Alonso, ecco perché l'impresa è possibile

A meno tre gare dalla fine della stagione, il pilota della Ferrari può ancora strappare il titolo a Vettel. A meno che…

Alonso e Vettel, tre gare per decidere il Mondiale (Credits: AP Photo/Manish Swarup)

Dario Pelizzari

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Un filotto da mettere ko anche un veterano del calibro di Fernando Alonso, il sogno a occhi aperti di tutte le scuderie di Formula 1. Vettel-Vettel-Vettel-Vettel. Quattro vittorie negli ultimi quattro gran premi per il fenomeno della Red Bull, sempre più lanciato verso la conquista del terzo Mondiale consecutivo. Merito del pilota tedesco, certo, perché quando riesci a fare risultati degni di nota anche quando la macchina non gira come dovrebbe sei un fuoriclasse da copertina e tanti saluti ai detrattori. Ma pure di Adrian Newey, l’ingegnere aeronautico che sarebbe capace di mettere le ali anche a un trattore e che gara dopo gara mette a disposizione del team della lattina una monoposto sempre più competitiva.

Eppure, numeri alla mano, non è ancora detta l’ultima parola. Perché lo svantaggio di Alonso in classifica generale sul panzer tedesco è di “appena” 13 punti e in ballo, negli ultimi 3 gran premi in calendario, ci sono ancora 75 punti. Chiaro, a questo punto della stagione non è più consentito sbagliare nulla, perché basta un amen e la speranza si trasforma in disperazione. Tuttavia, i margini per tentare l’impresa ci sono e sono tutt’altro che trascurabili. Questione di dettagli e di sfumature, evidentemente, ma l’ex pilota della Renault di Briatore ci ha abituato a colpi di coda da superstar e finché la matematica non mette fine al sogno, tutto (o quasi) è possibile.

PERCHE’ Sì. Alonso è un guerriero da battaglie impossibili. Lo ha dimostrato anche in India. In gara è un leone, anche se parte spesso da posizioni improbabili a causa di una macchina che convince sempre poco in qualifica. Il quarto successo di fila di Vettel avrebbe potuto farlo cadere nella disperazione, vittima di un destino avverso che purtroppo non gli ha regalato grandi gioie negli ultimi tempi. Ma lui, Alonso, lotta come un forsennato, fino all’ultimo giro. Fin quando fa male, fin quando ce n’è. Il numero 1 della Ferrari non ha mai avuto la fortuna di avere in carriera una monoposto da prima fila e malgrado questo ha vinto due Mondiali (Renault) e nel 2010 è arrivato subito dietro il solito Vettel.

La Red Bull viaggia che pare un missile sulle piste che mettono in risalto la sua superiorità in fatto di aerodinamica, tante curve profonde e lunghe, da gestire con cura e discrezione. In Asia, è stato quasi un dominio. Dalle prove del venerdì alla gara della domenica. E il prossimo weekend ad Abu Dhabi potrebbe ancora correre sul velluto. I numeri di Vettel negli Emirati Arabi la dicono lunga sulle sue possibilità di fare bene ancora una volta. Per intenderci, nei tre gran premi disputati all’ombra delle terrazze d’oro, il tedesco ha vinto due volte e nel 2011 si è ritirato per cause tecniche dopo aver piazzato la pole position. Epperò, le cose potrebbero cambiare negli Stati Uniti e in Brasile, piste che dovrebbero premiare invece le qualità della Rossa di Maranello. E rilanciare le quotazioni di Alonso. Sempre che lo spagnolo riesca a contenere Vettel ad Abu Dhabi.

PERCHE’ NO. La Red Bull ha il titolo in tasca. Vettel è al settimo cielo e tutto gira a meraviglia come meglio non potrebbe. Il bilancio delle ultime 4 gare è da ko: 100 punti incassati dal tedesco contro i 48 messi in archivio da Alonso. In più, Newey ha già pronte nuove modifiche alla macchina che potrebbero spingerla sempre più in alto. Un fuoriclasse a disposizione di un altro fuoriclasse, roba da ricchi. Numeri alla mano, Vettel può permettersi inoltre il lusso di gestire la situazione a suo piacimento. Con i 13 punti di vantaggio, potrebbe vincere il Mondiale pure arrivando tre volte secondo. Nel caso, l’unica possibilità di Alonso sarebbe di vincere sempre e comunque. Fantascienza.

Webber batte Massa 167 (punti) a 89. Vettel ha un altro vantaggio. Può contare suo malgrado su un compagno di squadra che gli può fare da tappo. Tra i due gioielli della Red Bull non corre certo buon sangue, epperò gli ordini di scuderia non si discutono, pena l’esilio in terre lontane. Se Vettel parte davanti a tutti e Webber riesce a stargli a ruota, è difficile pensare che Alonso possa ripetere il miracolo sine die. Massa sembra rigenerato dalla conferma di Montezemolo, ma siamo su altri pianeti. Il suo contributo alla causa è stato fin qui prossimo allo zero. Colpa sua o di Alonso che ha fatto sempre molto meglio di quanto avrebbe fatto qualsiasi altro pilota al suo posto? La parola a Domenicali, team principal di una Rossa che crede ancora nella mission impossible.

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