Economia

Indagine Uefa su Inter e Roma: le tre cose da sapere

Nel mirino le possibili violazioni al fair play finanziario. Ecco le motivazioni, i tempi e le possibili conseguenze sportive

UEFA Champions League draw

Gianluca Ferraris

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Forse non si tratta ancora della mannaia promessa a inizio estate da monsieur Michel Platini, e per la quale a questo punto qualcuno (soprattutto dalle parti di Parigi e Manchester) potrebbe legittimamente essere scosso da qualche tremolio. Sta di fatto che ieri, con una nota ufficiale, il Club Financial Control Body (ovvero l'organismo Uefa deputato alle verifiche del rispetto delle normative in tema di fair play finanziario) ha comunicato che anche due club italiani, l’Inter e la Roma, sono nel mirino dei contabili del pallone europeo, insieme con altri cinque (Liverpool, Monaco, Besiktas, Sporting Lisbona e Krasnodar) per possibili violazioni alle regole del Ffp. La stessa Uefa ha precisato che le società monitorate dovranno fornire informazioni supplementari nei termini fissati dall’organo di vigilanza, che successivamente – la data più probabile si attesta tra la fine di novembre e la metà di dicembre – fornirà ulteriori comunicazioni, compresa l’eventuale adozione di misure cautelari.

La camera investigativa del Cfcb, inoltre, ha bloccato il pagamento dei premi ad altre cinque squadre che partecipano alle competizioni Uefa 2014/15 come misura cautelare in attesa di approfondimenti di indagine. I club in questione (Bursaspor, Cluj, Astra Giurgiu, Buducnost Podgorica e Fk Ekranas) risultano avere al 30 giugno scorso debiti nei confronti di altri club, dipendenti e autorità fiscali. Nel complesso, fa sapere l'Uefa, compresi i club già citati e le nove squadre che in estate hanno firmato accordi transattivi per la scorsa stagione, sono ben 115 i club che rimarranno sotto controllo e che sono stati invitati a fornire al Cfcb ulteriori informazioni, come i dati finanziari per l'esercizio chiuso nel 2014, la situazione debitoria al 30 giugno 2014 e il previsionale della stessa voce al 30 settembre 2014.

Cosa significa

La notizia ha subito fatto scalpore, non solo per l’importanza dei club citati ma soprattutto perché in molti si attendevano che le prime azioni formali del Cfcb non potessero che avvenire prima della primavera 2015, cioè durante il periodo che porta alla verifica definitiva del rispetto dei parametri del Fair play finanziario sui bilanci della stagione precedente e alla definizione di eventuali sanzioni o degli accordi transattivi, come accaduto alla fine dello scorso mese di maggio. Periodo al termine del quale già in molti ipotizzavano l'accensione di un faro su Roma e Inter.

In realtà, come hanno spiegato diversi addetti ai lavori, il Cfcb ha solo effettuato una prima valutazione in merito al rispetto del requisito del pareggio di bilancio e dell'assenza di debiti scaduti e decidere che gli stessi siano sottoposti a monitoraggio (in questo momento sono in questo stadio un totale di 115 dei 237 club partecipanti, peraltro), ovvero aprire delle investigazioni formali, come fatto con i 7 Club citati, dando tempo fino a ottobre/novembre per fornire i chiarimenti richiesti. Quello che sta soltanto accadendo, insomma, è probabilmente che la Uefa sta alzando il livello di visibilità delle procedure previste, nel senso che nonostante la gravità delle violazioni commesse, l'anno scorso il Cfcb non aveva scritto nemmeno un rigo sulle 9 squadre che poi hanno firmato gli accordi transattivi a maggio (fra i quali il Psg e il City), nonostante le problematiche fossero note e certamente anche in quel caso fosse stato attivato un processo formale di monitoraggio. I passaggi successivi, fra gennaio e aprile, sono quelli in cui il Cfcb entrerà nel vivo delle valutazioni fino a giungere, indicativamente nel mese di maggio, all'adozione dei provvedimenti ritenuti necessari.


