Formula 1

Alonso non correrà in Bahrain. L'addio alla Ferrari, l'inizio dei guai

Il pilota McLaren costretto a saltare la gara per le conseguenze dell'incidente di Melbourne. Quante delusioni da quando ha lasciato Maranello

alonso

Dario Pelizzari

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C'è che quando la buona sorte decide di fare i capricci, le colline diventano montagne e i ruscelli fiumi impetuosi. Lo sa bene Fernando Alonso, asturiano di anni 34, pilota Ferrari dal 2010 al 2014, fuoriclasse del volante declinato alle vicende della Formula Uno. Ieri mattina, l'ultima doccia fredda: i medici della Fia, la Federazione che bada alle cose della F1, gli hanno detto che dovrà saltare un giro perché... la salute prima di tutto. Colpa dell'incidente da brividi di cui è stato assoluto protagonista sulla pista australiana di Melbourne, prima tappa del mondiale 2016. Sembrava una cosa da nulla, tanto spavento e poche conseguenze, leggi un ematoma al ginocchio da curare con la pomata giusta e una fasciatura come si deve. Al rientro in Spagna, tutta un'altra storia. Il dolore non passa e gli accertamenti non dicono bene. La diagnosi: pneumotorace e una frattura alle costole da non prendere sotto gamba. Tradotto: niente allenamenti fino a nuovo ordine, tanto riposo e tanta pazienza. 

Poi, il Bahrain. Alonso è sbarcato sul circuito di Sakhir, tappa numero due del campionato (diretta Sky domenica 3 alle 17), con il desiderio impetuoso di salire sulla sua McLaren e prendere parte alla gara. Perché il samurai, quello vero, non si arrende mai. "Volevo provarci. Ero pronto ad affrontare il dolore, perché tutto sommato è gestibile. Ma i dottori hanno detto 'zero rischi'. Io capisco e rispetto la loro decisione, anche se sono triste e scontento". Passo e chiudo. E avanti un altro, che si chiama Stoffel Vandoorne, ha 24 anni ed è il pilota di riserva della scuderia griffata Honda. Sarà lui a fare coppia con Jenson Button del Gp del Bahrain. Lui e non Alonso, che sperava nella comprensione dei professionisti in camicie bianco, almeno per fare un tentativo nelle prime libere del giovedì. Ma il via libera non è arrivato e la ragione è colma di buon senso: cosa sarebbe accaduto se il pilota spagnolo fosse rimasto coinvolto in un nuovo incidente? La jella, come è noto, ci vede benissimo.

Proprio così, da quando l'ex idolo delle folle in rosso ha lasciato Maranello per cercare fortuna nell'abitacolo della McLaren è stato protagonista, suo malgrado, di una lunga serie di scivoloni che nemmeno "Paperino" Raikkonen. Il primo, storia del 22 febbraio 2015. Sul circuito del Montmelò, in occasione dei test invernali, Alonso finisce fuori pista in circostanze spiegate poco e male e finisce all'ospedale, dove rimane per tre giorni tre. Altro che una botta da nulla. I medici vogliono vederci chiaro e lo sottopongono a esami approfonditi per escludere piccole e grandi disgrazie. Alonso torna in pista per la seconda gara della stagione, in Malesia. Parte 18° e arriva 21°. Colpa della power unit Honda, che lo costringe alla resa al giro 21. Vince il nuovo imperatore della Ferrari, Sebastian Vettel, roba da non dormirci la notte per il tormento. Si dirà, il meglio deve ancora venire. E invece, no. E' soltanto la prima delusione di un anno da bruciare con le foglie secche.

La McLaren non va. Peggio: è sbagliata da capo a piedi. Alonso risponde con il sorriso di chi sa di aver preso una cantonata grossa come una casa che è però bene non ammettere in modo troppo evidente per non essere canzonati a vita e fa il suo come deve, come può. Nell'attesa che in Giappone capiscano dove mettere le toppe. Non ci riescono. L'anno inizia male e finisce malissimo. Con le due McLaren a raccogliere margherite in fondo alla classifica. C'è di più. In Austria, il 21 giugno, pronti e via e prende forma una riunione tra vecchi compagni di classe. Al primo giro, Raikkonen (guai a chi dice 'e chi se no?') perde il controllo della sua Ferrari e incrocia sulla sua traiettoria la McLaren di Alonso, che travolge la SF15-T in uno schianto che mamma mia. I piloti non si fanno niente, ma la felicità è un'altra cosa. Annus horribilis, capitolo chiuso. Succede anche ai grandissimi, niente drammi. Poi, Melbourne. Il capitombolo con Gutierrez. La paura. Che diventa prima speranza, poi tristezza. Alonso salterà il Bahrain per ragioni di sicurezza. Si dica sottovoce all'attenzione di una pilota che merita un rispetto infinito per via di un talento senza confini: tutto sommato, alla Ferrari, non si stava proprio malissimo, no?

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