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Doping, le intercettazioni che inguaiano Ferrari

Ecco alcuni dei dialoghi allegati agli atti dell'inchiesta della procura di Padova sul discusso medico ferrarese, già finito sotto i riflettori per i casi Armstrong e Schwazer. Per gli investigatori sono la prova che Ferrari non forniva agli atleti solo tabelle sportive

Michele Ferrari

Pubblichiamo di seguito una delle più rilevanti intercettazioni ambientali registrate dalla polizia giudiziaria della procura di Padova sul camper di Michele Ferrari, il medico che la giustizia sportiva ha inibito dall’incontrare i tesserati per alcune vecchie accuse di doping (da cui è stato assolto nel 2006). Ora l’indagine veneta, ricostruita da Panorama nel numero in edicola da oggi , le riporta in auge.

La chiacchierata trascritta qui sotto è del settembre 2010 (tra parentesi e virgolette le note degli investigatori). L’interlocutore è un cicloamatore sanmarinese di 37 anni con ancora qualche ambizione. A seguire pubblichiamo anche i brogliacci, cioè trascrizioni riassuntive effettuate dagli inquirenti, di due telefonate. I protagonisti questa volta sono lo stesso ciclista e il suo allenatore, un cinquantasettenne che vive sul monte Titano e che, al pari degli altri, compare nel registro degli indagati.

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THE FREDDO? NO, GRAZIE
Intercettazione ambientale sul camper di Ferrari, in data 7 settembre 2010, località Monzuno (Bologna).

Ferrari: Allora hai detto che sono 63 da 4000 (annotano gli investigatori: «Verosimilmente 4000 unità internazionali, l’unità di misura dell’eritropoietina e di altri ormoni»).

Ciclista: Di meno.

Ferrari: Quindi sono praticamente 15,75 da 1000 («verosimilmente 1000 unità internazionali, esiste una marca di eritropietina da mille di una nota casa farmaceutica che costa appunto 15,75 per ogni siringa preriempita») per 50 sono 787.

Ciclista: 787 meno 250 («costo del test»).

Ferrari: 787 meno 250 fa 537

Ciclista: Eh, avanzo 537

Ferrari: Quindi sono 52 («verosimilmente hanno ricontato le confezioni che originariamente avevano calcolato fossero 63»), ho visto che ce ne sono sia da 2 che da… («verosimilmente da 2000 e da 4000 unità internazionali»)

Ciclista: Esatto sono da 2 e da… perché le ho prese da due, io non ci capisco niente e tra l’altro non capendoci niente non vado neanche, è buono pensavo (incomprensibile).

Ferrari: No no, dopo devi sempre tenerla al freddo, è l’accorgimento.

Ciclista: Sì, quello sì. Però avevo più che altro paura che mi venisse un’infezione, che mi dicessero…

Ferrari: No, allora quando fai sottocute puoi già (incomprensibile) se lo fai endovena no.

Ciclista: Ah, va bene

Ferrari: L'endovena no, è diverso

Ciclista: Anche perché (incomprensibile) capito, poi ho visto sulle scatole 0,5

Ferrari: 0,5 è il volume di liquido, 0,5 millilitri.

Ciclista: Ah, invece in quelle da 4000 c’è scritto 0,4.

Ferrari: Oppure...

Ciclista: C’è scritto 0,4

Ferrari: Allora quindi hanno una concentrazione molto diversa, capito? Quelle da 4000 sono concentrate.

Ciclista: Quindi c’è meno liquido e tra l’altro le unità sono sempre le stesse.

Ferrari: Beh, sì, insomma.

Ciclista: Devo fare i prelievi.

Ferrari: Adesso se diminuisci con gli allenamenti, dopo che sono finite tutte queste fiale qui chiaramente puoi fare anche il thé verde.

Ciclista: Sì dopo dobbiamo mettere giù più che altro...

Ferrari: ...il programma invernale, comunque adesso tira fino a fine stagione.

Ciclista: Io pensavo di correre fino al 31 ottobre.

Ferrari: Dopo di che ti prendi un periodo di tre settimane di riposo, un mese e poi a dicembre si ricomincia.

Ciclista: Sì e poi dopo facciamo un programmino dai, mi piacerebbe fare un lavoro fatto bene, trovarmi a fine maggio più sicuro.

Ferrari: Al top della condizione, adesso quando ci rivedremo a inizio, diciamo, della preparazione invernale, se hai già il calendario preciso, mi dici quali sono gli appuntamenti che ti interessano.

Ciclista: No poi così riesco anche perché dubito che quest’altr’anno sia molto diverso il discorso del controllo perché quest’altr’anno faranno (incomprensibile) sono un po’ più sotto battuta, però è un discorso mio.

Ferrari: Sì, sì.

Ciclista: però se vuoi posso andare alla Canarie o in montagna, così mi «diari» come, quando...

Ferrari: Come, quando, va bene vecio, vuoi un thé freddo?

Ciclista: No, no, c’è lo zucchero!

Ferrari: E lo zucchero poi…

Ciclista: Ci sentiamo, arrivederla, grazie.

