Alfredo Martini, una vita in sella

Omaggio fotografico al più vincente commissario tecnico del ciclismo italiano (ed ex-corridore), recentemente scomparso all'età di 93 anni

Edoardo Frittoli

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Nato a Calenzano (Fi) il 18 febbraio 1921, toscano come Bartali ma dal carattere molto meno impulsivo, Alfredo Martini è scomparso a 93 anni dopo una vita all'insegna del ciclismo. Martini iniziò a correre nel 1936 divenendo professionista nel 1941: dopo la Guerra, arrivarono per lui le prime vittorie nei giri regionali, seguite nel 1950 dal primo successo di tappa al Giro d'Italia, che in quell'edizione lo vide terzo assoluto alle spalle di Bartali e dello svizzero Hugo Koblet.

Sceso di sella nel 1957, non abbandonò però il ciclismo passando da corridore a direttore sportivo fino a diventare nel 1975 commissario tecnico della Nazionale italiana. La prima vittoria da ct fu quella del Mondiale 1977 con Francesco Moser, bissata poi nel 1982 con Beppe Saronni; a seguire i trionfi azzurri grazie a Moreno Argentin, Maurizio Fondriest e Gianni Bugno. Nel 1997 Martini diede l'addio definitivo all'agonismo, giusto l'anno prima del trionfo al Tour de France di Marco Pantani, atleta che il ct Alfredo amava profondamente.

Poco prima di scomparire, Alfredo Martini ha scritto un libro a quattro mani con il giornalista della Gazzetta Marco Pastonesi raccontando la sua eccezionale avventura nel mondo delle dueruote: "La vita è una ruota. Storie resistenti di uomini, donne e biciclette " (Ediciclo Editore), da cui sono tratte le immagini di questa gallery.

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