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Dainese D-Air Racing Mugello R: la rivoluzione della sicurezza on track

A sei anni dall'introduzione sul mercato della sua prima tuta con airbag integrato, il produttore rilancia con un nuovo modello state of art

Dainese D-Air Racing Mugello R

Luciano Lombardi

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Agosto 2007, circuito di Varano de' Melegari, giornata di prove libere: per un banale errore da motociclista alle primissime esperienze in pista quale ero, perdo il controllo della moto e nell’impatto con l’asfalto la testa del mio omero destro va letteralmente in frantumi.

Fortunatamente, la funzionalità del braccio - che rischiava di rimanere gravemente compromessa - fu recuperata quasi del tutto. Grazie all’abilità dei medici che mi sottoposero a un delicato intervento e alle energie arrivate chissà da dove che mi hanno permesso di sopportare mesi di dolorosa riabiltazione.

Agosto 2012, circuito di Magny Cours, prova di campionato: durante le qualifiche, finisco nuovamente a terra, in una dinamica simile a quella di cinque anni prima, ma con esiti completamente diversi: mi rialzo senza aver riportato alcun graffio e, questa volta, il mio grazie non va a un équipe di ortopedici ma a un oggetto, le sacche d’aria che si sono gonfiate dentro la mia tuta. 

Decisi di non partecipare alla gara che si sarebbe corsa di lì a poco perché non me la sentii di scendere in pista senza avere le spalle protette (dopo l’attivazione il sistema dev'essere ricaricato, cosa che in quella circostanza non era non possibile) e mi resi conto che il mio instinto di autoconservazione aveva sviluppato una sorta di dipendenza e quell’ausilio alla salvaguardia del corpo divenuto ormai fondamentale, irrinunciabile.

 

Era la primissima versione della tuta Dainese D-Air Racing che, da allora, si è evoluta pur restando invariata nelle sua filosofia di funzionamento, salvandomi le ossa in altre due occasioni: un high side al Tramonto di Misano, nel 2016, e poi a Brno nel luglio di quest’anno in una carambola nella via di fuga dopo essere rimasto senza freni ai 200 e passa all’ora.

Oggi, quel rivoluzionario ritrovato nato nei laboratori della società di Molvena è giunto a una sua nuova fase di sviluppo, che incorpora ben 25 nuove caratteristiche e numerose innovazioni che hanno portato a 5 inediti brevetti.

Talmente rilevanti che, continuare a definirla “tuta” è diventato riduttivo: ciò a cui siamo di fronte è, piuttosto, un vestito intelligente tagliato su misura per chi usa la moto in circuito, una vera e propria piattaforma che riunisce lo stato dell’arte della meccanica, dell’elettronica e dell’ergonomia.

Il suo nome è Mugello R e, tra le novità di spicco, mette in primo piano una maggiore area di copertura del sacco d’aria da 9 litri che oggi va dal collo alle spalle e alle clavicole, fino alla parte laterale inferiore della cassa toracica e integra un sistema di sicurezza intelligente denominato Intelligent Emergency Lighting System, una luce segnaletica di emergenza integrata ed attivata direttamente dal sofisticato algoritmo della piattaforma che si illumina in caso di incidente allertando i motociclisti che sopraggiungono.

Un cuore e un cervello hi-tech

Tutto ciò è il cuore del sistema. Che interagisce, a sua volta, con un cervello, il quale controlla e monitora le azioni del pilota e, quando rileva una situazione di pericolo - per esempio nel caso di un high-side o di una scivolata con rotolamento - comanda il gonfiaggio dell’airbag, indipendentemente dalla sua volontà.

La tuta è confezionata in pelle di canguro, con inserti brevettati Tri-Axial sulla schiena per migliorare la già eccellente vestibilità che caratterizzava i modelli precedenti.

Alle ginocchia sono state applicate nuove costruzioni adattive, quali tessuti pre-curvati ad alta performance e, anche qui, l’elastico triassale, e anche la conformazione del gomito è stata reingegnerizzata, introducendo una forma ottimizzata dello slider e un sistema di sganciamento rapido. Su entrambi, come pure sulle spalle, sono state applicate placche di titanio (e averle sulla pelle, può vuoler dire non averle nelle ossa...). 

Ultima non ultima, la nuova interfaccia a led che "comunica" al pilota lo stato di funzionamento del sistema.

Un capolavoro di sartoria hi-tech applicata alla sicurezza, insomma.

Che a breve indosseremo. E vi racconteremo on track.

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