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FERRARI AL CICLISTA: "SICURO CHE NON HAI CONTROLLI?"
Intercettazione ambientale sul camper di Ferrari, in data 24 settembre 2010, località Monzuno (Bologna)

Ferrari inizialmente parla del suo camper. Poi lui e il ciclista si danno appuntamento per domenica mattina alle 10 al casello di Imola. Il ciclista dice che per qualsiasi cosa ci dovesse essere lui lo chiamerà dicendogli che non può andare a fare il test. Michele è d’accordo, se non si sentono è concordato. Il Ciclista ribatte a Michele che è perché gli serve subito, altrimenti potrebbero fare la prossima volta. Michele inizialmente dice che la prossima volta, il 7, potrebbe essere tardi, poi però ci ripensa e dice che faranno il 7. Al Ciclista dice di portare una cosa dicendogli: «Vieni su con…» e il ciclista gli chiede se gliene serve di più perché ce l’ha. Michele dice: «Non lo so, devo vedere, devo sentire». Continuando i due parlano a bassa voce.

Poi l’atleta dice di essere andato in mountain-bike e che gli fa male la schiena. Quindi chiede consigli sugli allenamenti in previsione della prossima stagione. Sempre sottovoce, chiede al medico indicazioni su un valore (potrebbe essere l’ematocrito visto che all’interno del camper al momento dell’installazione dell’ambientale era presente una centrifuga) e Ferrari dice che sono variazioni ininfluenti perché se magari ripetono i test domani va tutto a posto. Il ciclista ribatte dicendo: «No perché tanto ce l’ho lì e non so però se usarla». A questo punto gli investigatori annotano che «l’epo è il farmaco idoneo ad aumentare i valori dell’ematocrito».

Ferrari allora gli dice ascolta: «Se vuoi fare bene questa crono ci puoi dare un cicchettino se non hai, cioè se sei sicuro…». Il ciclista ribatte: «Sì, no, per quello lì sono sicuro Ferrari che non c’è nessun controllo». Poi il ciclista chiede: «Ma quella lì ha effetti collaterali? Perché io quella roba lì non l’ho mai usata, ho usato un altro farmaco, ma ho fatto (incomprensibile) effetti collaterali che può avere». Ferrari risponde: «Anche se i valori crescono comunque la prossima volta che ti controllo eventualmente vediamo comunque in linea di massima fai due…mila (per gli investigatori fiale da duemila unità internazionali-u.i.- di eritropoietina) un giorno sì e un giorno no».

E il ciclista: «Un giorno sì e un giorno no». Poi Ferrari gli chiede di continuare fino a quando non si vedranno nuovamente e chiede: «Sicuro che non hai nessun controllo?». E il ciclista risponde di essere sicuro. Ferrari gli dice di interrompere l’assunzione qualche giorno prima della gara e che comunque non è basso con i valori e che sono buoni rispetto a molti altri. Aggiunge che comunque lui ha il vantaggio di avere i valori alti di natura.

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"CON TUTTI I SOLDI CHE HO SPESO IN VINO PER ARRUFIANARMELO..."
Telefonata del 20 settembre 2010 tra il ciclista e il suo allenatore sanmarinese.

Il ciclista comunica al suo allenatore i risultati dei test che ha fatto da Ferrari che gli ha detto che sarà competitivo. Gli chiede di fargli un’ora dietro con la moto mercoledì e poi gli dice dell’invito che gli ha fatto Ferrari per la gara sociale del 2 febbraio. Gli racconta che Ferrari gli ha chiesto se ci andava e il ciclista dice all’allenatore: «Con tutti i soldi che ho speso nelle bottiglie di vino per arruffianarmelo». L’allenatore rimarca il fatto positivo e importante di essere simpatici al «Numero uno» (il dottor Ferrari ndr) perché fino a 300 euro ti dice quello che dice a tutti e con l’amicizia invece ti dice un po’ di più e quindi si può andare più forte degli altri. Il Ciclista gli dice quello che gli ha detto Ferrari di fare per essere pronto a maggio-giugno e cioè a novembre deve già cominciare la preparazione per perdere peso.

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"FAI TUTTO QUELLO CHE TI DICE FERRARI"
Telefonata del 23 settembre 2010 tra il ciclista e il suo allenatore.

Il ciclista a un certo punto chiede all’allenatore cosa sceglierebbe al posto suo tra fare la gara del riminese oppure andare da Michele Ferrari. L’allenatore dice che senza dubbio lui sceglierebbe di andare da Michele. L’allenatore dice che se Michele lo ha invitato significa che quest’anno Davide sta andando veramente forte e aggiunge che visto quello che Ferrari ha fatto con V. e D. (due cicloamatori, ndr), se lui decide di lavorare su di lui allora quest’anno «farà veramente male». L’allenatore dice che l’importante è che lui veda che l’atleta fa tutto quello che dice lui né più né meno.

Abbiamo contattato sia lo studio dell’avvocato di Michele Ferrari che i legali del ciclista e dell’allenatore. Ha risposto solo quest’ultimo, l’avvocato Luca Greco del foro di Rimini che commenta così il contenuto dei brogliacci: "Il mio cliente non era assolutamente a conoscenza dei rapporti tra il dottor Ferrari e il ciclista in oggetto, emersi nel corso delle indagini. D’altronde la decisione di rivolgersi al citato dottor Ferrari fu una scelta autonoma e unilaterale del ciclista. Laddove il mio assistito avesse solo immaginato che il rapporto tra i due potesse superare il limite del consentito, non avrebbe esitato a denunciare l’accaduto e invitare l’atleta a interrompere ogni rapporto con il dottor Ferrari. Per quanto concerne invece la sua iscrizione nel presente procedimento siamo certi che la sua posizione, alquanto marginale, verrà presto archiviata".

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