Curling: come si gioca

Dalle "pietre" alle "scope da curling", passando per "bocciate" e tattica: ecco come funziona il gioco delle "bocce" o "scacchi sul ghiaccio"

Una giocatrice di curling lancia lo "stone", il masso di granito con impugnatura, verso la destinazione – Credits: Getty Images

Eleonora Lorusso

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A metà tra le vecchie e classiche bocce e il gioco degli scacchi, il curling sta diventando sempre più popolare. Originario della Scozia, si hanno notizie di questo sport fin dal lontano 1541, anche se è diventato disciplina olimpica ufficiale solo dai Giochi del 1998. Le gare di curling avvengono tra due squadre per volta, composte ciascuna da 4 giocatori che devono far scivolare sul ghiaccio delle pesanti pietre di granito, dette stone (ovvero sasso, dall'inglese), grazie ad apposite impugnature.

Il termine curling deriva dal tipo di lancio che viene effettuato dai giocatori, che permette allo stone di roteare (curl, appunto) grazie ad una traiettoria curvilinea. Ogni partita è composta da 8 o 10 mani e ogni giocatore lancia due stone. Vince chi riesce a raggiungere il punteggio maggiore, tanto più alto quanto più lo stone si avvicina alla cosiddetta home, ovvero la casa, che rappresenta la destinazione da raggiungere ed è costituita da 4 anelli concentrici, proprio come in una sorta di "tiro al bersaglio". Parte integrante dell'attrezzatura sno poi le "scope da curling" che, se strofinate adeguatamente, permettono di abradere la superficie del ghiaccio, modificando la traiettoria dello stone.

Il campo e la home: fondamentali, nel curling, sono le condizioni del campo e soprattutto della superficie ghiacciata, che deve essere la più levigata possibile. La superificie di gioco ha una lunghezza di circa 45 metri e una larghezza di 4,4 metri. La home, o casa, è composta da una serie di anelli concentrici di colori differenti e che hanno i nomi inglesi delle loro grandezze: quello centrale rosso è detto four-foot ring (anello da 4 piedi), quello bianco più grande è chiamato eight-foot ring, mentre quello più grande ancora, blu, è il twelve-foot ring. Gli anelli non influenzano il punteggio, anche se bisogna comunque raggiungere almeno il twelve-foot ring per ottenere il punteggio (vedi sotto).  

L'obiettivo del gioco è avvicinarsi il più possibile al centro della casa, detta bottom. Per aiutarsi nel tiro i giocatori possono agganciarsi ad una staffa (hack), che si trova a 12 piedi dal bottom.

Più campi possono essere disposti uno accanto all'altro per consentire lo svolgimento di più partite in contemporanea, come nel bowling. A influire sullo scivolamento dello stone sul ghiaccio sono poi delle goccioline di acqua (peables) che, congelandosi, formano una superficie "grumosa" che determina una particolare traiettora.

Lo stone (o sasso): pesa dai 17,2 ai 19,9 kg, secondo le indicazioni della World Curling Federation , e ha una maniglia sulla parte superiore, che permette di maneggiarlo meglio. Solitamente sono di colore rosso o giallo. Una particolarità sta nel fatto che il granito di cui sono fatti proveniva tradizionalmente da un'isola, Ailsa Craig, al largo della costa scozzese dell'Ayrshire, mentre oggi la produzione è localizzata soprattutto nel nord del Galles. La tecnologia ha comunque concquistato anche questo sport, dal momento che di recente è stato creato un manico elettronico, chiamato eye on hog (letteralmente "occhio sul maiale") che rileva le cosiddette hog line violation, ovvero i falli di gioco che causano le contestazioni più frequenti.

Scopa da curling: è forse ciò che pià incuriosisce i "profani" del curling, perché viene strofinata con forza e velocità sul ghiaccio lungo il percorso dello stone, per migliorarne la traiettoria.

Il punteggio: ogni partita è composta da 8 o 10 mani, composte ciascuna da due lanci per ciascun giocatore (in tutto, dunque, almeno 16 pietre). Vince la squadra che ha la pietra più vicina al bottom. Al team vincente viene anche assegnato un punto per ciascuna pietra nella casa più vicina al bottom rispetto a quelle avversarie, mentre tutti gli altri stone più lontani da quelli avversari non influiscono sul punteggio. In pratica solo le pietre dentro la casa, ovvero all'interno del cerchio twelve-foot ring, permettono di ottenere punti. Un caso particolare e frequente è quello della pietra che "morde i cerchi": avendo una base arrotondata, lo stone potrà essere considerato a occhio in casa anche se non avrà alcun contatto reale con essa e verrà conteggiato ugualmente ai fini del punteggio. Solo a fine mano, con appositi dispositivi si procederà con le misurazioni.

Il punteggio massimo per ogni mano è di 8, ovvero con tutte le pietre di una squadra a segno, ma è piuttosto difficile da raggiungere tra due squadre di bravura equivalente, tanto da essere chiamato snowman, ovvero pupazzo di neve.

I punteggi appaiono costantemente aggiornati su appositi tabelloni, tipo baseball (più semplice da capire per chi non ha familiarità con questo sport) o club.

I tiri: ne esistono di vario tipo a seconda delle strategie messe in campo dalle squadre, che possono essere così molto sofisticate da definire il curling come "gli scacchi del ghiaccio". E' infatti possibile fare le cosiddette "guardie", cioè posizionare le proprie pietre davanti alla casa, per impedirne l'accesso agli avversari, o fare le "bocciate", che richiamano quelle del gioco delle bocce, appunto, e consistono nello spostare i sassi avversari o liberare il campo.  

Strategie: esistono due tipi di strategie, quella aggressiva e quella difensiva. Nel primo caso una squadra tende a mantenere il maggior numero di stone in gioco, per fare punti (ma ne fa anche l'avversario), mentre nel secondo caso, bocciando di frequente, si cerca di mantenere il campo più libero possibile, in modo da avere meno stone in gioco. Solitamente un team meno forte predilige quest'ultima tattica. Può capitare che una squadra che pensa di non avere più possibilità di vincere, conceda il gioco, ovvero scelga di terminare la partita prima della fine di tutte le mani. Questa possibilità, non ritenuta negativa, è invece obbligatoria in molti tornei quando un team non ha più la possibilità matematica di vincere o pareggiare.

I giudici: nei tornei possono non esserci e la risoluzione delle controversie viene affidata ai due skip p vice-skip, ovvero i capo-squadra o i loro vice. Nel caso in cui questi non riescano ad accordarsi su quale sia la pietra più vicina al bottom, o si ricorre ad un giudice indipendente, che effettua la misurazione con un apposito strumento, oppure sono gli stessi vice-skip a misurare le distanze.

Altre attrezzature: il curling prevede un abbigliamento particolare, composto da apposite scarpe dalla suola differenziata. Una scarpa, per il piede che scivola durante la fase di tiro, è progettata appunto per pemterre un migliore scivolamento, mentre l'altra per restare ben salda sul ghiaccio e fare aderenza. Per facilitare le posizionie i movimenti di gioco, i giocatori indossano speciali pantaloni aderenti, mentre i guanti sono d'obbligo per avere una maggiore presa sulla scopa. Gli scopatori usano poi un cronometro per controllare la velocità delle pietre.

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