Luciano Lombardi

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Dopo la lunga parentesi negativa delle tappe iniziali segnate dal freddo e dalla pioggia, la seconda parte dell'European Motorcycle Cup approda a Brno finalmente sotto le migliori delle condizioni meteo possibili.

Manca un mese esatto al momento in cui questo stesso asfalto sarà gommato dagli pneumatici del Motomondiale e l'impatto con l'impianto ceco è sempre notevole, a partire dal tratto di strada immerso della foresta che ti accompagna al suo ingresso.

Lo stesso può dirsi per il colpo d'occhio sul tracciato, anche solo affacciandosi dal muretto della pit lane. D'altra parte, non è più un segreto che, per chi scrive ma non solo, questo circuito rappresenti lo stato dell'arte delle piste d'Europa, la summa di tutto quello che un pilota - a tutti i livelli - possa desiderare.

Il suo fascino deriva dalla completezza, che si manifesta in una capacità con pochi pari di essere veloce e al tempo stesso tecnico, con quei dislivelli, le chicane, quei curvoni in appoggio.

Un unico neo è rappresentato dal fatto che in alcuni tratti, l'asfalto - completamente rifatto nel 2008 - comincia a far sentire i segni del tempo, con qualche buca e qualche sconnessione di troppo.

Per il resto, girare qui è davvero un'esperienza che ogni pilota dovrebbe fare almeno una volta nella vita.

DAY 1

Come sempre, negli eventi dell'EMC che portano la firma dell'organizzatore tedesco Actionbike, tutto ha inizio nel box trasformato in quartier generale, nel quale avvengono tutte le procedure burocratiche, dalla firma dello scarico di responsabilità alla consegna del braccialetto identificativo per entrare in pista e del transponder che, installato sulla moto, terrà traccia di tutti i tempi sul giro.

Novità di quest’anno, la possibilità di visualizzare questi ultimi sia sui monitor presenti nell’headquarter che su Race Monitor, un’app per smartphone.

Considerando che a questo evento gli iscritti sono oltre 250, è facile immaginare il continuo via vai dei piloti tra il banco degli organizzatori e le rispettive moto nei box o nel paddock, sotto i gazebo.

Noi, come ormai da prassi, siamo al seguito del Twister Racing Team, la squadra milanese di Andrea Francescotti che, in questa occasione, schiera ben nove piloti.

Quando, per il gruppo in cui siamo stati inseriti, il B, si avvicina l’ora di entrare in pista per il primo turno della giornata, le gomme della nostra Aprilia Tuono V4 Aprc sono al tepore delle termocoperte già da un’ora circa.

I dieci minuti che restano all’ora X servono giusto a completare la vestizione e pulire la visiera del casco.

Il trillo della sirena che accompagna l’accensione della luce verde del semaforo che sta al limitare della pit lane ci avvisa che è il momento di entrare.

Il primo turno, al solito, lo affrontiamo con cautela. Del resto, sono i 20 minuti cosiddetti “antiruggine”, quelli che cioè devono servire a riprendere familiarità con il tracciato, ma soprattutto con le articolazioni del proprio corpo.

Nel corso della giornata ce ne saranno altri quattro, tutti validi ai fini della qualifiche per le gare che si svolgeranno a fine giornata e quindi, per dare il meglio di sé, ci sarà tutto il tempo.

Nelle posizioni alte della classifica provvisoria dei tempi, intanto, svettano, ben saldi, i soliti 3: il già noto Michi Motosport, onnipresente sulle piste di tutto il Vecchio Continente, Marc Neumann, fuoriclasse e fuori classifica per via della sua licenza professionistica, e l’outsider di lusso, il talentuoso Jean-Marie Crotti che, oltre a essere un pilota eccezionale, è anche un tecnico sopraffino, bravo come pochi a convertire la familiarità con la fisica (è laureato in matematica, ndr) in best practice per la messa a punto della moto e del suo rapporto con gli pneumatici.

In quanto a me, i tempi scendono e, al check point della pausa pranzo, durante il quale i gruppi vengono rimaneggiati sulla base dei nuovi tempi registrati, sono sugli stessi livelli del best siglato qui nell’ultima occasione, lo scorso anno. E rimango nel gruppo B,

Tant’è che - nonostante la moto continui a non piacerci per come si comporta all’anteriore - riusciamo ad acciuffare - per un soffio - una posizione nella griglia della Capit Trophy SBK II che concluderemo in 30esima posizione.

Restando nel tema della nostra gara, a salire sul podio saranno, nell’ordine, Flo Neumann, Steffen Ebersbach e Alexandru Szekely.

TUTTI I RISULTATI DELLA CAPIT TROPHY SBK II

Nell’altra gara delle 1.000, la Capit Trophy SBK I in cui a essere schierati sono i più veloci in assoluto, la vittoria va ai tre citati poco sopra, esattamente in quello stesso ordine di arrivo.

TUTTI I RISULTATI DELLA CAPIT TROPHY SBK I

Infine le “piccole” 600 della Capit Trophy SSP, dove alla bandiera a scacchi arriva per primo Michal Barth, seguito da Nilklas Walter e dal pilota che si cela dietro la sigla MG.

