Ferrari: le notizie (quasi tutte) positive dopo il Gp del Bahrain
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Ferrari: le notizie (quasi tutte) positive dopo il Gp del Bahrain

Ecco perché Vettel può lottare per il Mondiale ma la macchina deve crescere in prova. Attesa la reazione Mercedes

Il Gran Premio del Bahrain chiude la prima mini fase della stagione del Mondiale. La Formula Uno torna verso l'Europa per iniziare la fase centrale del suo cammino, quella in cui i rapporti di forza reali emergeranno. Non è detto che le indicazioni delle prime tre gare siano fallaci. Anzi. 

Il primato nella classifica mondiale di Vettel su Hamilton (68 punti contro 61) e della Ferrari nella graduatoria costruttori (102 a 99) sono indicatori di una ritrovata competitività, anche oltre quando sperato nei test invernali. Non tutto, però, è filato liscio e al team della Rossa rimane un grande lavoro da fare nello sviluppo della vettura. Per evitare che si ripeta l'esperienza dell'anno scorso, quando in primavera la red Bull ha operato il sorpasso e la Mercedes è volata via.

Le indicazioni positive dei primi tre Gp del Mondiale

Le indicazioni positive ricavate dalle prime tre sfide della stagione sono la maggioranza rispetto a quelle negative. Soprattutto c'è Sebastian Vettel che pare veloce come ai vecchi tempi, quelli in cui con la Red Bull era abituato a dominare il Mondiale.

Squadra concentrata e strategie vincenti - La prima cosa che balza all'occhio è la capacità di leggere strategicamente le gare. Così sono arrivate le vittorie in Australia e Bahrain (grazie all'undercat ai box) e anche in Cina la chiamata era stata azzeccata. Gli errori in serie sono un ricordo del passato.

Vettura ok con le Pirelli soft - La SF70-H è parsa la vettura più capace di intrpretare le soft della Pirelli. Le consuma meno, è velocissima e può disegnare strategie differenti rispetto alle rivali. Merito dell'aerodinamica molto performante.

Nervosismo Mercedes - I pugni sul tavolo di Toto Wolff e le parole di Hamilton confermano che la Mercedes ha subito il colpo di una Ferrari competitiva. Anche essere stata beffata due volte ai box segna un cambiamento nei rapporti di forza.

Aggressività in pista - Vettel molto aggressivo è stato un valore aggiunto a quello della vettura. Non potrà essere sempre così, ma al momento il tedesco è stato praticamente perfetto nella gestione dei momenti della gara.

Su cosa la Ferrari deve ancora lavorare 

Poi ci sono anche le cose su cui la Ferrari dovrà lavorare duramente nei prossimi mesi. Non sempre, infatti, il raccolto potrà essere il massimo rispetto a quanto seminato in pista e ai box e la sfida Mondiale promette di essere un duello lungo fino a novembre.

Mercedes più veloce in prova - La scuderia tedesca si è dimostrata ancora più veloce sul giro secco. Non c'è stata quasi mai partita e il rischio è che la prima fila sia monopolizzata da Hamilton e Bottas rendendo le partenze una sorta di roulette russa rischiosissima.

Gioco di squadra - Hamilton è il capo squadra e Bottas la sua spalla. In Mercedes le gerarchie sono chiare, mentre in Ferrari i giri percorsi da Vettel alle spalle di Raikkonen in Cina e che hanno ridotto le chance di vittoria segnalano che il nodo non è ancora stato sciolto.

Capacità di sviluppo della Mercedes - I tedeschi hanno capito di avere un avversario tosto da combattere e si stanno concentrando sugli sviluppi tecnologici. Sono ancora i migliori nella mappatura della power unit e tenteranno di colmare il gap sulla questione Pirelli-soft. La vera sfida si combatte qui.

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Una suggestiva immagine della Ferrari a Shakir

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Giovanni Capuano