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Federico Chiesa, l'uomo che ha detto no alla Fiorentina

Niente rinnovo, il talento viola sul mercato subito. Ecco le cifre della sfida tra Juventus e Inter

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Giovanni Capuano

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Tolto dal mercato la scorsa estate da Commisso, non appena sbarcato in Italia, Federico Chiesa ci torna prepotentemente dopo aver vissuto tre mesi da separato in casa alla Fiorentina. Il muso lungo dell'esterno viola a fine luglio è rimasto tale anche con l'arrivo dell'autunno. Poche speranze di ricucitura per un futuro da simbolo fiorentino: Chiesa guarda altrove e la rottura con il club nel quale è esploso è così netta da lasciare aperta la porta anche a una clamorosa cessione nel mercato invernale.

I segnali erano arrivati, netti, in campo: rendimento non all'altezza delle passate stagioni, malessere diffuso sparito in nazionale, la sensazione di un rapporto trascinato avanti senza alcuna convinzione fino al rifiuto di sedersi al tavolo con i dirigenti della Fiorentina per ragionare del prolungamento di contratto al 2024 con stipendio da top player (4 milioni di euro netti).

Poi il gesto che ha scoperchiato il vaso di pandora, ovvero il rifiuto di scendere in campo negli ultimi minuti della trasferta di Verona cui sono seguite le parole del tecnico Montella che ha certificato il disagio non solo fisico, ma anche mentale, di un ragazzo che fatica a ritrovare la strada perduta.

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Rocco Commisso – Credits: ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

La promessa di Commisso (e la sfida Inter-Juve)

L'unico, sottile, filo che lega ancora Chiesa alla Fiorentina risiede nella persona di Rocco Commisso. E' stato lui in estate a promettere alla tifoseria viola che non avrebbe fatto partire il gioiello della società appena rilevata dalla famiglia Della Valle ed è stato lui a cercare di coccolare e rimettere dentro il progetto il suo calciatore.

Ora tocca a lui provare a trovare la sintesi, che significa mettere le carte sul tavolo e offrire il rinnovo alle cifre illustrate nel faccia a faccia con il padre di Chiesa (l'ex calciatore Enrico) che fin qui ha rigettato il confronto. Solo così le nubi intorno a Chiesa potranno diradarsi, non necessariamente con una firma ma chiarendo anche le modalità della separazione di un talento classe '97 che ha il contratto in scadenza nel 2022 e non ha interesse a entrare in guerra con il suo club.

Lo scenario della possibile partenza a gennaio nasce da qui. Dovesse essere addio, perché non anticiparlo di qualche mese a patto di monetizzarlo? Provando - questo è il ragionamento della Fiorentina - ad evitare di veder partire Chiesa per Torino. La Juventus ha da mesi una corsia preferenziale con il giocatore e il suo agente: 5 milioni netti per un quinquennale.

Commisso vorrebbe vederlo con qualsiasi maglia tranne che quella bianconera. In Italia l'alternativa si chiama Inter, club che sta imparando a sfidare la Juventus anche sul mercato. Ausilio prima e Marotta poi (nell'era juventina) sono grandissimi estimatori di Chiesa, gioiello per il quale anche la famiglia Zhang sarebbe disposta a uno sforzo. Il triangolo è stuzzicante e si arricchisce dell'esplosione di Gabigol e dai futuri incassi che l'Inter conta di fare vendendo i prestiti pesanti dell'ultima estate, da Icardi e Perisic passando per Nainggolan.

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