Sport

Evoluzione della specie

L’ala rigida dei catamarani in gara è la vela del futuro, veloce e adrenalinica, che sa rendere appassionante anche in tv un evento indimenticabile dal vivo

Il catamarano AC45 RedBull Italia impegnato in un giro di prova nelle acque del bacino di San Marco al termine della presentazione di America's Cup Youth Race, che si correrà a San Diego nel 2013 (Credits: ANSA/ANDREA MEROLA)

Cosa succederà nella Baia di San Francisco quando una raffica da 30nodi andrà a colpire i 260 metri quadrati della gigantesca ala rigida di un Ac72, il mega catamarano ideato per sfida della 34ma Coppa America? È quello che si stanno chiedendo tutti, specie dopo aver assistito in questi mesi agli spettacolari capitomboli dei «piccoli» Ac45 con i quali si stanno disputando le America’s Cup WorldSeries, gli atti preliminare in programma dal 2011 fino a 2013, alla vigilia delle Coppa.

L’Ac 45, che pure è lungo quasi 14 metri conun albero di oltre 24 metri, sembra un cucciolo di fronte alla maestosità dell’Ac72: scafi di 22 metri e ala rigida di 40 metri, una riserva di potenza immensa da sviluppare e difficilissima da controllare.

Lo skipper di Luna Rossa Max Sirena dice che «in fondo regolare queste vele non è più faticoso che sulle vecchie barche di Coppa America». Ma sta di fatto che, mentre sugli Ac45 il peso medio dei cinque uomini d’equipaggio è di 85 chilogrammi, sull’Ac72 si sale a 92 chili per undici uomini. Tutti sono chiamati ,a parte il timoniere che in alcune situazioni però deve anche occuparsi dell’ala, a quel lavoro di fatica che sulle vecchie barche svolgevano i grinder. Molti di loro venivano dal canottaggio, non serviva esperienza velica, ma solo tanta forza da scaricare sulle manovelle dei winch per cazzare le vele. Con l’equipaggio ridottosolo a 11 persone i velisti devono essere molto più eclettici e, soprattutto, devono avere un gran fisico. Per questo molti sono stati scelti tra le promesse olimpiche dei catamarani e dei Finn, una barca che si porta da soli e richiede un notevole impegno.

L’Ac45 naviga con vento da 5 a 30 nodi, proprio per evitare quelle attese delle ultime Coppe che rendevano noiosa la copertura televisiva. Si muove con poco vento e vola sotto raffica, diventando pericoloso: al minimo sbaglio l’equipaggio viene scagliato in mare. Le spettacolari immagini delle «scuffie» del Ac45 hanno fatto rabbrividire molti velisti, pensando alla potenza dell’ala dell’Ac72. Ma le derive più profonde della barca grande, in teoria dovrebbe limitare il rischio. Ciò non toglie che la sicurezza dell’equipaggio è al primo posto nei pensieri degli skipper: impossibile pensare di salire a bordo senza casco e senza il giubbetto salvagente.

Gli Ac45 sono tutti uguali e quindi vince chi fa le scelte migliori in mare e manovra meglio. Diverso il discorso per gli Ac72: ci sono dei parametri da rispettare, ma ogni team sviluppa un progetto diverso. Gli americani sono avvantaggiati, ma qualcuno potrebbe tirar fuori dal cilindro un coniglio vincente.

© Riproduzione Riservata

Commenti