TUTTI I RISULTATI DELLA CAPIT TROPHY SSP

Le premiazioni accompagnano la prima giornata verso la sua conclusione.

DAY 2

Come previsto dal programma di tutti gli eventi Actionbike, la giornata del sabato è sempre la più ricca, con la prima metà dedicata alle prove/qualifiche e il susseguirsi delle gare nel pomeriggio, con il momento più alto che viene raggiunto dalla gara a squadre, la sempre applauditissima Endurance Race.

Ma andiamo per ordine, a partire dai best lap assoluti che - favoriti da un mix straordinario tra la temperatura dell’aria (23°) e quella dell’asfalto (55°) - scendono turno dopo turno. A parte il mio, che rimane invece inchiodato a quello del Day 1

Completate le sessioni di prova del mattino, parte la girandola delle competizioni, a cominciare da quella che schiera sulla stessa griglia l’altra metà del cielo motociclistico (la Lady’s Cup) e i neofiti (New Generation Cup).

Nella prima delle due, l’affermazione è andata a Nadine Steger, davanti a Vanessa Wagner e Susi Hainthaler, mentre nella seconda a imporsi è stato Marko Hertwig con Hannes Kallmeier e Andreas Matic sugli altri due gradini del podio.

TUTTI I RISULTATI DELLA LADY'S CUP

TUTTI I RISULTATI DELLA NEW GENERATION

Si prosegue, quindi, con l’altra gara mista, cioè quella che comprende la ItaloClass, le bicilindriche e le quattro cilindri da 750cc.

Nella competizione riservata alle moto italiane vince Andrea Francescotti, che si lascia alle spalle Sergio Sickau e Andre Waldmann. Nell’altra classifica avulsa, invece, l’affermazione è andata a Rob Barnes, mentre il secondo posto è di Ludwig Sigl seguito da Hendrik Schöne.

TUTTI I RISULTATI DELLA ITALOCLASS

TUTTI I RISULTATI DELLA BOT + 750 CCM

Last but not least, la Gara Endurance, con l’emozionante partenza in stile Le Mans in cui i piloti raggiungono di corsa le rispettive moto schierate sul lato opposto del rettilineo di partenza.

A conferma di come questo genere di competizione riscuota sempre più successo, c’erano i 60 Team partecipanti, tra i quali ad aver la meglio sono stati i due Yahosuka Racing, mentre al terzo posto è arrivato l’Inntal Moto I.

Schierato nelle fila dell’AC Racing Team con Simona Consuelo Camerlenghi e Giampaolo Fumagalli, ricorderò per sempre questa gara, non tanto per essere tornato a correre una gara di durata dopo diversi mesi di digiuno, e neppure per la posizione vicina alla metà della classifica (37esimi), ma soprattutto per essere riuscito, per la prima volta, a completare uno stint di 55 minuti.

Anche la seconda giornata si chiude con la cerimonia che assegna le coppe e le medaglie ai primi delle gare disputate.


 

DAY 3

La terza giornata comincia subito all’insegna delle competizioni, con le gare che portano la firma dell’altro main sponsor del Campionato.

Si parte, quindi, con la Pirelli Diablo Cup SSP, nella quale emerge in qualità di vincitore ancora Michal Barth, mentre sul secondo gradino del podio sale MG, e Carlo Corsini porta a casa la coppa del terzo posto.

TUTTI I RISULTATI DELLA PIRELLI DIABLO CUP SSP

Nella classe regina, la Pirelli Diablo Cup SBK I, la vittoria va a Jean-Marie Crotti, e alle sue spalle transitano, nell’ordine, Catalin Cazacu e David Bozic.

TUTTI I RISULTATI DELLA PIRELLI DIABLO CUP SBK I

A chiudere la sequenza agonistica del fine settimana ceco la Pirelli Diablo Cup SBK II, con Razvan Ponoran primo sotto la bandiera a scacchi, Alexandru Szekely, secondo, e Razvan Filipeanu al terzo posto.

TUTTI I RISULTATI DELLA PIRELLI DIABLO CUP SBK II

LE CLASSIFICHE EMC

Dopo quattro round disputati e a -2 dalla conclusione del Campionato, la vetta della top three della SSP è saldamente in mano a Demmel Holger con 161 punti, 100 esatti più di Kristian Milic che, fermo per un brutto infortunio, non ha potuto prendere parte al weekend di gare. Sorpresa al terzo posto occupato da una donna, Nadine Steger, con 56 punti.

Anche nella categoria SBK, il leader non cambia: Robert Frankl svetta a 139, mentre nelle posizioni subito di rincalzo c’è stato un sorpasso, quello di Igor Slemenik a 108 punti ai danni di Grega Zust, che di punti ne ha 95.

Parentesi personale: con i 18 punti conquistati fino a ora, noi stazioniamo al nono posto assoluto.

