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Allarme azzurro: poca Italia nell'assalto alla Champions League

Juventus, Napoli e Atalanta avanti ma con scarso apporto di italiani: solo 6 giocatori (su 43) con almeno 4 presenze

Le tre squadre qualificate alla seconda fase della Champions League rappresentano certamente un ottimo bilancio per la Serie A, ma allo stesso tempo fanno suonare ancora un volta l'allarme sul peso dei calciatori italiani nei club di vertice. Quelli che frequentano l'Europa ad alto livello e consentono di accumulare esperienza e qualità.

Mettendo insieme il cammino nei gironi eliminatori di Juventus, Napoli e Atalanta - le tre qualificate agli ottavi di finale - emerge una fotografia impietosa e preoccupante. Ad esempio, solo 2 dei 31 gol realizzati portano la firma di un calciatore italiano: Bernardeschi per la Juventus e Insigne per il Napoli. Un dato che trova una spiegazione semplicissima se si allarga la visuale alle presenze in campo.

Solo i partenopei Di Lorenzo e Meret e l'atalantino Gollini fanno parte del ristretto gruppo di giocatori che hanno messo piede in campo in tutte e 6 le giornate autunnali. Sono in tutto 17 e gli italiani vi trovano spazio principalmente perché titolari in porta, mentre nei ruoli di movimento praticamente spariscono.

Una tendenza che si conferma anche prendendo in considerazione chi ha almeno 4 gettoni presenza su 6 (il 66%), senza contare il minutaggio. Le tre qualificate alla seconda fase ne contano in tutto 43 di cui 6 (una miseria) eleggibili per la nazionale di Mancini. Oltre ai già citati Meret, Di Lorenzo e Gollini ci sono gli juventini Bonucci (5) e Bernardeschi (4) e l'atalantino Masiello. Siamo appena al di sopra del 10%, un dato allarmante a pochi mesi da un Europeo in cui ci presentiamo forti del grande girone ma anche con l'incognita della risposta quando l'asticella si alzerà.

Il paradosso è che la quarta squadra di Champions, quella eliminata nella notte contro il Barcellona, è stata la più 'italiana' tra tutte. Candreva (5 presenze), Barella (4 prima dell'infortunio), Biraghi (4), Gagliardini (4) e Politano (4 apparizioni seppure senza grande minutaggio) sono stati fattori importanti nelle scelte di Conte, così come Sensi (3 per poi abbandonare per k.o. fisico) e D'Ambrosio (3). Non è bastato per saltare oltre l'ostacolo del primo turno. Ci riproveranno in Europa League.

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