La settimana senza sorrisi

Le italiane male in Europa, il mito di Armstrong distrutto e cori idioti non solo in curva

La Presse - La formazione del Milan battuto a Malaga

Carlo Genta

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Usciamo dalla settimana d’Europa piccoli così. Cose che possono succedere quando finiscono i quattrini e le idee sono poche ma confuse. Un grazie sentito a Inter e Lazio che hanno giocato partite quanto meno serie in Europa League. Punto e stop. Per il resto soliti ritornelli piuttosto noiosi ormai: alla Juventus manca il top player che si inventa da solo tre punti su un campo sconosciuto in Danimarca; il Milan è una banda allo sbaraglio che ha smesso di credere in qualsiasi cosa e gioca perfino ad imbruttirsi oltre i suoi limiti.

Grande Ibra, sempre uguale a se stesso: “Hanno perso? Fatti loro”. In una prima fase nella quale tutte le grandi (e le nostre, sia chiaro, non lo sono) fanno una fatica tremenda contro signori nessuno affamati di gloria e di soldi. Potrebbe essere quasi normale. In realtà non lo è, dato che le nostre dovrebbero imparare  a presentarsi ormai come questi peones, per i quali non esiste un futuro ma una vita giorno per giorno.

Ma lo sappiamo, il tifo è cieco, sordo e muto e non tollera confini di dignità e buon gusto, come quelli ampiamente superati da Andrea Cappelli, Pd, portavoce di Nicola Zingaretti, candidato governatore del Lazio, che imbratta twitter con una frase come:"Chelsea-Juventus: c'è rimasto da sperà nell’incidente aereo”. Se hanno dato 50mila euro di multa al Verona (pena in fondo ridicola dopo la vergogna di Livorno), qualche eurino dovrebbe costare anche a questo tale Cappelli l’idiozia che ha reso pubblica.

Il tifo è fede cieca, se è vero che ci capita di ricevere la mail  come questa: Il Milan non ha giocato male. Sono dentro ad un clima di depressione. Non si può continuare con questo allenatore. Una suora”. Va bene, il calcio è un gioco che condiziona, come la politica, la vita quotidiana. E’ religione pagana. Sappiamo anche tutto questo. Ma sarebbe il caso di risparmiare le orazioni e le energie, come nel caso del Cappelli, per provare a risolvere qualche problema un po’ più serio nel quale stiamo annegando.

Quanto al calcio e quanto al Milan, non resta che la soluzione più sbagliata, quella avanzata dalla suora: quella di cambiare allenatore. Nulla è più sciocco e inutile salvo che in un caso: quando l’allenatore in questione è stato esautorato dalla società. Cosa che per Allegri e per il Milan è accaduta la scorsa estate. In casi come questo, sempre, i giocatori sono come i topi che scappano per primi dalla barca che affonda.

Tanto il colpevole è sempre Schettino. Il weekend ci dirà pochino, temiamo, con partite di basso lignaggio. Meglio così, faremo finta di divertirci lo stesso, sperando che qualche arbitro commetta errori madornali, almeno troveremo qualcosa da dire. Meglio così, dopo una settimana che ha picchiato duro sui sogni di chi crede nello sport, almeno come divertente passatempo. Perché vedere un mito, magari falso come Giuda, ma un mito vero come Lance Armstrong preso a calci e sputi dai parrucconi che con lui si sono fatti ricchi e potenti, fa molto più male di un Nordsjaelland o di un Malaga qualsiasi, mentre calano le prime nebbie dell’autunno.

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