore già dalla gara di domenica prossima a Singapore, riguarda i contenuti delle conversazioni in pista tra pilota e scuderia. La direttiva, confezionata su ordine del gran cerimoniere Charlie Whiting, parla chiaro: niente più consigli, segnalazioni e suggerimenti che possano in qualche modo favorire chi sta al volante e che d'ora in poi tornerà a essere un po' più padrone del suo destino. L'obiettivo? Sempre lo stesso, alzare l'asticella dello spettacolo spettinando quanto più possibile le certezze dei grandissimi. Che torneranno quindi a essere un po' più piloti e un po' meno ingegneri aerospaziali alle prese con numeri, statistiche e ragionamenti, che di fatto garantivano ai protagonisti la possibilità di conoscere l'andamento della corsa in tempo reale.

Nel dettaglio, non sarà più consentito agli uomini ai box dare dritte ai piloti in merito allo stato dell'arte della monoposto in gara, anche in caso di incidente. Quindi, bocche cucite via radio circa il bilanciamento del sistema di carica, dei freni e sulle regolazioni del differenziale. Così come non sarà più possibile, pena sanzioni che la Fia lascia intendere potrebbero essere pesantissime, dare conto del livello del carburante nel serbatoio e delle possibili soluzioni in corso d'opera per sistemare i piccoli grandi guai al cambio e al complesso e talvolta fragile equilibrio della power unit. Ma pure “accompagnare” i piloti nelle fasi calde della partenza, con accorgimenti dell'ultimo minuto e strategie più o meno prevedibili, più o meno necessarie. Qui box, passo e chiudo. Per la gioia di chi assiste alla sfida in pista dal divano di casa e in misura non trascurabile anche per gli stessi piloti, che finalmente potranno dedicarsi al loro mestiere senza continue interruzioni. Per Kimi Raikkonen oggi è un giorno di festa. Ma c'è di più.

Sì, perché tra le tante, tantissime restrizioni approvate dalla Fia - che soltanto un paio di mesi fa, a inizio luglio, aveva messo all'indice il Fric, il sistema di interconnessione idraulico delle sospensioni, giudicandolo fuorilegge perché produceva benefici aerodinamici non consentiti c'è il divieto senza appello di spifferare i modi e i tempi della concorrenza. Dai box non potranno dunque più arrivare indicazioni sulle prestazioni degli avversari, utilissime per calibrare la manovra e preparare la sortita.

La F1 spegne i radar in pista e lascia i piloti senza giubbotti di salvataggio. Dalla sfida di Marina Bay, l'unico e solo riferimento per chi guida sarà a portata di naso, come succedeva negli anni Settanta. Chi sbaglia, paga. Con una raccomandazione speciale a chi sta pensando di muoversi nell'ombra per fare lo sgambetto al regolamento: se gli uomini di Whiting, che tutto sanno e tutto possono sapere, scopriranno messaggi in codice da e verso la pista non avranno pietà sanzionando i responsabili con il cartellino rosso della frode sportiva, un salto nel buio che va a braccetto con il penale.

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