La nuova era della Ducati
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La nuova era della Ducati

Tante le novità della "rossa": dall'arrivo dell'ingegnere Gigi Dall'Igna a quello del pilota Cal Crutchlow, fino alla livrea opaca. La scuderia di Borgo Panigale si presenta così

In attesa che si spengano i semafori della MotoGP – il 23 marzo sul circuito di Losail – si accendono le luci dello studio di Sky, che ospita il team ufficiale Ducati. La scuderia di Borgo Panigale sceglie di presentarsi sulla piattaforma satellitare che trasmetterà in diretta tutte le 18 gare del Campionato (su Cielo saranno visibili live 8 GP, inclusi il primo, il GP d’Italia e quello di San Marino e della Riviera di Rimini, più gli altri 10 in differita).

Con le due Desmosedici GP14 a fare da cornice, l’ingegnere Gigi Dall’Igna, direttore tecnico e direttore generale della Ducati Corse, i piloti Cal Crutchlow e Andrea Dovizioso e Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse e responsabile del programma MotoGP Ducati, parlano delle grandi novità della casa costruttrice emiliana.

Gigi Dall’Igna – "Ho accettato questa sfida perché non ho mai vinto un titolo nella classe regina: l’impegno è enorme ma anche molto gratificante: basti dire che, nonostante le difficoltà, mi sto divertendo molto. Abbiamo subito cominciato a lavorare duro e i risultati ottenuti sin qui sono ottimi. In questi mesi abbiamo migliorato ciò che era migliorabile e abbiamo raggiunto un livello superiore a quanto mi aspettassi. I test non corrispondono alla realtà, si sa: c’è ancora tanto da fare e da recuperare sugli avversari. Noi siamo pronti, la voglia non ci manca, lo dimostrano i dettagli della moto, che abbiamo realizzato con precisione quasi maniacale. A cominciare dalla carena: le parti in carbonio, ad esempio, sono di un’accuratezza incredibile. La decisione di preferire la soluzione Open è stata dettata dal gap enorme che ci separa dai concorrenti. La categoria ci consente di sviluppare la moto nell’arco della stagione, a differenza della Factory, e l’esigenza di continuare a lavorare per colmare il vuoto è primaria. Dell’inserimento della nuova categoria Factory 2 non abbiamo ancora la certezza. Certo, ritoccare il regolamento a pochi giorni dal debutto lascia tutti stupiti, a maggior ragione noi: Ducati sarebbe l’unica moto a rientrare nella classe (la categoria intermedia sembra creata ad hoc per la rossa: prevede che, se una Open centra una vittoria o due secondi o tre terzi posti, il numero dei motori disponibili scenda da 12 a 9 e i litri di benzina passino da 24 a 22,5 ndr). L’impressione che ho avuto, appena entrato in azienda? Ottima. Le tante voci negative che girano sono false. Ho trovato persone vere e di valore – tecnico e umano – e un ambiente molto positivo. Appena ho potuto, ho visitato il museo, a dir poco emozionante. Tutte le case di moto dovrebbero averne uno: nelle moto la storia rappresenta il valore del marchio e un brand che non coltiva la propria storia ha poche possibilità di sopravvivere".

Andrea Dovizioso - "Ricomincio da zero ma solo per quanto riguarda i risultati - quelli dell'anno scorso preferisco non considerarli nemmeno - perché moto, non è nuova: di base, la Desmosedici è la stessa del 2013, Gigi (Dall'Igna, ndr) non ha fatto rivoluzioni. Semplicamente è riuscito a cambiarla in alcuni aspetti e, soprattutto, a organizzare il lavoro in maniera logica. Dalla passata stagione ho tratto non poche lezioni: dalle esperienze negative si impara tanto e i limiti che emergono sono indispensabili per migliorarsi. Anche l'anno scorso non ci eravamo risparmiati, eppure non avevamo prodotto poco o nulla di buono: parte del problema era l'atmosfera difficile, che ora a Borgo Panigale il clima sia diverso è evidente e, finalmente, vedo la luce. Sono ottimista anche se tengo i piedi per terra, l'anno scorso prendevamo 1 secondo e mezzo dai primi: uno sproposito; i test sono confortanti, siamo più veloci, però ci aspetta la prova vera, sulla griglia di partenza. Per lottare con i migliori - Pedrosa, Marquez e Lorenzo - è obbligatorio essere a posto a 360 gradi, meno non basta, e lungo tutta la gara. Adoperare nel modo giusto la pulsantiera di cui sono dotate tutte le Open non è un gioco da ragazzi; sembra un joystick, con tutti quei tasti colorati e ho bisogno di fare tanta pratica. Abbiamo fornito alla Dorna qualche indicazioni per modificarla, di sicuro non siamo gli unici a lamentarci, e spero che l'organizzazione accetti di semplificarla. Tra me e Cal c'è sicuramente tantissima competitività, com'è giusto che sia: qui sta il bello. Se il mio compagno supera la bandiera a scacchi prima di me, è un disastro, inutile negarlo. Però, la rivalità sana - l'abbiamo già vissuta nel 2012 nel team Yamaha Tech 3 - ci sprona ancora di più a fare bene ed entrambi daremo il 100 per cento per arrivare davanti all'altro".

Cal Crutchlow - "Finalmente sono pilota di un team ufficiale. Sono felice di essere entrato nella famiglia Ducati, era il mio sogno da quando ero bambino: avrei preferito realizzarlo prima, a dire la verità! In azienda ho avuto la conferma di ciò che immaginavo: si respira un'aria fantastica, chiunque lavora a Borgo Panigale ha una passione immensa per le moto e questo contribuisce a sfruttare al massimo ogni potenzialità. Andrea mi ha invitato in Ducati perché mi vuole bene o, piuttosto, perché si è trovato bene con me nel 2012. Abbiamo due stili di guida diversissimi e questa differenza contribuisce a sviluppare la moto.Questi ultimi 3 anni sono stati molto difficili per la rossa ma il futuro sarà senz'altro migliore: Casey (Stoner, ndr) era un fenomeno sulla Desmosedici e sarà difficile da raggiungere ma la moto ha fatto diversi passi in avanti e non può che continuare su questa strada. La concorrenza sarà spietata ma non mi riguarda: mi interessa soltanto il mio lavoro e resto concentrato su me stesso, su quanto vado veloce e non mi distraggo. Poi, se riuscirò a sfidare Lorenzo, Marquez, Pedrosa e Rossi, sarà grandioso. Sono soddisfatto di ciò che abbiamo concluso, però voglio di più: lo scopo è essere competitivo e i test hanno consegnato informazioni utili ai tecnici, questo non significa avere la soluzione a portata di mano. Anzi, mi rendo conto che servirà molto tempo per riportare la Ducati in testa alla classifica. Io sono già pronto per la sfida e non vedo l'ora di correre".

Paolo Ciabatti - "La serigrafia opaca ci ha entusiasmati tutti: ogni anno la carena cambia aspetto ma quella di questa stagione è spettacolare: tutto merito del design centre Ducati. È la prima volta che realizziamo internamente il progetto grafico e siamo davvero molto soddisfatti: la Desmosedici si mostra aggressiva come non mai e questo carattere le si addice perfettamente, perché esprime al meglio il nuovo spirito. Siamo un gruppo saldo con un unico obiettivo: tornare a batterci per conquistare il titolo. Abbiamo un ottimo potenziale che non intediamo disperdere e ogni scelta è orientato in un verso: migliorare la moto. I test ci hanno dato ragione e hanno ripagato i nostri sforzi; ci vorranno tempo e pazienza ma non ho dubbi che le gratificazioni arriveranno".

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