Conte 'lodato', Stendardo 'multato'

La morale? il calcio non ha una morale...

Antonio Conte, alla prima a Torino dopo la squalifica (Credits: Daniele Badolato - LaPresse)

Carlo Genta

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Beatificazione. Adesso ci piacerebbe solo sapere se qualcuno si è costruito in casa l’altarino con la fotografia di Sant’Antonio dei Bianconeri e ci ha messo fiori e candele. Nel qual caso è pregato di farcelo sapere in qualunque maniera, eventualmente anche via piccione. Mai avevamo visto tante feste e genuflessioni davanti a un ritorno per squalifica, per giunta per una storiaccia di combine, vera o falsa che fosse. Dalla Conte-cam, il massimo del minimo di ogni reality mai visto, a uno stadio invernale di Coppa Italia tutto per lui. Forse più eccessivo della prima, perché continuiamo a considerare la Coppa Italia la sagra dell’inutilità e della tristezza calcistica.

Antonio Conte è tornato, al posto dei passacarte Carrera e Alessio, e tutti i tifosi della Signora si sentono più vivi. Quasi non fosse che anche con il condottiero ai domiciliari sportivi nel gabbiotto, la Juventus fosse comunque prima ovunque.

Adesso, sull’onda dell’entusiasmo che cresce come spuma sulla birra, si sogna l’Europa e si dice ci sia una valigia di soldi pronti per andare a portare via Drogba ai cinesi, come il più prezioso dei vasi Ming. Lui chiederebbe tre anni di esposizione…pardon, di contratto, al museo bianconero, che a 34 primavere sono non tanti ma tantissimi. C’è però la voglia di surfare l’onda, anche perché come fai ad affidare i tuoi sogni a un ragazzo, bravo, che segna il suo primo gol decisivo cavalcando le congiunzioni astrali del 12, come il suo numero di maglia (Giovinco, of course).

Tornando alle telecamere personalizzate, non ci sarebbe dispiaciuto vederne una per documentare l’esame da avvocato di Guglielmo Stendardo, molto più mosca bianca di Conte nel regno del calcio. Invece ne è uscito un casino inelegante: va bene che fa il calciatore e che guadagna molti più soldi della gran parte di noi, ma un giorno di permesso non si nega nemmeno al Presidente del Consiglio, chiunque finirà per essere, figuriamoci a un calciatore per una partita di Coppa Italia. Fossimo stati nell’Atalanta avremmo mandato fotografo, bottiglia di Champagne e regalo, invece di una conferenza stampa di Marino e Colantuono per chiudere il caso e appioppare una multa. Verrebbe da ridere per non piangere.

Morale, un allenatore che torna dopo una squalifica per scommesse viene celebrato come la Madonna Pellegrina, un giocatore che vuole andare a fare l’esame da avvocato deve pagare una multa. Domandiamo umilmente a chi conta in questa azienda di essere inviati a vita in qualunque luogo che sia, se non piacevole, almeno normale. Promettiamo in cambio corrispondenze quotidiane.

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