Sport

E se Bonucci battesse Palazzi? Giustizia sportiva al bivio

Le difficoltà della Procura federale dietro alla montagna di patteggiamenti. Juventini appesi alla sentenza, ma poi urge mettere mano alle norme per evitare il mercato dei 'pentimenti'

Bonucci a processo

Bonucci e Pepe lasciano l'aula dove si svolge il processo calciscommesse – Credits: Ansa

Il timer della Disciplinare è stato puntato tra l'8 e il 9 agosto. Non è una camera di consiglio come tutte le altre perché, comunque finisca, la sentenza che coinvolge Conte, Bonucci, Pepe e un pezzo di Juventus rischia di riscrivere per sempre norme e rapporti di forza della giustizia sportiva. Quello che sta accandendo interessa alla Figc e al Coni forse più di quanto coinvolga Agnelli e il club torinese. La sfida è stata portata, infatti, al cuore dell'ordinamento sportivo e della sua autonomia e per la prima volta da un anno a questa parte anche il procuratore federale Palazzi che sin qui ha mietuto deferimenti e condanne con medie da medaglia d'oro olimpica, rischia di veder crollare il suo castello accusatorio.

Alla fine la scelta di rinunciare al patteggiamento e andare a processo potrebbe rivelarsi vincente. Se non per Conte, almeno per Bonucci e Pepe perché la giornata di chiusura del dibattimento con l'offerta reiterata di un accordo al ribasso da parte di Palazzi rifiutata dai calciatori bianconeri ha segnato un punto di non ritorno. Cosa accadrà adesso? E' bene analizzare le posizioni in maniera distinta perché le carte di partenza sono diverse.

BONUCCI, PEPE E BARI 'SCREDITATA' - Secondo l'interpretazione comune la voglia di Palazzi di patteggiare con Bonucci (e Pepe) arrivando addirittura ad offrire uno sconto da saldi di fine stagione non può che nascere dalla consapevolezza di non avere in mano carte blindate per vincere. Bonucci, per il quale pende una richiesta di stop di 3 anni e 6 mesi per illecito si è sentito 'offrire' la derubricazione a omessa denuncia e un fermo da 3 mesi e 20 giorni.

Pepe è passato da un anno (omessa denuncia) a 3 mesi. Il difensore avrebbe dovuto patteggiare sottoscrivendo le sue responsabilità (articolo 24) e ha rifiutato e come loro anche Salvatore Masiello e Belmonte. Solo Masiello avrebbe voluto accettare, ma il problema è che le dichiarazioni dell'omonimo Andrea Masiello su cui si fonda la ricostruzione della Procura della combine di Udinese-Bari non hanno trovato riscontri. Lo hanno messo per iscritto i magistrati di Bari (Bonucci non è indagato) e lo lasciano sospettare alcune incongruenze. Morale: se salta la credibilità di Masiello è a rischio tutto il filone barese dell'inchiesta con duro colpo per Palazzi e chance di uscire puliti per Bonucci, Pepe e gli altri compreso Portanova che si è difeso con passione e pare aver convinto la Disciplinare.

CONTE VERSO LA CONDANNA - Diversa la posizione di Antonio Conte su cui pende, dopo il pasticcio del patteggiamento ritenuto non congruo, una richiesta di 15 mesi di stop. Difficile che li prenda tutti, ma altrettanto complicato che possa uscire indenne. Le carte della Procura di Cremona sono molto approfondite anche se restano le contraddizioni nelle parole di Filippo Carobbio. L'impressione, però, è che la tesi dell'odio per motivi personali tra il giocatore e il tecnico non abbia fatto breccia. La battaglia è durissima e la Juventus pare preparata alla squalifica del suo allenatore anche se in appello e nei gradi successivi potrebbe poi puntare a limare lo stop per evitare di perderlo per tutta la stagione.

Particolare da non sottovalutare: nella montagna di patteggiamenti ci sono anche alcuni protagonisti dell'affare-Conte: il Siena (6 punti di penalizzazione), Stellini (6 mesi) e lo stesso Carobbio (2 mesi). Conte si prepara allo stop che al momento sarebbe fino al novembre 2013. Una squalifica minore (9 mesi?) lo bloccherebbe fino alla primavera. La Corte di Giustizia si riunirà il 20 agosto per l'appello. Poi il Tnas che è un organo più 'politico' e meno tecnico. Qui, in una trattativa tra Juventus e avvocati della Figc, potrebbe trovare spazio la mediazione con ricomposizione dei rapporti tra Agnelli e Abete giunti ai minimi termini con possibile deferimento del numero uno juventino in arrivo.

SENTENZE E POI REVISIONE DEL PROCESSO SPORTIVO? - In ogni caso la conclusione del terzo processo sul calcioscommesse non chiuderà la storia di questa inchiesta. In arrivo ci sono i deferimenti per le carte di Genova (derby taroccato), Napoli e altro su Cremona. Una montagna che verrà smaltita nei prossimi mesi. Poi in un modo o nell'altro andrà anche messa la parola fine. Lo stesso procuratore di Cremona Di Martino ha fatto sapere di non essere disposto ad andare avanti in eterno pure nella certezza di poter aprire nuovi fronti.

Quello che rimarrà alla fine di questa vicenda, oltre a un numero spropositato di squalifiche e provvedimenti, sarà la necessità di riscrivere almeno in parte le norme della giustizia sportiva. Non si tratta di abolire la responsabilità oggettiva, come avventatamente chiedevano alcuni presidenti suscitando le ire del Coni, quanto di riequilibrare i rapporti di forza tra accusa e difesa. Un Palazzi sconfitto dalla Juventus per Bonucci e Pepe farebbe da apripista alla rivoluzione. E poi bisognerà mettere mano alla gerarchia tra ordinamento penale e sportivo. E' impensabile che testimonianze e personaggi giudicati contraddittori e addirittura non meritevoli di alcun procedimento da un pm ordinario finiscano per essere perni nel procedimento sportivo. Calciopoli 2006 e calcioscommesse 2012 dovrebbero aver insegnato la lezione.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti