Bee e Licia, il nuovo Milan prende forma

I dettagli dell'accordo tra Silvio Berlusconi e il tycoon thailandese per la società rossonera, seguito passo passo dall'ex eurodeputata Ronzulli

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Gianluca Ferraris

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Il set è una sala da pranzo: non una qualunque, ma quella di Arcore. Attorno al tavolo che abitualmente ospita le riunioni di famiglia e benedice le decisioni chiave dell’impero, giovedì 4 giugno sedevano Mr. B e Mr. Bee, al secolo Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol, il magnate thailandese che rileverà da Fininvest il 48 per cento del Milan. Con loro c’erano Licia Ronzulli, ex europarlamentare di Forza Italia alla quale si devono la paziente opera di tessitura dei rapporti tra i due e il riavvicinamento dopo le incomprensioni di maggio, il direttore generale e il responsabile Business Development di Fininvest, Danilo Pellegrino e Alessandro Franzosi, e l’advisor di Bee Gerardo Segat.

L’accordo prevede un diritto di negoziazione esclusiva per otto settimane ma, come è in grado di rivelare Panorama.it, verrà ratificato molto prima, probabilmente entro la prima metà di luglio, anche perché esiste un preliminare firmato a Lugano meno di 24 ore dopo il pranzo della svolta. Contrariamente a quanto circolato nelle scorse settimane, non esistono lettere d’intento nè putcall. In altre parole non è sancito l’impegno di Bee a incrementare ulteriormente la sua partecipazione nel tempo, né la precedenza o l’obbligo di riacquisto da parte di Fininvest.

L’unico imperativo messo nero su bianco è la quotazione del Milan a Hong Kong o Singapore, dove sarà collocato il 25 per cento delle azioni. Immutate anche le deleghe: a Barbara Berlusconi marketing e stadio di proprietà, ad Adriano Galliani la gestione sportiva. L’ex premier resterà presidente e, in pratica, continuerà a seguire in prima persona la squadra del cuore, mentre Taechaubol siederà in cda e avrà la responsabilità dei nuovi mercati. È stata proprio l’ambiziosa strategia di sviluppo a conquistare Berlusconi e a spingere verso l’alto la valutazione del Milan, ora con oltre un miliardo di euro in linea con quella dei club più blasonati. In agenda, oltre a 150 milioni da investire nel calciomercato che accresceranno da subito l’asset value della squadra, ci sono  ambiziosi accordi di marketing a molti zeri con alcune multinazionali asiatiche che sposeranno il brand rossonero con iniziative dedicate a un mercato consumer da quasi quattro miliardi di persone. 

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