Coppa Davis, l'Italia è nelle mani di Fognini (e di San Gennaro)
ANSA / CIRO FUSCO
Coppa Davis, l'Italia è nelle mani di Fognini (e di San Gennaro)
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Coppa Davis, l'Italia è nelle mani di Fognini (e di San Gennaro)

Dopo la sconfitta nel doppio gli azzurri a Napoli sono sotto 2 a 1 con l'Inghilterra

Non resta che votarsi a San Gennaro. O magari, per rimanere in una  sfera più terrena a Flavia Pennetta, neofidanzata di Fabio Fognini (il loro selfie sdraiati nel letto dopo la vittoria di lei a Indian Wells ha avuto quasi i clic del video di suor Cristina, la star di The voice) sperando che domattina si palesi a Napoli a incoraggiare il nostro numero uno, chiamato appunto a fare il miracolo di battere Andy Murray e di portare l’Italia sul 2 a 2. Lasciando poi a Seppi il compito per niente arduo di vincere con il numero due inglese James Ward.

Chissà se la presenza rassicurante di Flavia oggi sarebbe riuscita dove né il capitano Corrado Barazzutti né tutto il team italico sono arrivati: infondere sicurezza e concentrazione a Fabio e al compagno Simone Bolelli, protagonisti di un doppio a fasi alterne e, soprattutto, di un quarto set dilapidato (da 5 a 3 hanno perso 7-5 consegnando il match nelle mani di Murray e di Colin Fleming). Il doppio che si doveva vincere, punto decisivo di un quarto di finale che vista la presenza del numero 8 del

mondo pronosticava due suoi punti certi in singolare (uno è andato..).

Ma i  due giocatori azzurri entrati in campo sull’1 a 1 dopo che Murray aveva riportato in parità l’Inghilterra con un 6-4, 7-5, 6-3 inflitto a Andreas Seppi nella prosecuzione del secondo singolare, sospeso venerdì sera per oscurità) all’inizio del match sembravano i gemelli fuori forma della coppia che si era distinta nei precedenti match  di Davis: dritti affossati in rete, spostamenti lenti e rispostacce al servizio consegnavano in un’ora e 12 minuti i primi due set agli inglesi (6/3, 6/2): «Nei primi due set Fabio e Simone hanno giocato davvero male, non erano entrati nel match, erano fallosi» ha detto Barazzutti in conferenza stampa. Colpa del dolore alla costola, del risentimento alla coscia di cui soffre Fognini o delle prodezze di Murray che ieri sembrava un doppista vero? Chissà. 

Nel terzo set i dolorini sembravano però spariti, Bolelli serviva benissimo, Fognini scavalcava gli inglesi a rete con lob vincenti e in 46 minuti gli azzurri si portavano a casa il terzo set e sembravo avviati a vincere pure il quarto prima che rientrasse in campo la coppia di inizio match a rivitalizzare gli inglesi. Non è servito neanche il colorito tifo napoletano («site comm’a Juve» ha gridato uno dopo la chiamata fuori dell’arbitro a un servizio di Fognini).

Adesso tocca a Fabio che ha giocato due volte contro Murray, con una vittoria a testa. Ma è successo nel 2007 e nel 2009 quando «Fogna» non era ancora il numero 13 del mondo. 

«It’s difficolt, but anyway we have to play» filosofeggia Barazzutti. Forza Fabio (e forza San Gennaro). Anche perché mentre gli azzurri sono sotto 2 a 1 c’è un altro micropezzetto di Italia che clamorosamente ha portato il Kazakistan avanti 2 a 1 sulla Svizzera di Federer (e chi avrà la meglio domani affronterà i vincenti di Italia-Inghilterra in semifinale): Andrey Golubev, che si allena a Bra nello stesso circolo della promessa italiana Matteo Donati, il diciottenne che qui a Napoli è con gli azzurri come sparring partner. La vita (e il tennis) a volte sono molto strani.

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