Zanardi: “Red Bull favorita anche nel 2014”

Il popolare conduttore tv ed ex pilota di F1 è convinto che le novità che saranno introdotte dal prossimo anno non sposteranno i valori in pista. E su Raikkonen: “Io avrei scelto Hulkeberg”

Alex Zanardi vede la Red Bull davanti a tutti anche nel 2014, indipendentemente dalle nuove regole sui motori. (Credits: Ansa)

Dario Pelizzari

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Formula 1 ultima frontiera. Dal 2014 parte la rivoluzione. Cambia il regolamento, cambiano le macchine. Che dovranno essere meno performanti sotto il profilo dei consumi e più vicine, almeno nell'approccio, alle auto che guidiamo tutti i giorni. In estrema sintesi, meno aerodinamica e più elettronica con il supporto di propulsori a pistoni 4 tempi di 1600 cc di cilindrata. Ecco le indicazioni che dovranno seguire i team per preparare le monoposto per il prossimo anno. La Fia guarda avanti e sceglie la novità per dare uno scossone agli equilibri della F1 attuale. Ma sarà sufficiente per far cadere Sebastian Vettel e la Red Bull dal piedistallo?

“Per sapere cosa succederà nel 2014 con il nuovo regolamento, più che Alex Zanardi bisognerebbe interpellare una sfera di cristallo visto quante cose cambieranno – dice a panorama.it l'ex pilota di Minardi, Jordan, Lotus e Williams, due volte oro ai Giochi paralimpici e ormai da tempo personaggio noto della tv grazie a “Sfide”, il programma di Rai Tre che stasera (ore 23,10) racconterà gli alti e i bassi di Mario Balotelli -. E' logico che chi ha già scoperto qual è la strada che porta al successo, vedi risultati in pista e prestazioni migliori, abbia più elementi in mano per iniziare a costruire una monoposto diversa ma che avrà comunque grandissimi punti di contatto con la macchina che corre quest'anno. A mio parere, la Red Bull partirà ancora una volta favorita”.

Tuttavia, dal prossimo anno le scuderie avranno meno spazio per sviluppare l'aerodinamica, il vero fiore all'occhiello della Red Bull firmata Newey.

“Ritengo che più si penalizza il carico complessivo capace di essere generato dalla vettura più aumenta il divario tra chi ha la capacità e la disponibilità economica di fare molti test e tutti gli altri. Generalmente, quando si fanno queste modifiche a livello regolamentare il vero obiettivo è aiutare le squadre che inseguono per migliorare globalmente lo spettacolo. Io però non sono convinto che questi cambiamenti saranno efficaci in tal senso”.

Che i tifosi della Ferrari si mettano l'anima in pace, quindi. Il nuovo regolamento non aiuterà Maranello a colmare il gap con la Red Bull.

“Credo che ridurre il carico aerodinamico non faccia altro che aiutare chi ha già più conoscenze in questo campo, Red Bull su tutte. E poi, va detto che i tifosi della Ferrari spesso si lasciano condizionare dai titoli della stampa. Che all'inizio dell'anno sono trionfalistici, del tipo 'Ferrari alla riscossa', e a fine stagione sono di segno esattamente contrario. Oggi ne ho visto uno bellissimo: “Chi l'ha vista?”. Capisco il desiderio di vedere una Ferrari vincere il campionato del mondo e sarei ovviamente felice se a Maranello riuscissero a consegnare ad Alonso e a Raikkonen un'auto migliore, ma per fortuna o purtroppo ci sono anche gli altri. La competizione è di altissimo livello. E se non sbaglio lo spagnolo è al secondo posto in questo momento. Quindi, non va proprio malissimo, anzi. E certo non faceva questi risultati quando guidava la Minardi”.

Qualche dubbio su Alonso?

“Nessun dubbio, è un grandissimo, ma ci sono altri piloti molto bravi in Formula 1. Da un paio di anni, il pilota spagnolo è grande soprattutto nei confronti di Massa, che con tutto il rispetto per lui è da un po' di tempo che non riesce a fare le cose che in passato gli riuscivano. Ma questo fa ormai parte del passato, perché la Ferrari ha deciso di puntare su Raikkonen”.

Ecco, cosa ne pensa del pilota della Lotus? Era la scelta migliore per Maranello?

