Calcio, serie A - 9^ giornata

Polemiche ed errori degli arbitri stanno tenendo viva una giornata un po' moscia (di calcio)

I giocatori del Catania protestano contro l'arbitro Gervasoni (Credits: Jonathan Moscrop / LaPresse)

Carlo Genta

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Giurin giurello, non abbiamo fatto apposta. A far cosa? Ma a chiamare gli errori degli arbitri per dare un filo di senso a una giornata all’apparenza moscia. Come poi è stata. Certo, sarebbe stato più divertente fossero stati al contrario, ad esempio a favore del Catania e contro la Juventus che di involontarie spintarelle non ne ha proprio bisogno. Invece è Pulvirenti a pigliare a calci il sottopassaggio del tunnel della sua Catania, a frignare davanti ai microfoni e a beccare pacche sulle spalle dal dirimpettaio Marotta e perfino dal designatore Braschi.

Strilla come un’aquila anche Lotito per la Lazio danneggiata a Firenze: ma alle sue lamentele (stavolta abbastanza corrette) siamo talmente assuefatti che non si riesce più a farci caso. State pronti che tempo un mese cominciano a spuntare i dossier dei torti arbitrali subiti. Che noia, che barba, avrebbe detto la grande Sandra Mondaini. La chiuderemmo qui, con il sarcasmo dello stesso Pulvirenti: “Non perdono da 49 partite? Se vanno avanti così possono rimanere imbattuti a vita”. E sì, la Juventus è proprio tornata. Mentre oggi prepariamoci alla carica del battaglione di quelli che sbavano per la moviola in campo.

Passeremmo ad altri cattivi pensieri, come quelli secondo cui il gol del ragazzino con la cresta abbia solo prolungato l’agonia. Del Milan e di Allegri. Che contro il primo Genoa di Delneri chiuso come un’ostrica, non ci pare abbia fatto mezzo passo avanti. Nel gioco e nelle facce che restano tra il torvo e lo spento. Se e di quanto ci sbagliamo lo scopriremo tra un attimo: si torna in pista per il turno infrasettimanale – ci mancava pure quello prima del ponte -, e il Milan lo farà prima di tutti gli altri sul campo di un Palermo alla disperazione.

Un bel pensiero invece ci vien voglia di lasciarlo all’Inter. Massì, l’abbiamo fatto per il Napoli, facciamolo pure per Stramaccioni. Tanto anche in questo caso la verità è dietro l’angolo. Dopo una Samp un po’ depressa a San Siro, tutti a Torino contro la Juventus. Non capiremo tutti, ma qualcosa sì. Intanto l’Inter è una delle poche che sembrano potersi opporre fisicamente alla Signora con quei cristoni di Guarin, Mudingay, Pereira e Juan Jesus e con Gargano che è riuscito perfino a restituire un po’ di fiato a Cambiasso. Davanti qualcosa succede sempre, tra Milito, Palacio e Cassano che gioca e continua a ridere, come fosse davvero felice. Arriverà il tempo dei musi, state tranquilli. Ma per allora ci sarà anche Snejider che al momento è alle prese con il solito infortunio e con gli altrettanto abituali dubbi tattici: dove lo mettiamo questo qui? Faccia pure Stramaccioni, senza dimenticare che prima di perdersi un po’ per strada, o se preferite nel bosco di mille voci di mercato, questo era uno dei più forti ed eclettici trequartisti del mondo. Che diventi un problema è ridicolo, che perché è uno che in carriera ha fatto perfino l’esterno sinistro.

Ma ridicolo, come avete potuto capire una volta di più in questa domenica da moviolisti, è il calcio intero. Non vorrete mica prendere sul serio un gioco così? C'è perfino la Roma...

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