La situazione delle squadre italiane iscritte alle coppe europee ricalcolata in base ai parametri del Fair play finanziario
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Le reazioni delle italiane

L’Inter incontrerà l’Uefa a Ginevra per illustrare i futuri piani finanziari. A comunicarlo è stato il ceo della società Michael Bolingbroke durante il cda della società tenutosi nel tardo pomeriggio di ieri. I nerazzurri, freschi di rientro nelle coppe europee, per rientrare anche nei parametri richiesti dalle manifestazioni continentali avranno bisogno di una robusta virata sul fronte contabile ma da via Durini trapelano “serenità e ottimismo” dato che la gestione Thohir, i cui vertici sono disposti a illustrare più nel dettaglio agli organi federali, “si concentra proprio sul risanamento economico della società proiettandola verso l'autofinanziamento. Il percorso prevede una riduzione dei costi ed un incremento dei ricavi e già l’abbassamento del tetto ingaggi ha permesso un notevole risparmio (la cifra è stata ridotta di un terzo)”. Inoltre, nelle settimane scorse, via Durini ha anche rinegoziato debiti quinquennali con le banche per 250 milioni complessivi. Nel viaggio a Ginevra i dirigenti dell'Inter esporranno quindi i piani del club per il futuro prossimo, con l'obiettivo di allinearsi alle norme del fair play finanziario.

Non dissimile la posizione della Roma, che a differenza dell’Inter è quotata in Borsa ma non pare aver ricevuto richieste di integrazioni da parte della Consob, presso la quale è peraltro già monitorata trimestralmente: "Siamo felici di aprire un dialogo costruttivo con l’Uefa su questo tema: siamo certi che verranno riconosciuti i risultati ottenuti finora e che la nostra politica societaria possa essere considerata un modello per futuri investimenti nel calcio europeo” scrivono i giallorossi sul loro sito ufficiale, aggiungendo che il club di James Pallotta "sostiene gli sforzi fatti fin qui dalla Uefa a favore del Financial fair play, al fine di garantire una stabilità finanziaria nel settore calcio: tutto questo è in perfetta sintonia con le nostre strategie societarie. Soltanto tre anni fa l’attuale proprietà ha rilevato un sodalizio in evidente difficoltà economica e ha messo in chiaro sin da subito che l’avrebbe gestito come un'azienda finalizzata a massimizzare i successi economici di pari passo con le prestazioni sportive. Siamo davvero orgogliosi dei traguardi economici e agonistici raggiunti nel breve termine e siamo ancora più ottimisti guardando al futuro".

Cosa dobbiamo aspettarci?

Difficile capire adesso cosa rischino le due squadre italiane e le altre big coinvolte, dato che mancano diversi step formali e c’è tempo per eventuali correzioni di rotta (anche se i bilanci preventivi al 30 settembre, ahimé, resteranno quelli).

L'Inter è appesantita dai debiti, ma il suo processo di risanamento potrebbe convincere l'Uefa a comminarle solo una sanzione

La situazione più difficile pare riguardare l’Inter che deve rispondere di un rosso di quasi 85 milioni al 30 giugno di quest’anno: lo sforamento massimo consentito è di 45 milioni ma la previsionale 2014/2015 ipotizza, per ora, una perdita operativa vicina ai 50. Se non interverranno operazioni di finanza straordinaria, calciomercato o un semplice miglioramento congiunturale, potrebbe addirittura scattare l'esclusione di un anno dalle coppe.
La società proverà a incassare una multa salata o una sanzione meno traumatica (limitazione da 25 a 21 giocatori per la lista europea, oltre a taglio dei ricavi e proventi dalla Uefa) puntando sul fatto che, come detto, i conti sono in via di miglioramento. La Roma, come Monaco e Liverpool, rischia invece solo un blando provvedimento economico.

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