Costa lascia la clinica mobile, il saluto di Meda
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Costa lascia la clinica mobile, il saluto di Meda
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Costa lascia la clinica mobile, il saluto di Meda

Da questa stagione il dottore dei piloti non sarà più a capo della struttura da lui ideata: "Un addio che segna la fine di un'era della MotoGp"

Dopo 37 anni sulle piste del Motomondiale Claudio Costa ha deciso di lasciare la clinica mobile. A raccogliere la sua eredità sarà il fidato Michele Zasa, medico specializzato in anestesia e rianimazione, a cui spetterà il difficile (forse impossibile) compito di non far rimpiangere le cure "speciali" del Dottor Costa, che secondo Guido Meda, voce e anima dell'ultimo decennio di Motomondiale, è stato capace di "guarire l'animo dei piloti".

Allora Guido, possiamo dire che senza il dottor Costa in clinica mobile è finita un'era del Motomondiale?

"E' certamente la fine di un'era anche se mi pare che Costa sia stato capace di garantire in questi anni la vita, speriamo eterna, della sua craatura. Il suo erede (Michele Zasa ndr) è una persona di fiducia e qualificata.Da questo punto di vista c'è da stare tranquilli. La speranza è che chi continuarà la sua opera riesca a farlo con la stessa passione, carisma, e attentizone per i piloti.".

Perché il Dottor Costa è così speciale?

"Nel Motomondiale credo che non ci sia nessuno tra piloti, giornalisti e addetti ai lavori che non abbia avuto conforto almeno una volta dal Dottor Costa. Se dovessi cercare una definizione lo chiamerei "guaritore dell'anima".

Per chi segue e ha seguito il Motomondiale in televisione Costa è stata anche la persona che ha aiutato a spiegare ed accettare certi drammi come la scomparsa di alcuni piloti, tra cui Simoncelli. Sei d'accordo?

"Questo non lo so. Personalmente non credo che le parole di Costa mi abbiano aiutato a superare certi drammi che per certi versi sono impossibili da superare. Di certo posso dire che ha saputo aiutarmi in alcuni momenti difficili della mia vita".

Tipo?

"Quando sono caduto in moto Costa è stato insieme a miei genitori durante tutta la mia operazione. Inoltre è stato capace di aiutarmi anche all'inizio della mia avventura nel Motomondiale"...

In che senso?

"Fare il telecronista in Moto Gp vuol dire vivere gran parte dell'anno lontano da casa, dalla propria famiglia. Inizialmente questo mi ha causato diversi attacchi di panico che il Dottor Costa mi ha insegnato a gestire e far piano piano scomparire".

Sapresti spiegare qual è il principio cardine del "metodo Costa"? 

"Claudio ha un approccio nei confronti del corpo umano meraviglioso. Lui cura prima gli dei, che sarebbero gli ormoni. Ti mette in condizione di pensare positivo così da accelerare il processo di guarigione".

E rimettere subito in sella i piloti..

"Costa è dalla parte della follia. In un certo senso ha aiutato i piloti ad andare oltre il buon senso spostano più avanti il margine del limite".

Correndo però anche dei rischi..

"Se un persona dovesse utilizzare il buon senso non farebbe il pilota. Questo non vuol dire essere sconsiderati: il limite per il corpo umano esiste e Costa lo ha sempre avuto ben chiaro. D'altra parte Claudio è un visionario, anche estremo. E' uno di cui ti devi fidare e non sarà un caso se il 99.9% dei piloti si è sempre affidato a lui".

Non c'è il pericolo che senza Costa la clinica mobile perda buona parte del suo spirito?

"La clinica mobile è del Dottor Costa. Passa formalmente in altre mani ma sarà sempre sua".

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