Elezioni Fifa 2016: come si vota, favoriti e il borsino dei candidati
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Elezioni Fifa 2016: come si vota, favoriti e il borsino dei candidati
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Elezioni Fifa 2016: come si vota, favoriti e il borsino dei candidati

Sfida a due tra Infantino e lo sceicco Al-Khalifa per la successione a Blatter. Alleanze, trappole e voti: cosa succede il 26 febbraio

Candidati

Il premio è la poltrona più potente dello sport mondiale, quella che consentirà di governare la Fifa con il suo potere planetario e un budget da 5,7 miliardi di dollari, come certificato dall'ultimo utile quadriennale licenziato dalla Fifa di Blatter. Una montagna di soldi e visibilità che, dopo la monarchia del Colonnello svizzero, stanno cercando di scalare in cinque.

L'appuntamento di oggi 26 febbraio a Zurigo rappresenta il momento della resa dei conti dopo mesi di veleni, inchieste, accuse e difese: tutti contro tutti.

Sulla scena ci sono due profili fortissimi che stanno convogliando su se stessi alleanze e voti del resto del mondo. Da una parte Gianni Infantino, il delfino di Platini lanciato dalla Uefa già prima dell'azzoppamento definitivo di Le Roi, dall'altra lo sceicco Salman Ben Ibrahim Al-Khalifa, uomo forte delle federazioni asiatiche e membro della famiglia reale del Bahrein, tra le più ricche e potenti del pianeta, accusata però anche di violare i diritti civili nel proprio Paese, motivo per il quale davanti all'Hallenstadion di Zurigo si registra pure la presenza di una ventina di manifestanti che espongono cartelli con immagini di persone sofferenti e lanciano cori di accusa come "Salman tortura'' e ''Salman dittatore''.

Gli altri candidati sembrano condannati a fare da outsider non partecipanti, nel senso che le chance di inserirsi nella lotta a due sono minime. Non ha possibilità nemmeno Ali Bin Al-Hussein, principe di Giordania che a primavera è stato l'ultimo ad arrendersi a Blatter prima che la tempesta travolgesse Sepp. Allora, però, Al-Hussein poteva contare sul sostegno di Platini e della Uefa mentre ora corre da solo. Di contorno le candidature del sudafricano Tokyo Sexwale e del francese Jerome Champagne.

Elezioni Fifa: ecco come si vota

Il meccanismo delle elezioni Fifa è semplice e spietato al tempo stesso. Hanno diritto al voto le 207 delle 209 federazioni nazionali che sono affiliate alla Fifa dal momento che Kuwait e Indonesia sono sospese per provvedimento disciplinare. Della platea totale di voti disponibili, 54 provengono dalla Caf (Africa), 53 dall'Uefa (Europa), 46 dall'Afc (Asia), 35 dalla Concacaf (Nord e Centro America), 11 dalla Ofc (Oceania) e 10 dalla Conmebol (Sudamerica).

I rappresentanti votano su un foglio di carta che poi viene inserito all'interno di un'urna e possono esprimere una sola preferenza.

Al primo giro serve una maggioranza di due terzi dei presenti al Congresso di Zurigo (138 voti nel caso si presentino tutti e 207 gli aventi diritto), mentre dalla seconda votazione basterà la metà dei voti più uno.

A ogni turno viene eliminato chi ottiene meno consensi in modo da reindirizzare le preferenze della platea.

Lo sceicco Al-Khalifa: ecco chi lo vota

Salman Bin Ibrahim Al Khalifa Ansa

Sceicco del Barhrein e menbro della famiglia reale, Salman Ben Ibrahimov al-Khalifa è il favorito numero uno alla corsa di presidente della Fifa. Già numero uno della federcalcio del suo paese, si è dovuto difendere dalle accuse di violazione dei diritti umani verso i dissidenti del regime nel 2011. Ha detto che la Fifa non è corrotta ma ha bisogno di una profonda ristrutturazione al suo interno.

Chi lo vota - Ha l'appoggio della sua Afc (confederazione asiatica) che potrebbe portargli 46 voti e della Caf africana (54 grandi elettori) per una base di partenza virtuale di 100 voti che lo porterebbe in ottima posizione per tentare l'assalto già dalla prima votazione. Non è scontato, però, che gli schieramenti siano compatti dietro le scelte 'politiche' dei loro vertici. Dunque potrebbe perdere qualche pezzo per strada ma, allo stesso tempo, recuperarne dal bacino considerato sicuro dal suo avversario.

Infantino, l'uomo della Uefa: chi lo vota

Gianni Infantino Getty Images Sport

Gianni Infantino è l'uomo scelto dalle federazioni europee nel momento più difficile della vicenda Platini, quando il francese pareva destinato a mollare la corsa ma non voleva farsi da parte. Serviva un'alternativa credibile e immediatamente spendibile in una campagna elettorale lunga e dura. Infantino, svizzero di origini calabresi, lavora alla Uefa dal 2000 e ha fatto carriera fino a diventarne segretario generale. Se eletto presidente, ha detto che si batterà per portare la formula del Mondiale a 40 squadre.

Chi lo vota - Ha l'appoggio ufficialmente incondizionato della Uefa da cui proviene e della quale conosce ogni elettore e ogni meandro. Fanno 53 voti come base di partenza ai quali ha aggiunto i 10 provenienti dalla Conmebol sudafricana che ha fatto endorsement pubblico in suo favore. La recente visita in Africa a omaggiare Sexwale gli ha portato in dote anche qualche sostegno da parte di federazioni della Caf. Quante? meno di una decina ma il totale lo spinge fino a quota 70 voti. Dovrà lavorare molto nelle ultime ore.

Ali Bin Al-Hussein e gli altri candidati

Il principe di Giordania Ali Bin Al Hussein, che già in passato aveva sfidato Sepp Blatter. Getty Images

Nessuno degli altri candidati ha speranze concrete di vittoria. Il principe giordano Ali Bin Al-Hussein, che nell'ultima votazione era arrivato fino a 73 preferenze candidandosi come anti-Blatter con l'appoggio dell'Uefa di Platini, è stato superato da Al-Khalifa. Potrebbe, però, recitare in prima battuta il ruolo di guastatore degli equilibri nella confederazione asiatica. Il sudafricano Tokyo Sexwale, noto per essere stato compagno di prigionia di Mandela, è ufficialmente appoggiato dalle federazioni africane.

Jerome Champagne, ex dirigente della Fifa fino al 2010, è stato a lungo considerato uno degli uomini di Blatter e questo riduce di molto le sue possibilità. Di fatto sono ancora 'liberi', cioé senza dichiarazione preventiva, i voti della maggior parte delle federazioni della Concacaf (Nord e Centro America) e il blocco di 10 dell'Ofc (Oceania): potrebbero essere l'ago della bilancia di un'elezione storica e incerta.

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