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Bilancio Milan: ecco i giocatori da vendere (e le loro valutazioni)

Il club rossonero a sacrifici sul mercato. Da Donnarumma a Suso, passando per Paquetà e Piatek, con chi si possono realizzare plusvalenze?

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Giovanni Capuano

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Il bilancio in profondo rosso con cui il Milan ha chiuso la stagione al 30 giugno 2019 (-146 milioni di euro nel consolidato che diventano 156 per il civilistico della società) ha aperto riflessioni sulle strategie con cui i rossoneri possono limitare il passivo nei prossimi mesi, in cui si presenteranno alla Uefa per trattare il settlement agreement per lo sforamento dei parametri del Fair Play Finanziario.

La priorità sarà aumentare i ricavi, partendo dalla voce sponsor e partnership commerciali che ha fatto segnare un sorprendente ribasso. E poi, in attesa di riuscire a rimettere piede nel ricco mondo della Champions League, ecco che l'altra area su cui Gazidis, Boban e Maldini possono intervenire in fretta è quella delle cessioni e delle plusvalenze che nella scorsa stagione hanno portato solo 12 milioni di euro aiutando ben poco nell'opera di riequilibrio dei conti.

Non si tratta di immaginare lo smantellamento della squadra, obbligata a essere competitiva nella corsa all'Europa, ma di immaginare come dal mercato possano arrivare risorse sia per il bilancio che da reinvestire. A gennaio o, comunque, entro il prossimo 30 giugno.

Ecco i calciatori con cui si può fare plusvalenza

Seguendo le tracce del bilancio si può provare a fare l'elenco dei sacrificabili in nome dei conti. Avvertenza preliminare: non significa che vadano necessariamente sul mercato (il Milan fa sapere che non sarà così) e nemmeno che partano tutti contemporaneamente. Le esperienze degli scorsi anni di Juventus, Roma e Inter indicano però come anche attraverso qualche sacrificio in uscita si possa poi costruire un progetto sportivo competitivo.

In cima alla lista c'è ovviamente Gianluigi Donnarumma, contratto in scadenza nel 2021 (trattativa difficile con Mino Raiola), prodotto del settore giovanile con un costo residuo a bilancio vicino allo zero. Venderlo significa fare plusvalenza piena. Discorso simile per Calabria e anche per lo spagnolo Suso, prelevato per qualche centinaio di migliaia di euro dal Liverpool e con una clausola per l'estero da 38 milioni che garantirebbe incasso pieno.

Bonaventura, invece, va in scadenza nel 2020 e non sarà monetizzabile dal club in caso di separazione. Alla lista, sempre seguendo il filo del peso sul bilancio, vanno aggiunti il capitano Romagnoli (al 30 giugno 2020 avrà un valore residuo di circa 4,8 milioni), Ricardo Rodriguez (saranno 3,6), Musacchio (4,4 nel 2020) e Calhanoglu, il turco che non ha mai convinto in pieno, preso da Mirabelli nell'estate 2017 e tra qualche mese a bilancio per 6,3 milioni.

Questi sono giocatori che, in caso di offerta con una cifra interessante, possono garantire plusvalenze buone o straordinarie al Milan aiutando a rimettere in equilibrio il conto economico della stagione. C'è anche Andrè Silva, attualmente in prestito biennale all'Eintracht Francoforte. Per lui la valutazione è rimandata di 24 mesi ma il suo peso a bilancio sta rapidamente scendendo rispetto ai 34,6 milioni investiti nell'era cinese.

Gli invendibili (per ragioni di bilancio)

Sono tre, invece, i nomi che per ragioni di bilancio vanno considerati fuori dal mercato a meno di sorprese. Il primo è quello di Caldara, sfortunatissimo per via degli infortuni e comunque ancora troppo costoso per poter permettere una plusvalenza: saranno 21,6 milioni alla fine di questa stagione.

Il polacco Piatek, pagato 35 al Genoa, era iscritto a bilancio al 30 giugno scorso per 31,1 e scenderà a poco più di 24 che rappresentano un ostacolo non indifferente a meno di una seconda esplosione a suon di gol che lo metta al centro delle attenzioni di club stranieri. Lo stesso vale per Paquetà (38,4 milioni il costo) che a fine stagione sarà a bilancio per poco meno di 26 milioni.

Nella 'terra di mezzo' mettiamo Conti, altro ragazzo bersagliato dalla sfortuna, che varrà 9,7 milioni di euro e insieme a lui Castillejo che non sta rendendo per quanto è stato pagato (21,3 milioni) e che in ogni caso deve portare offerte da almeno 12,5 per poter dare beneficio al bilancio.

L'ultimo nome è quello di Kessié, costato 32 e con un peso futuro di 12,8: troppi per il suo status? E' possibile che trovi qualche estimatore, meno che possa garantire una plusvalenza da urlo.

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