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Campriani, il laureato d'oro della carabina

Trionfa da 50 metri dopo la beffa d'argento dai 10. Ingegnere con laurea negli Usa si fermerà in Inghilterra per un master. Storia e record di un campione diverso dai soliti stereotipi

 

E' il re della carabina, una specie di Terminator capace di centrare un obbiettivo grande quanto una moneta da 50 metri e farlo meglio di tutti gli altri. Niccolò Campriani ha conquistato la medaglia d'oro nella carabina da 50 metri dopo l'argento dai 10 metri con beffa per 2 millimetri. Questa volta non ce n'è stata per nessuno. Ha chiuso con 1278,5 punti (record olimpico), staccando di 5 punti il coreano Kim (argento) e lo statunitense Hammons, bronzo a causa di un incredibile errore all'ultimo tiro . La sua finale è stata senza incertezze e in pieno controllo. Punteggi tra il 9,3 e il 10,7 senza mai rischiare anche se alle sue spalle Emmons e Kim hanno sparato su livelli altissimi mangiandosi una parte del vantaggio abissale accumulato nella fase di qualificazione. Per Campriani un'Olimpiade da record: con un oro e un argento eguaglia la prestazione di Roberto Di Donna ad Atlanta 1996 nella pistola. Insieme all'argento di Tesconi si tratta della performance migliore mai realizzata dal settore del tiro a segno italiano ai Giochi.

"Sono stati quattro anni lunghi ma volevo andare via senza rimpianti" ha detto emozionato dopo la premiazione: "La gente dava per scontato tutto, ma la finale non è mai facile. Ho cercato di fare un tiro alla volta ed è uscita la medaglia d'oro".

Campriani era stato infallibile fin dalla mattina. Dopo una partenza un po' difficoltosa aveva rimontato sino a stabilire il nuovo record olimpico con 1180 punti, superiore al precedente di 1177 stabilito da Raymond  Debevec a Sydney nel 2000. Una prestazione fantastica a soli 6 colpi dal mondiale e con un vantaggio già largo sullo statunitense Matthew Hammons (1172), su francese Cyril Graf e sul coreano Kim (1171). Numeri che hanno fatto capire da subito che si trattava di una giornata magica, da primo della classe quale Niccolò è malgrado qualche passaggio a vuoto che ogni tanto non gli consente di raccogliere per quanto seminato.

Anche l'argento nella finale della carabina da 10 metri con il podio più alto sfuggito per soli 2 millimetri non poteva averlo soddisfatto del tutto. "La testa fa scherzi brutti e il cuore mi batteva forte" aveva spiegato scendendo dalla pedana della Royal Artillery Barracks felice e deluso allo stesso tempo. Poi la rivincita quando meno se l'aspettava. A soli 24 anni è già un monumento di uno sport che, però, non regala certezze per il futuro. Campriani è un campione atipico: laureato alla West Virginia University di Morgantown sa già che si fermerà in Inghilterra (Sheffield) per un master in ingegneria dello sport. Un cervello prestato al tiro a segno, programmato per vincere e poi lasciare.

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