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F1, veleni sul fiocco giallo della Ferrari al Gp d'India

Le Ferrari, pronte al Gran Premio d'India, sfoggiano la bandiera della Marina militare a sostegno dei marò Girone e Latorre, prigionieri da quasi 8 mesi nel Paese asiatico. Ma non mancano le polemiche, come quella di Giuliana Sgrena

La calandra della Ferrari, con la bandiera della Marina militare e il fiocco giallo a sostegno dei marò Girone e Latorre. Credits: LaPresse

Un fiocco giallo, tanto atteso e invocato, che ora campeggia sulle monoposto della Ferrari, pronte al Gran Premio d'India. Con la bandiera della Marina Militare, a sostegno dei due fucilieri del San Marco, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, fermati quasi 8 mesi fa proprio in India, con l'accusa di aver causato accidentalmente la morte di due pescatori, scambiati per pirati. Un fiocco che però ora è accompagnato dai veleni.

La casa di Maranello ha infatti deciso di mettere sulla calandra delle monoposto di Fernando Alonso e Felipe Massa, in occasione del GP di domani, la bandiera della Marina, per "rendere omaggio a una delle migliori eccellenze del nostro Paese auspicando che le autorità indiane trovino presto una soluzione per la vicenda che vede coinvolti i due militari della Marina italiana". Ma proprio mentre le "rosse" si preparano a scendere in pista sul Buddh International Circuit di Noida, vicino a New Dehli (con grande emozione da parte dei familiari dei due marò), il sostegno ai militari italiani è stato accolto anche da qualche critica.

A levare gli scudi contro l'iniziativa della Ferrari, che ha ottenuto l'appoggio del Presidente, Luca Cordero di Montezemolo, è stata in particolare Giuliana Sgrena. La giornalista de il manifesto, rapita in Iraq e liberata in un blitz costato la vita all'agente dei servizi segreti, Nicola Calipari, ha commentato: "Il gesto della Ferrari è una vergogna" chiedendosi: "Da quando nello sport una squadra si schiera a fianco di una forza militare?".

Parole che suonano come veleno non solo per le famiglie di Girone e Latorre, che come sempre evitano polemiche che potrebbero nuocere ai fulicieri ancora in attesa di un eventuale giudizio in India. A reagire è ancora una volta tutta la comunità militare, che già da settimane chiede maggior attenzione sul caso. Proprio nelle scorse ore uno dei due fucilieri, Massimiliano Latorre, sarebbe anche stato male, accusando aritmia cardiaca, cioè uno scompenso legato a forti fattori stress e tensione. Secondo la Sgrena, però, i due italiani del Reggimento San Marco meritano di restare in India, in barba alle leggi internazionali secondo le quali devono essere giudicati in Italia in quanto militari. La giornalista ha definito infatti l'India "un grande paese democratico, sicuramente meno corrotto dell'Italia". Roba da lasciare di stucco, chiedendosi se sia più offensivo per il nostro Paese o per i militari e le migliaia di persone che in India subiscono ogni giorno gravi violazioni dei diritti umani, riconosciute dalle organizzazioni internazionali, in particolari sulle donne.

In ogni caso, la Ferrari sembra non aver voluto raccogliere la provocazione della giornalista, continuando ad essere intenzionata a manifestare il proprio supporto a Girone e Latorre. Del resto, l'obiettivo della comunità militare e in particolare delle famiglie dei marò è, al contrario, quello di coiinvolgere anche altre realtà del mondo sportivo, e in particolare il calcio, in iniziative analoghe di sostegno e sensibilizzazione alla causa. Per ora è già un traguardo che la Ferrari abbia accolto l'appello. Ora si attendono altre risposte, dimenticando le polemiche e magari sperando in un successo delle rosse, con tanto di bandiera della Marina militare o di fiocco giallo sulla tuta, da esibire sul podio.

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