Roma sul traguardo: il miracolo è a una vittoria
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Roma sul traguardo: il miracolo è a una vittoria
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Roma sul traguardo: il miracolo è a una vittoria

Battendo il Cska Mosca (e se il Manchester City non supera il Bayern Monaco) pronta la festa per gli ottavi di finale

Il punto di partenza è che chiunque lo scorso 28 agosto a Montecarlo avesse immaginato uno scenario così sarebbe stato preso per visionario. Alzi la mano chi era pronto a scommettere in una Roma a portata di qualificazione nella trasferta a Mosca, oggi, tre mesi esatti dal giorno dell'estrazione dei gironcini che aveva consegnato gli uomini di Garcia al gruppo della morte. Nessuno. Invece i 90 minuti nel gelo russo (attesa una temperatura di -6° ma si potrebbe anche scendere a -10°) possono valere per la Roma il coronamento dell'impresa, avviata proprio contro il Cska e resa possibile a Manchester. Poi sono arrivati gli schiaffi presi dal Bayern Monaco e la trasferta all'Allianz giocata col braccino corto di chi era terrorizzato, ma il senso del percorso è intatto. Se questa sera la Roma sbanca Mosca e in contemporanea il City, squassato da critiche e polemiche, non batte il Bayern Monaco il gioco è fatto. Difficile, non impossibile. E solo a pensarci tre mesi si sarebbe passati per matti o, nella migliore delle ipotesi, per inguaribili ottimisti.

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Il grande vantaggio per i giallorossi è che, anche in caso di mancata vittoria, nulla sarebbe compromesso. La Roma va dritta agli ottavi anche con 4 punti nelle ultime due partite potendosi giocare il jolly della sfida con il Manchester all'Olimpico il prossimo 10 dicembre. Meglio chiudere il discorso stasera, certo, ma è per questa semplice considerazione aritmetica che Garcia ha approcciato la vigilia raccontando che anche il pareggio "sarebbe un buon risultato". Mente sapendo di mentire. Ricorda, però, come alzare l'asticella sia costato la notte da incubo contro il Bayern e, memore di quella lezione, preferisce lasciare i suoi scarichi della massima responsabilità. A parole e nelle scelte di campo, se è vero che è pronto a presentare una formazione meno offensiva rispetto alla tradizione, con Nainggolan terzino destro così da dirottare Holebas a sinistra (e Cole in panchina) e Florenzi sulla linea adegli attaccanti. In panchina Destro, Ljajic e Iturbe, spazio a Gervinho e Totti che in Champions League c'è sempre stati tranne che a Monaco di Baviera. A Mosca, però, servono anche la sua esperienza e il suo carisma.

Il fatto che l'Arena Khimki sia a porte chiuse per i fumogeni e le risse che caratterizzarono la gara dell'andata all'Olimpico, vera vergogna in un autunno che ha visto gli stadi europei palcoscenico di troppe gazzarre, può essere un vantaggio in più a patto di non considerarlo decisivo. Sempre a porte chiuse i russi hanno perso onorevolmente contro il Bayern Monaco e rimontato contro il Manchester City, trascinato dal talento di Doumbia (10 gol in 13 partite di Champions League) che rappresenta la minaccia maggiore per una difesa ancora ridotta ai minimi termini, senza Castan, Yanga-Mbiwa, Maicon e Torosidis.

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Sullo sfondo c'è, infine, la questione economica. La campagna europa della Roma è stata fin qui molto produttiva, grazie anche al suicidio agostano del Napoli che ha reso più ricco il piatto del market pool televisivo. Pallotta ha incassato 28,1 milioni di euro solo di premi e diritti tv. Dovesse arrivare agli ottavi metterebbe a bilancio altri 3,5 milioni cui aggiungerne un paio perché per qualificarsi bisogna fare 4 punti. La torta del market pool rimanente si può estendere fino alla cifra iperbolica di 27 milioni di euro, se i giallorossi dovessero arrivare a Berlino. Anche fermandosi prima, ma in primavera, parliamo comunque di un assegno complessivo virtuale da 60-70 milioni: oro per le casse del club e benzina per le strategie di mercato di Sabatini.

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