“Se questa domanda mi fosse stata fatta poco dopo le qualifiche del Gran premio della Corea avrei detto che la Ferrari avrebbe avuto bisogno di un pilota capace di fare la differenza anche nei giri che valgono la prima fila in partenza. Perché a volte ti viene il sospetto che Alonso possa fare di più nel giro secco. Forse lo spagnolo avrebbe bisogno di un ragazzo che lo sproni da questo punto di vista. Tanto per intendersi, Raikkonen partiva decimo e a Singapore aveva fatto addirittura peggio, tredicesimo. Insomma, mi sono detto, forse c'era bisogno di qualcun altro al fianco di Alonso, magari di un pilota di prospettiva come Hulkenberg”.

Poi, la gara.

“Sì, con la gara è cambiato tutto, anche la mia opinione. Perché se dovessi dire la mia da spettatore e basta non potrei che togliermi il cappello di fronte a un pilota che firma un'impresa come quella di cui è stato protagonista Raikkonen. Ripeto, avrei puntato già dall'anno scorso, se non addirittura dall'anno prima ancora su un pilota da tirar su come Hulkenberg. Sulla carta, complementare ad Alonso”.

E Hulkenberg non è Raikkonen.

“Non mi sembra che il finlandese sia proprio complementare ad Alonso, semmai sono due piloti che si stimoleranno a vicenda, anche se mi pare difficile che riescano a farlo senza che uno dei due salti per aria”.

E cosa dire di Vettel? Per alcuni è già il migliore di sempre, mentre per altri bisogna attendere ancora qualche anno prima di considerarlo il più grande di ogni tempo. La Red Bull, dicono questi ultimi, va troppo veloce per avere rivali.

“Se Vettel avesse fatto gli stessi identici risultati su una Ferrari nessuno avrebbe avuto dubbi a segnalarlo come il migliore di sempre. Ma dico di più: credo che ogni pilota della Formula 1 di oggi invidi più Vettel per i risultati che ha raggiunto piuttosto che Alonso per la macchina che guida. Quando vinci e vinci così tanto ci deve essere quello che hanno avuto tanti altri campioni. Non vinci soltanto perché hai un'ottima monoposto. E non dimentichiamoci che Vettel ha vinto anche con la Toro Rosso sotto l'acqua di Monza. Se poi è passato alla Red Bull è perché qualcuno ha pensato che se lo meritasse. In questo momento, oltre ad avere una grandissima macchina sotto il sedere, il campione del mondo in carica viene anche da una serie di risultati che gli hanno regalato una fiducia incredibile. Questo è un ragazzo convintissimo, gli riesce tutto. Perché quando sei così forte diventi anche maledettamente fortunato”.

Al contrario del compagno di squadra Webber, che non ne azzecca uno nemmeno per sbaglio.

“Per come gli stanno andando le cose, se oggi a Webber gli attraversasse la strada un gabbiano gli farebbe esplodere la macchina. Guardi Vettel ed è un'altra storia. Lo scorso anno, al Gran premio del Brasile, gara decisiva per assegnare il titolo mondiale, il tedesco ha rimediato due castagne così grandi che qualsiasi altra monoposto si sarebbe fiaccata a bordo pista con due sospensione divelte. Eppure, a lui non è capitato. E ha vinto un mondiale che si era meritato grazie a una fortuna incredibile”.

Tornando alla Ferrari. Zanardi, non è convinto della scelta di Maranello di aver assunto Raikkonen e non crede nemmeno che il nuovo regolamento possa cambiare le carte in tavola a favore del Cavallino. Zanardi, chi tifa Ferrari non sarà certo felice.

“D'accordo, non sono convinto di queste cose ma penso che la Ferrari abbia le credenziali migliori per riuscire a fare quell'ultimo salto di qualità che le consenta di essere più forte della Red Bull. Sperare di avere ragione degli avversari perché cambiano i regolamenti e li fanno apposta per te, sarebbe sbagliato oltre che antisportivo, no? Quindi, io credo che la Ferrari possa sperare di vincere perché è una squadra della Madonna, punto. Se io potessi scegliere, sceglierei ancora di guidare una Ferrari e non una Red Bull”.

@dario_pelizzari

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