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L'Uefa grazia la Croazia per la vergogna ultras: multa e divieti sui biglietti

Niente esclusione o penalizzazioni malgrado recidive e precedenti. Stadio vietato ai supporter identificati come hooligans

Niente mano dura dell'Uefa contro la Croazia per la vergogna del lancio di fumogeni, petardi e bombe carta che ha costretto il direttore di gara a interrompere la sfida contro la Repubblica Ceca causando il ferimento di uno steward. I croati rischiavano grosso a causa delle diffide precedenti, ma se la sono cavata con una sanzione minima considerati i fatti: 100mila euro di multa che la federazione dovrà pagare subito e divieto di vendita di biglietti per i tifosi individuati come hooligans. Sanzione sospesa fino alla fine del torneo ed esecutiva in caso di nuovi episodi.

I giocatori croati temevano che l'Uefa usasse il pugno duro per punire una vicenda tutta interna e che si trascina ormai da anni. Gli stessi tifosi responsabili della sospensione contro la Repubblica Ceca erano stati protagonisti a San Siro nel novembre 2014 in occasione della partita del girone di qualificazione contro l'Italia. Caos che era costato le porte chiuse in occasione del ritorno a Spalato, quando però alcune frange avevano fatto trovare una svastica disegnata sul terreno di gioco e visibile malgrado i tentativi di cancellarla.

La Croazia rischiava, insomma, una vera e propria stangata se non in questo Europeo a partire dalle qualificazioni per Euro 2020. E' andata bene, ma i riflettori restano accesi perché gli ultras rimasti in patria minacciano di arrivare in forze a Bordeaux per Spagna-Croazia per procurare nuovi incidenti.

Le immagini dei disordini durante Croazia-Repubblica Ceca

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