Scambio di posizioni al vertice anche tra le donne della Ladies Cup, con Janine Deppisch che diventa capoclassifica con 56 punti, tallonata a brevissima distanza (un solo punto di distacco) da Sabine Lischo. Terza Simona Consuelo Camerlenghi (53).

Qualche sussulto anche nella hit della Endurance Cup con il team Inntal Moto 1 che, con 45 punti, condivide la prima posizione con Yahosuka Racing 1. Terzi i piloti dell'Inntal Moto 3, distaccati di 18 punti.

IL CIRCUITO

I sette anni di vita cominciano a farsi sentire sulla superficie del manto ceco, segnato da diversi solchi e buche, soprattutto nella prima parte del tracciato.

La pista parte in salita, con una lunga curva a destra, e da una semicurva a sinistra che culmina in un breve rettilineo che ridiscende nella staccata a destra, seguita da una chicane sinistra-destra da seconda-terza marcia, un altro rettilineo, questa volta in discesa, in cui si riesce a mettere la quinta, e un tratto guidato caratterizzato da 5 curve, di cui 3 a destra e 2 a sinistra.

Segue poi ancora una discesa che immette in un tornante a destra, dopodiché il circuito riprende a salire, passando per la seconda chicane sinistra-destra, a cui segue un rettilineo in salita che termina con la S finale dopo la quale si apre il rettilineo dei box.

LE GOMME

Se al Pannoniaring era stato solo un piccolo antipasto e nel test successivo al Mugello si può, a ragion veduta, parlare di primo piatto, nel fine settimana di Brno il nostro approccio con le nuove Michelin Power Cup Evo si può metaforicamente assimilare a un bel pasto completo.

Sono gomme diverse dal modello che vanno a sostituire, e come tali hanno richiesto qualche intervento al setting della moto e ai "registri" del pilota, considerato che carcasse, profili e mescola sono stati oggetto di cambiamento rispetto al "modello" precedente.

Si è trattato però di interventi minimi, nell’ordine di qualche clic. Del resto, tra le promesse di Michelin che hanno accompagnato il rilascio delle nuove coperture in testa c’è quella che riguarda la loro capacità di essere plug&play, cioè di adattarsi a ogni configurazione della ciclistica, senza costringere il pilota a stravolgerla per trovare il giusto feeling.

Per quanto riguarda invece le mescole, lo ricordiamo, nelle Evo è stata abbondonata la molteplicità di scelta a favore dell’unicità in tutte le condizioni di grip e temperatura. Quantomeno per ciò che riguarda quest’ultima variabile, a giudicare dalla resa che le coperture hanno mostrato nel range di temperatura dell’asfalto compreso tra i 40 e i 55 gradi che abbiamo trovato a Brno, i progettisti Michelin hanno trovato un ottimo compromesso.

Buono anche il verdetto relativo alla resa chilometrica: tanto per avere un ordine di grandezza, con uno stesso treno abbiamo percorso i 25 giri della Gara Endurance, oltre ad altri tre turni nel turno successivo, per un totale di oltre 220 km, senza accusare alcun decadimento delle prestazioni e con una quantità di battistrada sulle spalle ancora sufficiente a percorrerne parecchi altri.

Su suggerimento di Roberto Venesia, Responsabile Competizioni Moto di Michelin, abbiamo impostato la pressione delle gomme a 2,5 davanti e 1,8 dietro, cioè a 0,1 atm più del normale.

Venesia ci ha anche fatto avere - preventivamente - anche alcune delle sue note su quelli che sono i punti critici dell’asfalto, cioè l’ingresso e la prima parte di curva 1, e poi le curve 4, 8 e 10, dove oltre a essere spesso presento dello sporco in traiettoria, alcuni avvallamenti possono creare qualche problema di stabilità dell’anteriore in percorrrenza, soprattutto quando si entra pinzati. “Attenzione anche a curva 12 - ci ha avvertito il manager del gruppo transalpino - caratterizzata da un leggero andamento parabolico che, anche in questo caso, potrebbe portare qualche compenso all’anteriore”.

LA DOTAZIONE DELLA MOTO

Forcella infilata fino a mantenere scoperta soltanto la prima tacca al di sopra della piastra di sterzo, e un dente in più alla corona: sono stati questi gli unici interventi che abbiamo effettuato sulla nostra Aprilia Tuono V4 da corsa.

Per il resto, rispetto all’ultima tappa ungherese, il mezzo e rimasto invariato, cioè di fatto è la moto di serie con l’aggiunta delle carene in vetroresina e le protezioni a carter, telaio e forcellone, con la centralina Race del catalogo aftermarket del produttore di Noale, il terminale di scarico, il gas rapido, la pompa freno anteriore, il monoammortizzatore e l'ammortizzatore di sterzo, il manubrio. La forcella è stata rivista soltanto nelle tarature.

LA DOTAZIONE DEL PILOTA

Anche per questo weekend di gare ci siamo affidati a Dainese per la tuta (D-Air Racing), il paraschiena, i guanti e gli stivali, e a X-Lite per il casco, nella fattispecie l'X-802R in carbonio.

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